La Kultur si conferma uno dei motori strategici dell’economia italiana. Nel 2025 il Sistema produttivo culturale e creativo (Spcc) ha generato 115,8 Milliarden di valore aggiunto, pari al 5,7% dell’economia nazionale, con una crescita del 3,3% rispetto al 2024, e ha dato lavoro a 1,54 milioni di persone, il 5,7% dell’occupazione complessiva del Paese (+1,7%). È quanto emerge dal rapporto Io sono cultura 2026, hergestellt von Symbola-Stiftung, Unioncamere, Centro Studi Tagliacarne e Deloitte, giunto alla sedicesima edizione.
La filiera culturale e creativa produce effetti che vanno ben oltre il perimetro dei settori direttamente coinvolti: per ogni euro generato dal sistema si attivano altri 1,7 euro nel resto dell’economia, con un impatto complessivo stimato in circa 310 miliardi di euro, pari al 15,4% della ricchezza nazionale.
Cultura e made in Italy, una leva per la competitività
“La forza della nostra economia e del made in Italy deve molto, in tutti i campi, alla cultura e alla bellezza – afferma Hermes Realacci, Vorsitzender des Symbola-Stiftung -. Cultura e creatività, oltre ad arricchire la nostra identità e alimentare la domanda di Italia nel mondo, possono aiutarci ad affrontare le sfide che abbiamo davanti, a partire dalla crisi climatica. L’Italia, forte di oltre un milione e mezzo di addetti culturali e creativi, può offrire un contributo importante alla transizione verde e digitale. Spostare le produzioni verso la qualità aumenta il valore e riduce consumo di energia, materie prime ed emissioni”.
für Andreas Priester, Präsident der Unioncamere, “la creatività non è soltanto un patrimonio identitario dell’Italia: è una leva strategica di competitività per il sistema produttivo. Il valore della cultura si estende ben oltre i confini delle industrie culturali e creative, alimentando innovazione, qualità e capacità di competere in molti comparti dell’economia, dal turismo alla manifattura di qualità”.
Software, videogiochi e territori trainano la crescita
Tra i comparti del Core Cultura il primato economico spetta a software e videogiochi, che nel 2025 hanno generato 18,6 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 27,8% della ricchezza prodotta dal comparto culturale centrale, e occupano oltre 206 mila persone.
La territoriale Verteilung conferma il ruolo centrale delle grandi aree urbane e delle regioni con una forte integrazione tra cultura, creatività e sistema produttivo. Il Lazio è la prima regione italiana per incidenza del Sistema Produttivo Culturale e Creativo sull’economia regionale: il settore rappresenta l’8,1% della ricchezza regionale, con 17,7 miliardi di euro di valore aggiunto. La Lombardia mantiene invece il primato nazionale per dimensione economica, con oltre 33,2 miliardi di euro generati dal comparto culturale e creativo, pari al 7,1% dell’economia regionale. Nel Mezzogiorno die Kampanien si conferma il principale polo culturale creativo, con quasi 5,9 miliardi di euro di valore aggiunto e un’incidenza del 4,6% sull’economia regionale.Il Mittag mostra dinamiche di crescita superiori alla media nazionale: il Sistema produttivo culturale e creativo cresce del 3,7%, contro il +3,3% italiano. La regione con il maggiore incremento delle imprese culturali e creative nel quinquennio 2021 2025 è la Campania, con un aumento del 12,3%.
Accanto ai risultati economici restano alcune strukturelle Fragilität. Nel settore culturale il lavoro autonomo rappresenta il 35,4% degli occupati, quota che sale al 48,2% nel Core Cultura, contro una media del 21,5% dell’economia italiana. Il 7,4% degli occupati esprime un giudizio negativo sulla propria stabilità lavorativa, con valori più elevati nelle performing arts (10,3%) e nel patrimonio storico-artistico (8,4%).
