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Apple delude, Atlantia-Abertis alla stretta finale

L’economia va. Ma la locomotiva della crescita, che corre a pieno regime in Europa, perde qualche pezzo in Usa, come dimostra il calo delle vendite di auto. Un fenomeno comprensibile, dopo sette anni di crescita ininterrotta del mercato, ma che fa scattare un campanello d’allarme alla luce del valore che l’auto continua ad avere come indice della propensione al consumo. Anche per questo sale l’attenzione per il comunicato che la Fed emetterà stasera alle 20 al termine della riunione del board. È scontato che i tassi non saliranno, ma saranno preziosi i segnali sul probabile rialzo di giugno.

Crescono di importanza le indicazioni della Banca centrale perché l’ago della bussola della Casa Bianca continua a muoversi senza una logica prevedibile tra dichiarazioni a sorpresa spesso contraddette il girono dopo. Ieri l’immancabile tweet di Donald Trump ha minacciato un “salutare black out” del budget federale a settembre, necessario per far passare i provvedimenti (a partire dal muro con il Messico) che il Congresso continua a rifiutare. Wall Street ne prende atto, con un certo distacco: finché la barca va, i tweet del Presidente non fanno danni.

APPLE: DIVIDENDI E BUYBACK RECORD, MA FRENA L’IPHONE

Attività ridotta sui listini asiatici. Da oggi a fine settimana resteranno chiusi i listini giapponesi per la golden week. Ferme anche Hong Kong e la Corea del Sud per la festa della nascita di Buddha. Poco mossi i mercati cinesi, da segnalare il rialzo a Taiwan delle società legate al ciclo di produzione di Apple.

I conti di Apple, usciti dopo la chiusura di Wall Street, hanno però parzialmente deluso gli operatori. La società è stata senz’altro generosa con i soci: da ieri la Mela è prima al mondo anche per il dividendo distribuito agli azionisti (13,3 miliardi di dollari, contro 12,8 miliardi di Exxon). Sale inoltre il buyback a 50 miliardi di dollari. Ma è calata nel trimestre la vendita di iPhone: 50,76 milioni di pezzi (contro i 51.19 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso), a conferma che molti “appledipendenti” hanno deciso di attendere il modello in uscita a settembre, in occasione del decennale del prodotto culto della Mela. La novità ha frenato il rally del titolo (-1,84% nel dopo Borsa a 144,60 dollari) che comunque ha chiuso la giornata con un valore di Borsa di 789,76 miliardi di dollari.

La tecnologia (+0,3% il comparto) resta comunque in questi giorni il principale motore della crescita. Il Nasdaq (+0,06%) ha ritoccato così il suo record a 6.095,37 punti. Il Dow Jones è salito dello 0,17%, l’indice S&P 500 dello 0,12%.

BATTUTA D‘ARRESTO PER IL PETROLIO

Il petrolio Brent ha chiuso in calo del 2%, a 50,5 dollari il barile, sui minimi delle ultime sei settimane. In Libia è stata riattivata la produzione del più grande giacimento petrolifero del Paese. Inoltre, è stato compiuto un passo importante per fermare la guerra civile: ieri sera si sono incontrati a Dubai il premier Fayez Al Serray e il generale Haftar. Sembra che si andrà a votare nel 2018 e che saranno smobilitate le milizie.

I conti di Bp (+1,76%) hanno sostenuto i petroliferi europei. Eni ha chiuso in progresso dello 0,2%, Saipem – 0,2%, Tenaris +0,4%.

TONFO DELL’AUTO USA, GIÙ ANCHE L’ITALIA. FCA -4,1%

Protagonista negativo della giornata il settore auto, condizionato dalla flessione delle vendite sul mercato Usa. General Motors ha perduto il 2,92%: il gruppo ha accusato una flessione delle vendite del 5,8%. Ford scende del 4,42% con un calo delle vendite del 7,2%. Fiat Chrysler è caduta in ribasso del 4,1% dopo avere registrato ad aprile un calo delle vendite del 7% in Usa.

Rallenta, dopo una lunga striscia di rialzi, anche il mercato italiano. Ieri sera, a mercati chiusi, sono stati infatti annunciati i dati della Penisola: per la prima volta da tre anni il mercato dell’auto mostra un leggero segno di cedimento. Ad aprile sono state immatricolate 160.359 autovetture, con una variazione di -4,62% rispetto ad aprile 2016. Fca ha immatricolato 46.900 vetture, ossia il 4% in meno rispetto all’anno scorso per una quota del 29,2 per cento, in crescita dello 0,1 per cento. Giù anche gli altri Big europei (indice di settore -0,9%): Volkswagen ha perso lo 0,9%, Daimler è scesa dello 0,9%.

