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ArcelorMittal, Engie e Veolia: così arricchiscono gli azionisti

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Altro che le rapaci multinazionali americane, quelle che le Ong OXFAM e Basic hanno indicato come le più tirchie negli investimenti e le più generose con i loro azionisti e i loro dirigenti, sono francesi. Tra queste spiccano – sostengono gli autori in una loro ricerca – ArcelorMittal seguita da Engie e Veolia. A proposito dei quali le Nouvel Observateur, riprendendo la ricerca Oxfam-Basic, scrive che sono, nell’ordine riportato, le società che hanno il tasso più alto di redistribuzione dei profitti in dividendi agli azionisti. Una ricchezza distribuita in modo da rendere sempre più ricchi i ricchi azionisti trascurando i dipendenti.

Anzi, ai dipendenti le multinazionali francesi, hanno destinato solo il 5,3 per cento dei profitti e agli investimenti il 27 per cento. Lo scrivono e lo ripetono gli autori nella ponderosa ricerca condotta nel 2018, ricerca che ha suscitato anche qualche distinguo, come ha riportato lo stesso Nouvel Observateur. Resta tuttavia la sostanza di una crescente disuguaglianza nella ripartizione dei profitti.

“Il gruppo ArcelorMittal – osserva la ricerca Oxfam-Basic – ha destinato dividendi molto consistenti agli azionisti per quattro anni di seguito dal 2012 al 2015 proprio mentre accusava delle perdite”. Mediamente i CEO francesi (chiamati in Francia PDG) – dimostra la ricerca – vantano stipendi 257 volte più elevati di quelli medi dei loro dipendenti. E questo accade sistematicamente, senza che il governo sia mai intervenuto a ristabilire un minimo di redistribuzione, dal 2009. Di più: la Francia è il primo paese al mondo in questa disparità a vantaggio degli azionisti e dei megadirigenti.

Il rapporto delle due ONG francesi lo sottolinea con queste parole: “Se si considera l’ammontare complessivo dei dividendi versati in rapporto all’ammontare dei profitti realizzati, la Francia è il campione mondiale: tra il 2005 e il 2015 sono le aziende del Cac 40 ad aver riversato la quota maggiore di profitti ai propri azionisti sotto forma di dividendi”.

Un record mondiale che vede molto lontana, l’Italia. La classifica mondiale dell’…”avidità” societaria, e cioè delle società più assetate di dividendi e più avare con chi glieli ha procurati, vede gli Stati Uniti in fortissima risalita grazie alla riforma fiscale di Trump che ha scavato un abisso tra i vertici e i dipendenti. Negli anni in cui la speculazione finanziaria impoveriva i piccoli investitori, le grandi società spolpavano i ceti medi, riducendo stipendi e posti di lavoro.

Uno dei tanti esempi elencati di recente dalla Fondazione As You Sow, è quello di Bobby Kotick, Ceo di Activision Blizzard, strapagato CEO a livello mondiale che con un “salario” 306 volte più alto di quello dei suoi dipendenti, ne licenziava con il sorriso circa 800, pur avendo conseguito – i dipendenti – risultati eccellenti di vendita.

La Fondazione, insieme a molti esponenti della società americana ha timidamente espresso l’auspicio che questi sempre più ricchi manager siano un pochino più responsabili nei confronti dell’ambiente e dei dipendenti. Per ora a esprimere con maggior decisione una scandalizzata reprimenda di questi eccessi sono stati 40 Ceo belgi. “Tassate di più i profitti e i dividendi – hanno di recente dichiarato – le ricche eredità, le rendite, gli inquinatori. E creiamo posti di lavoro”.

Resta da sottolineare che ArcelorMittal, proprio grazie ad una eccellente situazione finanziaria, si può permettere una libertà di movimento e di decisione che il governo gialloverde non ha voluto vedere. Luigi Di Maio e Matteo Salvini avevano in mano, a suo tempo, tutti i dati e le informazioni per capire che a tenere il coltello per il manico non erano i lavoratori, il governo gialloverde, la Lega e i 5 Stelle ma ArcelorMittal. E che le sfide verbali da Masaniello e da agitatore padano delle masse con i ricchissimi francesi non funzionano.

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Categories: Finanza e Mercati