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Banca Ifis: balzo dell’utile (+74%) nel primo trimestre e il titolo vola. L’ad Geertman conferma i target

Banca IFIS


Trimestre in forte crescita per Banca Ifis
che in virtù dei risultati raggiunti conferma i target del business plan nonostante il contesto geopolitico preoccupante. 

La performance trimestrale della banca sta spingendo il titolo in Borsa, dove le azioni guadagnano oltre il 4% del loro valore a quota 17,88 euro a fronte di un Ftse Mib in ribasso dello 0,3% e di un Ftse Italia Banche in rialzo dell’1,48%.

Banca Ifis: tutti i numeri del primo trimestre

Banca Ifis ha archiviato i primi tre mesi dell’anno dell’anno con un utile netto pari a 35 milioni di euro, in rialzo del 74% rispetto allo stesso periodo del 2021. Il margine d’intermediazione è salito  del 18,6% da 137,7 a 163,3 milioni di euro. Un risultato ottenuto grazie ai maggiori ricavi conseguiti nel nel Settore Npl, pari a 69,8 milioni di euro (+11,5 milioni di euro rispetto a un anno fa) e nel Settore Commercial & Corporate Banking, pari a 73,8 milioni di euro (+8,6).

Nei primi tre mesi del 2022, la banca sottolinea di aver mantenuto un approccio conservativo nella valutazione del rischio di credito. In particolare, gli accantonamenti per rischi su crediti sono stati pari a 17 milioni di euro e includono rettifiche di 8 milioni di euro a fronte di posizioni del portafoglio commerciale con vintage elevata.

Le rilevanti riserve accantonate per il Covid nel corso dei precedenti esercizi sono state conservativamente mantenute. “Il portafoglio di proprietà della banca, pari a 2,7 miliardi di euro al 31 marzo 2022 – ha detto l’ad Geertman – ha fornito un costante contributo ai ricavi, pur mantenendo un profilo di rischio estremamente contenuto essendo costituito per circa il 90% da titoli a breve termine emessi dallo Stato italiano e da primarie istituzioni finanziarie… Il Cet1 al 15,72% è tra i migliori del mercato e garantisce stabilità alla distribuzione di dividendi”. 

Ricordiamo che sull’esercizio 2021, Banca Ifis erogherà un dividendo pari a 95 centesimi per azione, con un payout del 50%, così previsto dal Piano Industriale 2022-24. Lo stacco cedola è in programma per il 23 maggio, con pagamento il 25 maggio. 

Geertman: “Ottime performance in tutti i settori”

 “I risultati del primo trimestre 2022, in significativa crescita rispetto allo stesso periodo del 2021 –  ha dichiarato Frederik Geertman, amministratore delegato di Banca Ifis – sono stati raggiunti grazie alle ottime performance di tutti i settori della banca. I ricavi del Settore Commercial & Corporate Banking, in crescita del 13% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, riflettono il dinamismo della rete commerciale supportata dal processo di digitalizzazione in corso”. 

“I risultati sono evidenti in tutte le principali business unit, che nel primo trimestre 2022 hanno riportato tassi di crescita superiori ai mercati di riferimento: il turnover del Factoring è cresciuto del 19% (rispetto al +14% del mercato), le erogazioni del Leasing auto del +5% (rispetto all’1% del mercato). Inoltre, la piattaforma ‘Ifis4business’, che consente di offrire al cliente un’esperienza digitale e multicanale, copre oggi il 40% dei clienti Factoring ed entro fine giugno sara’ estesa a tutto il portafoglio clienti”, ha spiegato il numero uno di Banca Ifis.

“Nessuna esposizione verso la Russia”

Inevitabile, dopo l’invasione dell’Ucraina, un riferimento alla Russia. La banca ha sottolineato infatti di non avere un’esposizione materiale verso i tre mercati (a Russia e Ucraina si aggiunge la Bielorussia, ndr.) e di stare attuando un attento monitoraggio degli impatti sulla clientela, sia diretti – derivanti dal calo dell’attivita’ di import/export – sia indiretti – derivanti dall’aumento dei costi dell’energia e delle materie prime.

Nel corso della conference call degli analisti Geertman ha evidenziato che “non c’è nessun modo per stimare con certezza gli impatti del conflitto Russia-Ucraina”. “Sulla base di un sondaggio condotto su 560 imprese che operano nei settori più impattati – siderurgia, energia, frumento, lusso, auto, ceramica e cartiere – ha spiegato il ceo  – Banca Ifis ritiene la propria posizione di rischio generalmente gestibile nell’ambito degli ordinari rapporti commerciali”. 

“L’esposizione della banca verso clienti con un elevato impatto diretto è modesta – ha continuato il manager – mentre i clienti che dichiarano impatti indiretti elevati, circa il 40%, hanno prevalentemente una buona solidità economica e finanziaria e rappresentano, quindi, un limitato rischio di credito”. 

Inflazione e crisi energetica

Per quanto riguarda il futuro, “la crescita del PIL e il contesto di rischio dovrebbero diventare più sfidanti, ma la performance del core business è ancora in accelerazione e al momento vediamo limitati effetti commerciali da parte dello sfidante ambiente macro. Il credit book è monitorato proattivamente e si sta confermando molto solido. Data la nostra resilienza, possiamo quindi confermare i target del business plan”, ha affermato Geertman nel corso della conference call con gli analisti. 

“Inflazione, crisi geopolitica, crisi energetica e delle materie prime costituiscono un contraccolpo per l’economia e quindi potrebbero pesare sulla crescita dei ricavi”, ha ammesso. “Abbiamo il vantaggio di essere una challenger bank e rispetto alle grandi banche siamo relativamente dinamici e anche in uno scenario dove il PIL non cresce abbiamo la possibilità di crescere e di guadagnare fette di mercato – ha aggiunto in un altro passaggio – Non stiamo sottovalutando lo scenario difficile, ma siamo convinti di poter confermare i piani di crescita”.

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Categories: Finanza e Mercati