L’INDUSTRA ACCENDE L’EUROPA, SALE IL COSTO DELLA BREXIT

Chiusura in rialzo per le borse europee in una giornata dominata dagli indici pmi, dall’attesa per la riunione della Fed e dalla trepidazione per il secondo turno delle elezioni presidenziali in Francia. Volano scintille intanto tra l’Unione Europea e Londra sul conto da pagare per la Brexit. La richiesta della Ue, sollecitata da Francia e Germania, è salita a 100 miliardi di euro, riferisce il Financial Times.

I future sulle borse europee sono contrastati prima dell’apertura. A Milano l’indice Ftse Mib ha chiuso in rialzo dello 0,6% a 20.733 punti. In terreno positivo anche gli altri mercati del Vecchio Continente: Francoforte ha registrato un rialzo dello 0,56%, Parigi dello 0,7% e Londra dello 0,64%. Meglio di tutti Madrid +0,98%. In forte ascesa la Borsa di Atene +3%.

FUMATA BIANCA PER LA GRECIA. COMMISSARI IN ALITALIA

La Grecia ha concluso con i creditori un accordo di massima sul riesame del piano di salvataggio che aprirà la strada all’arrivo di nuovi fondi necessari per far fronte ai debiti in scadenza a luglio. La firma è prevista per l’Eurogruppo del 22 maggio. Entro quella data il governo greco punta anche a un accordo su un alleggerimento del debito.

Effervescenti gli indici Pmi europei, ai massimi dall’aprile 2011. In Italia il Purchase management Index relativo alle intenzioni di acquisti dei direttori di impresa (da non confondere con le Pmi, piccole-medie imprese, come ha fatto ieri un tweet di Matteo Renzi) è salito a 56,2 al massimo da marzo 2011.

A marzo è tornato a salire il tasso di disoccupazione in Italia, per effetto di una diminuzione degli inattivi, a 11,7% (da 11,5%).

Ieri sera i soci di Alitalia hanno votato per avviare l’iter della bancarotta. Sono stati nominati tre commissari e sono in arrivo 600 milioni di euro dallo Stato per garantire che gli aerei decollino fino alla fine dell’estate, poi si vedrà se arriverà un compratore.

Il secondario italiano ha chiuso in modesto calo, in linea con buona parte della zona euro, una seduta dai volumi sottili. In chiusura di giornata il premio di rendimento tra Btp e Bund decennali si è attestato a 198 punti base dai 196 di venerdì. Il tasso del decennale sale a 2,30% da 2,28%. I rendimenti dei governativi greci hanno toccato il minimo da fine 2014 con il tasso del decennale di riferimento che si è fermato a 6,1%.

L’umore del mercato di qui alla fine della settimana è destinato ad essere influenzato soprattutto dall’attesa per l’esito delle Presidenziali francesi: in questo contesto lo spread tra Francia e Germania è scesa a 42 punti base dai 45 della vigilia.

ABERTIS VALE ATTORNO A 16 MILIARDI (11 CASH)

In settimana, forse già oggi, si incontreranno i vertici di Atlantia (+2,1%) e di Abertis per definire lo schema di accordo fra le due società è previsto a brevissimo e comunque entro la settimana, secondo due fonti a conoscenza della situazione. Secondo stime di mercato, Atlantia valuterebbe Abertis attorno a 16 miliardi. Considerando una quota di azioni proprie in mano agli spagnoli escluse dell’offerta, potrebbe dover pagare cash circa 11 miliardi e offrire carta per il resto.

Nella scuderia Benetton brilla Autogrill (+1,8%).

BERNSTEIN SCEGLIE UNICREDIT. GOLDMAN AL 5,1% IN INTESA

A Piazza Affari sono salite le banche e in particolare Unicredit, che ha guadagnato l’1,2% dopo che Bernstein l’ha inserita nel suo portafoglio raccomandato.
Intesa, che al contrario esce dal portafoglio di Bernstein, segna un modesto +0,1%. Goldman Sachs detiene, attraverso vari fondi, una quota pari al 5,176% dell’istituto. Positive Banco Bpm (+0,3%) e Ubi (+2%) dopo il via libera della Ue all’acquisto delle good banks.

SUGLI SCUDI STM, JUVENTUS SULLE STELLE

Ancora sugli scudi Stm (-1,8%) sempre al centro dei commenti degli analisti dopo la trimestrale della scorsa settimana. Barclays ed Equita Sim hanno alzato i rispettivi target price a 17,25 euro e a 16,2 euro.

Telecom Italia ha chiuso in rialzo dell’1,7% alla vigilia del Cda sui conti del trimestre. Domani l’assemblea.

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In rialzo Enel (+1,3%) e le altre utility: A2A +1,6%, Snam +1%.

Prosegue, alla vigilia della semifinale di Champions League con il Monaco, la febbre per la Juventus (+13,86%). In evidenza anche la Lazio (+4,91%) dopo la vittoria nel derby contro la Roma (-5,56%).

Categories: Finanza e Mercati