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Banche nella bufera, Ftse Mib sotto quota 17mila

FIRSTonline

Le tensioni sulle banche tornano a scaricarsi in Borsa. Dopo un avvio incerto, Piazza Affari ha imboccato la strada del ribasso chiudendo in calo del 2,45% a 16.818,25 punti. Stesso segno per le principali piazze europee, seppur con rossi più contenuti: Parigi -0,9%, Londra -0,4%, Francoforte -0,98%. Lo spread Btp Bund balza del 12% a 131 punti base e rendimento all’1,41%.

Dal rapporto annuale della Bce arriva un’indicazione di preoccupazione: ”Dobbiamo fare i conti con l’incertezza delle prospettive dell’economia globale, con continue forze disinflazionistiche e con la domanda su quale direzione prenderà l’Europa e sulla sua capacità di affrontare nuovi contraccolpi”, ha scritto Mario Draghi aggiungendo che “la Bce non si arrende di fronte all’inflazione eccessivamente bassa”.

In più ci sono gli umori sottotono di Wall Street depressa dal calo del greggio che cede il 2% a 37 dollari al barile. Il Dow Jones perde lo 0,83% e l’S&P500 lo 0,96%. Il cambio euro dollaro si attesta poco mosso a a 1,139.

A Piazza Affari il comparto bancario è sotto tensione anche per gli aumenti di capitale della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca. Mps cede l’8%, il Banco Popolare il 7,5% su nuovi minimi storici, Ubi Banca -6,27%, e Unicredit, che sarà garante dell’aumento di Popolare Vicenza, il 5,9%. Intesa Sanpaolo cede il 3,31% e Bpm il 3,94%.

Giù anche Saipem, che perde il 4% anch’essa su nuovi minimi storici. Telecom Italia -2,79% nel giorno del primo incontro dell’ad Flavio Cattaneo con la prima linea dei dirigenti. Stamattina Fidentiis ha deciso di tagliare la raccomandazione a Hold da Buy. In merito alle indiscrezioni stampa su una possibile ristrutturazione della forza lavoro della società, l’azionista Vivendi precisa in una nota di essere “in Italia per sviluppare e investire nel lungo periodo e non per ridurre gli organici”.

In positivo sul Ftse Mib solo quattro titoli. In cima c’è Stmicroelectronics che balza del 4,31% dopo le vendite record di Samsung, seguito da A2a +0,68% che beneficia ancora dei conti 2015, Poste Italiane +0,47% e Unipolsai +0,05%.

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