Un tetto al prezzo dei carburanti مینٹری پٹرول اور ڈیزل restano sopra i due euro al litro. Eni ha fissato un price cap sui carburanti commercializzati da eniliveوہ prezzo massimo sarà di 1,99 euro al litro per la benzina e di 2,19 euro per il gasolio, circa 17 centesimi in meno rispetto agli attuali livelli medi. La misura scatterà 28 ستمبر سے, inizialmente 30 دن کے لئے, con possibilità di estensione fino alla fine del 2026 in funzione dell’andamento del mercato e degli approvvigionamenti.
La decisione arriva in una fase di forte pressione sul mercato dei prodotti raffinati, legata alle crisi geopolitiche e alla riduzione della capacità di raffinazione europea. Intanto, secondo l’Osservatorio prezzi carburanti del Mimit, il 25 settembre il prezzo medio del self service sulla rete stradale è di 2,154 euro al litro per la benzina e 2,338 euro per il gasolio. In autostrada si sale rispettivamente a 2,247 e 2,421 euro al litro.
Price cap Eni, come funziona il tetto sui carburanti
Il price cap è collegato all’agevolazione fiscale sulle accise attualmente in vigore e riguarda i carburanti commercializzati dalla rete Enilive. In Italia sono oltre 4.000 le stazioni di servizio Eni, comprese quelle che non hanno ancora completato il cambio dell’insegna e continuano quindi a presentarsi con il marchio Eni.
Secondo il cane a sei zampe, la contrazione dell’offerta internazionale di prodotti raffinati e la minore capacità di raffinazione europea – con quasi 30 raffinerie chiuse negli ultimi 15 anni – hanno contribuito a portare i prezzi a livelli elevati per famiglie e imprese. Il nuovo intervento si aggiunge alle iniziative avviate dalla società dallo scorso marzo, quando Eni aveva assorbito una parte degli aumenti delle quotazioni internazionali, trasferendoli solo parzialmente sui prezzi consigliati alla pompa.
Il gruppo definisce il price cap un nuovo “contributo di solidarietà al Paese” e sottolinea inoltre il proprio impegno nella raffinazione italiana, dalle bioraffinerie di Venezia e Gela al percorso di trasformazione dello stabilimento di Livorno.
Diesel, accise dimezzate e governo al lavoro sulla raffinazione
Il nuovo tetto arriva proprio alla vigilia della riduzione dello sconto sulle accise del diesel. Dal 26 settembrel’agevolazione scende da 12,2 a 6,1 centesimi al litro, Iva inclusa, e resterà a questo livello fino al 5 ottobre. Dal 6 ottobre è previsto il passaggio al meccanismo dell’accisa mobile, collegato all’eventuale maggiore gettito Iva derivante dall’aumento dei prezzi dei prodotti energetici.
Sul fronte dell’offerta si muove anche il حکومت. وزیر تجارت اور میڈ ان اٹلی ایڈوفولو ارسو e il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica گلبرٹو پچیٹو ہے convocato per l’8 ottobre a Palazzo Piacentini le principali società della raffinazione e della filiera petrolifera, tra cui Eni, Saras, Sonatrach, Socar-IP, Iplom, KPI, Alma Petroli e Ludoil/Isab, insieme a Unem e Innovhub.
L’obiettivo è verificare le condizioni per aumentare la produzione nazionale di prodotti raffinati e rafforzare l’offerta di benzina e gasolio in una fase ancora segnata dalle tensioni internazionali. Il mercato dei carburanti si trova così stretto tra prezzi elevati, minore capacità di raffinazione e una domanda che continua a richiedere maggiore sicurezza degli approvvigionamenti.
