Dopo Instagram, Facebook e Messenger, il parental control arriva anche su WhatsApp. I nuovi strumenti, disponibili a livello globale anche in Italia, possono essere aggiunti a un account già esistente di un adolescente dai 13 anni in su e permettono ai genitori di esercitare una maggiore supervisione sull’utilizzo dell’app, lasciando comunque al ragazzo il controllo del proprio account.
La novità arriva in un momento di crescente attenzione alla sicurezza dei minori sulle piattaforme digitali. Ad agosto Meta ha raggiunto un accordo con una coalizione di Stati americani per chiudere una causa sulla presunta dipendenza dei minori dai social, con un esborso di quasi 17 miliardi di dollari. Anche in Europa il tema è al centro del dibattito: il 17 settembre la Commissione europea ha presentato il Kids Act, con proposte per rafforzare la tutela dei minori online, mentre per l’autunno è atteso il Digital Fairness Act.
Per Meta, gli strumenti di supervisione dedicati agli adolescenti non sono una novità. Su Instagram, Facebook e Messenger sono già disponibili gli account per teenager, rivolti agli utenti 13と17の間. Funzioni simili sono presenti anche su piattaforme come TikTok, YouTube e Snapchat. Secondo i dati Eurostat, in Europa i giovani tra i 13 e i 18 anni trascorrono online in media 4 ore e mezza al giorno nei giorni di scuola e 6 ore nel fine settimana.
Cosa possono controllare i genitori su WhatsApp
Il nuovo parental control è uno strumento facoltativo e flessibile, che genitori e adolescenti possono configurare insieme. Una volta attivato, consente di intervenire su alcune impostazioni relative alla privacy dell’account.
Il genitore può, per esempio, decidere chi può vedere la foto del profilo del figlio e chi può aggiungerlo ai gruppi. Può inoltre ricevere una notifica quando l’adolescente entra o esce da un gruppo e quando una chat di gruppo di cui fa parte registra un aumento significativo del numero dei partecipanti. In questo modo è possibile avere maggiore consapevolezza di alcune attività del figlio sull’app, senza accedere alle sue conversazioni. Le impostazioni protette sono infatti bloccate da un Pin, scelto durante la configurazione: se l’adolescente vuole modificarle, deve ottenere l’approvazione del genitore.
La supervisione riguarda anche altre funzioni di WhatsApp. I genitori possono stabilire come il figlio può utilizzare i Canali, quali aggiornamenti di Stato può vedere e chi può visualizzare quelli pubblicati dal ragazzo. C’è poi un’impostazione specifica per Meta AI. Il genitore può scegliere tra l’esperienza predefinita prevista per gli utenti dai 13 anni in su e “Contenuti limitati”, l’opzione più restrittiva pensata per ridurre ulteriormente i contenuti accessibili all’adolescente.
I genitori non possono leggere le chat dei figli
La supervisione ha però un limite preciso: il genitore non può accedere alle conversazioni personali del figlio. L’attivazione del parental control non permette infatti di leggere i messaggi né di ascoltare le chiamate. WhatsApp precisa che, anche con i controlli attivati, chat e chiamate restano protette dalla crittografia end-to-end: il loro contenuto rimane accessibile soltanto alle persone coinvolte e non può essere visto o ascoltato nemmeno dall’app.
Per attivare la funzione è necessario collegare l’account dell’adolescente a quello del genitore. La コンフィギュレーション può essere effettuata insieme, scegliendo le impostazioni più adatte, e viene protetta dal Pin stabilito dal genitore. I controlli possono essere modificati nel tempo oppure disattivati. WhatsApp li considera un primo passo e spiega di volerli sviluppare progressivamente anche sulla base delle indicazioni ricevute dalle famiglie.
