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Banco Bpm, l’utile sale a oltre 52 milioni e gli Npl calano

Imagoeconomica

Il Banco Bpm, l’istituto nato dall’aggregazione tra il Banco Popolare e la Popolare di Milano e guidato da Giuseppe Castagna, ha comunicato i risultati dei primi nove mesi del 2017, chiusi con un utile netto di 3,13 miliardi di euro, risultato che comprende una voce straordinaria di 3,08 miliardi di euro, relativa alla fusione tra i due istituti. Al netto di questa voce il risultato finale è pari a 52,73 milioni e si confronta con la perdita di 632,66 milioni di euro contabilizzata nei primi nove mesi del 2016.

Il risultato della gestione operativa è salito da 963,05 milioni a 1,16 miliardi di euro (+20,1%), mentre i proventi operativi sono scesi dell’1,7% da 3,53 miliardi a 3,47 miliardi di euro, nonostante il forte aumento delle commissioni nette.

A fine settembre il Common Equity Tier 1 era pari 11,01% (11,65% al netto dell’impatto derivante dall’esercizio delle put option di Unipol Sai su Popolare Vita e di Aviva su Avipop), sulla base di un patrimonio netto di circa 12,42 miliardi di euro.

Sempre a fine settembre gli impieghi netti alla clientela ammontavano a 107,9 miliardi di euro, in contrazione del 4% rispetto ai 110,6 miliardi di inizio anno. Il calo è imputabile esclusivamente alla forte diminuzione dei crediti deteriorati netti, scesi nei primi nove mesi di circa 2,2 miliardi, mentre i crediti in bonis registrano una crescita di circa 0,5 miliardi. Alla stessa data i crediti deteriorati ammontavano a 14 miliardi di euro, in diminuzione del 13,7% rispetto al valore di inizio anno.

L’indice di copertura dell’intero aggregato dei crediti deteriorati si attestava al 49,1% (che sale al 50,7% includendo gli stralci), in crescita rispetto al 37,5% (47,9% includendo gli stralci) di inizio anno.

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