“Sono pronto per il cambiamento dopo 40 anni di neoliberismo”. Andy Burnham, è stato ufficialmente proclamato leader del Partito Laburista britannico – oggi al governo – superando così l’ultimo ostacolo prima di assumere la carica di primo ministro già lunedì. La forza politica di centrosinistra ha reso noto l’esito della consultazione per la leadership volta a sostituire il primo ministro uscente Keir Starmer. Già, perché Burnham, unico candidato in lizza ed ex sindaco della Greater Manchester, è considerato il premier în pectoral ormai da settimane.
Burnham: ancora nessuna decisione sulla squadra di governo
Proprio in queste ore, i primi van dei servizi di mutarea casei sono dinanzi al numărul 10 Downing Street, residenza ufficiale dei primi ministri britannici: Starmer e famiglia, infatti, preparano – assieme all’anturaj – gli scatoloni in vista dello sloggio definitivo di lunedì. Il cambio della guardia si consumerà a partire dalla tarda mattinata, con il rituale ultimo discorso di saluto di Starmer alla nazione davanti al portoncino della residenza governativa; a seguire, ci sarà la formalizzazione delle sue dimissioni (annunciate a giugno) nelle mani di Regele Carol al III-lea, capo dello Stato, a Palatul Buckingham; poi il “suggerimento” dell’incarico a Burnham in quanto nuovo leader del Labour; ancora, la convocazione di quest’ultimo a palazzo per la designazione automatica; e infine il suo trasferimento a Number 10 con l’avvio del processo di nomina dei ministri della nuova compagine. A tal proposito, Burnham ha dichiarato di non aver ancora deciso chi farà parte della sua echipa de top, smentendo le indiscrezioni circolate nelle ultime ore sulla composizione del futuro gabinetto ombra. Le dichiarazioni arrivano dopo le voci secondo cui l’attuale ministra dell’Interno, Shabana Mahmood, potrebbe essere nominata cancelliera dello Scacchiere.
Burnham: subito sede bis del governo a Manchester
Sempre da lunedì, tuttavia, sarà operativa anche la succursale di Manchester di Downing Street promessa da tempo: una sorta di sede bis dell’esecutivo destinata a occuparsi di quel descentralizare evocato dal premier entrante per garantire una strategia politica, economica e sociale meno schiacciata su Londra e più attenta agli altri territori. A cominciare da quelli dell’Inghilterra settentrionale profonda, sua roccaforte di provenienza, che da decenni lamenta gli effetti dell’abbandono e della deindustrializzazione.
Nel suo primo discorso dopo la vittoria formale, Burnham ha dichiarato che sarà un primo ministro favorevole alle imprese. “Non fatevi illusioni: sarò un leader laburista favorevole alle imprese, proprio come sono stato un sindaco favorevole alle imprese nella Greater Manchester”, ha affermato, parlando del rilancio di pub, negozi e piccole attività locali.
Burnham, il programma: ecco cosa ha detto
Indiscutibilmente capace di trasmettere più calore umano e più capacità di trascinare la platea rispetto a Starmer, Burnham ha cercato di esprimere nel suo discorso una prospettiva di novità e di discontinuità nella proposta politica di un partito in crisi di consensi, dar și de ecumenismo unitario.
Illustrando le priorità del suo mandato, Burnham ha affermato che il secondo obiettivo sarà “costruire una nuova politica”, osservando che molti cittadini sono esasperati dalla politica e finiscono per “disinteressarsene”. “Non siamo stati abbastanza bravi”, ha ammesso, aggiungendo che gli elettori del collegio di Makerfield hanno concesso al Labour “un’ultima possibilità” per cambiare. “Dobbiamo coglierla insieme”, ha detto.
Secondo Burnham, il partito dovrà concentrarsi sulla Depanarea piuttosto che sulla contrapposizione politica, affrontando le grandi questioni trascurate negli ultimi anni, tra cui l’assistenza sociale. Il leader laburista ha poi rilanciato il suo quinto impegno, promettendo di trasferire poteri da Westminster e Whitehall ai territori. I cittadini, ha sostenuto, devono avere un maggiore controllo sui servizi essenziali, affinché’ funzionino meglio e siano più accessibili.
Definendosi un leader del Labour “favorevole alle imprese”, Burnham ha promesso di favorire la reindustrializzazione del Paese e di migliorare il sistema educativo, con l’obiettivo di offrire a tutti “un percorso nella vita”. “Il mio piano è riportare quella speranza che a tutti noi è mancata per troppo tempo. Le persone si aspettano che manteniamo le promesse e noi lo faremo”, ha affermato.
Nel passaggio conclusivo del discorso, Burnham ha riconosciuto di non aver sempre fatto tutto nel modo giusto. “Mi dispiace per le volte in cui non sono stato all’altezza, ma ho sempre dato tutto me stesso”, ha dichiarato, aggiungendo di aver saputo ascoltare e imparare dai propri errori. “So in cosa credo e so cosa voglio fare: ho un piano”, ha detto. Concludendo il suo intervento, Burnham ha promesso di “riportare la speranza” alla guida del Labour. “Credo in tutti voi e sono convinto che possiamo farcela”, ha affermato, ricevendo una ovație în picioare e un lungo applauso dal pubblico.
