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Poste Italiane übernimmt TIM, Endspurt im Übernahmeangebot: 66,6 % Beteiligung erreicht

Nell’ultima giornata conferite quasi 636 milioni di azioni. Poste conquista così il controllo di Tim con il 66,627% del capitale e apre la strada a un gruppo da 150 mila dipendenti. Adesioni nuovamente aperte dal 21 al 25 settembre

Poste Italiane übernimmt TIM, Endspurt im Übernahmeangebot: 66,6 % Beteiligung erreicht

Quasi sul filo di lana, Poste Italiane conquista il controllo di Tim. A fare la differenza è l’accelerazione nell’ultima giornata dell’offerta pubblica di acquisto e scambio, che si è chiusa venerdì 11 settembre. Secondo i risultati provvisori, sommando le azioni consegnate dagli investitori alla partecipazione già posseduta, il gruppo guidato da Matteo Del Fante arriverà al 66,627% del capitale della compagnia telefonica.

Una quota che consolida nettamente la maggioranza di Poste, pur restando appena sotto la soglia dei due terzi, alla quale il gruppo aveva rinunciato come condizione di efficacia dell’operazione. E la partita non è ancora finita. Dopo il pagamento previsto per il 18 settembre, gli azionisti avranno un’altra finestra per aderire.

Opas Poste su Tim: la svolta nell’ultima seduta

Il risultato si è costruito soprattutto nelle ore finali. Nella sola giornata di venerdì sono state portate in adesione 635.897.378 azioni Tim, su un totale di 993.608.722 titoli raccolti durante l’intero periodo, iniziato il 20 luglio. Quasi due azioni su tre, tra quelle conferite all’offerta, sono dunque arrivate nell’ultima seduta. Le adesioni complessive rappresentano il 46,523% del capitale di Tim e il 58,230% delle azioni oggetto dell’Opas. A queste si aggiunge il 20,104% già detenuto da Poste. Se i dati saranno confermati, la partecipazione salirà così a circa 1,423 miliardi di azioni, pari al 66,627% del capitale.

L’amministratore delegato di Tim, Pietro Labriola, aveva anticipato la possibilità di una corsa conclusiva. “Le accelerazioni sono negli ultimi giorni”, aveva osservato, aggiungendo “ora la parola al mercato e vediamo cosa dice il mercato”. Anche il manager, insieme al resto del management, aveva conferito in settimana le proprie azioni.

Opas Poste su Tim: il rilancio che ha accompagnato la rimonta

A precedere lo sprint è stata la revisione delle condizioni annunciata da Poste. Il gruppo ha aumentato di 30 centesimi la componente in contanti e, contemporaneamente, ha eliminato la condizione legata al raggiungimento della soglia minima. Il corrispettivo riconosciuto per ogni azione Tim consegnata è quindi salito a 1,97 Euro in bar, ai quali si aggiungono 0,218 azioni ordinarie Poste di nuova emissione. Un miglioramento seguito dalla forte accelerazione delle adesioni negli ultimi giorni.

Per chi ha partecipato alla prima finestra, il pagamento è previsto venerdì 18 settembre, contestualmente al trasferimento dei titoli a Poste. I risultati definitivi saranno comunicati entro le 7:29 del 17 settembre. In quella sede il gruppo chiarirà anche l’avveramento delle ulteriori condizioni di efficacia ancora pendenti o l’eventuale rinuncia alle stesse.

Opas Poste su Tim: dal 21 settembre una seconda possibilità

La chiusura di venerdì riguarda soltanto il primo periodo di adesione. L’offerta sarà riaperta per cinque sedute di Borsa, dal 21 al 25 settembre, consentendo anche agli azionisti rimasti finora alla finestra di consegnare i propri titoli. Le condizioni economiche saranno identiche a quelle dell’offerta migliorata. Cambierà invece la data del pagamento, fissata al 2 ottobre per chi aderirà durante la riapertura.

Poste avrà quindi un’altra occasione per incrementare la propria partecipazione. Il dato da cui riparte è una maggioranza ampia, mentre l’esito complessivo dell’operazione dipenderà anche dalle scelte degli investitori nella seconda finestra.

Tim-Poste: un gruppo da 150 mila dipendenti

L’operazione apre una nuova fase industriale. Poste stima 700 milioni di euro di sinergie annue dall’unione con Tim, con l’obiettivo di rafforzare gli investimenti nella digitalizzazione e partecipare al consolidamento europeo. Secondo il quadro prospettato per l’operazione, il nuovo gruppo conterà circa 150 mila dipendenti e avrà nello Stato il primo azionista, con il 50,1%. In caso di adesione totalitaria, l’esborso in contanti per Poste sarà di circa 3,3 miliardi di euro, finanziati attraverso debito bancario.

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