La corsa globale all’intelligenza artificiale non si ferma, ma la competizione ha ormai superato il terreno della sola qualità dei modelli. La partita si gioca anche sulla capacità di raccogliere capitali, costruire data center e assicurarsi la potenza di calcolo necessaria a sostenere lo sviluppo dell’AI. La francese Mistral AI ha appena chiuso un finanziamento da record, mentre OpenAI e anthropic lavorano con le banche in vista delle rispettive quotazioni. Intanto, Anthropic rinuncia all’acquisizione di Decart e OpenAI rafforza la propria infrastruttura in Malaysia.
Mistral raccoglie 3 miliardi e raddoppia la valutazione
मिस्ट्रल एआई prova a ridurre le distanze dai colossi statunitensi con il più grande round azionario mai realizzato da una società tecnologica privata europea. La startup francese ha raccolto 3 miliardi di euro, portando la propria valutazione a circa 21 miliardi di euro, equivalenti a 24 miliardi di dollari. L’operazione è stata guidata da Samsung Electronics, dal fondo Scaleup Europe Fund sostenuto dall’Unione europea e gestito da Eqt, e da Psg Equity, già presente nel capitale. Il nuovo finanziamento segna un’accelerazione rispetto al round del settembre 2025, quando Mistral era stata valutata 11,7 miliardi di euro.
La società intende utilizzare le risorse per sviluppare modelli più avanzati, rafforzare i prodotti e ampliare l’infrastruttura tecnologica. Una parte rilevante degli investimenti sarà destinata ai data center e alla capacità di calcolo proprietaria. L’amministratore delegato आर्थर मेन्श ha spiegato che nel lungo periodo il gruppo punta a fare pieno affidamento sulle infrastrutture costruite internamente, con l’obiettivo di raddoppiare nei prossimi cinque anni la potenza computazionale posseduta direttamente. Mistral ha già previsto investimenti per 4 miliardi di euro nei data center europei, con una struttura operativa nei pressi di Parigi e un altro impianto in costruzione in Svezia. A queste iniziative si aggiunge l’accordo con Microsoft, che si è impegnata a finanziare capacità di calcolo basata su migliaia di chip Nvidia, pur senza partecipare all’ultimo aumento di capitale.
Il direttore finanziario Johan Bergqvist ha dichiarato che Mistral è sulla buona strada per raggiungere un miliardo di dollari di ricavi ricorrenti annuali entro la fine del 2026. La società conta più di 125 clienti e sta crescendo soprattutto in Asia e Nord America. Un’eventuale quotazione rimane sul tavolo, ma Bergqvist ha precisato che si tratta di “un’opzione per il futuro” e che al momento non sono in corso discussioni concrete.
OpenAI e Anthropic cercano il lasciapassare delle agenzie di rating
Se Mistral rafforza la propria posizione in Europa, OpenAI e anthropic continuano a preparare il terreno per il loro prossimo step: le Ipo a Wall Street. Morgan Stanley e Goldman Sachs avrebbero avviato contatti con Fitch, Moody’s e S&P per ottenere dalle agenzie un निवेश-ग्रेड रेटिंग subito dopo il debutto in Borsa delle due società.
Il riconoscimento permetterebbe ai due gruppi di accedere più facilmente al mercato mondiale delle obbligazioni societarie, valutato 11.700 miliardi di dollari, riducendo il costo del debito necessario a finanziare data center, chip e nuovi modelli. Sarebbe però un risultato eccezionale per aziende appena quotate. Gruppi come Meta, Netflix e Tesla hanno dovuto attendere almeno un decennio dal debutto sui mercati prima di ottenere una promozione analoga. Il precedente più vicino è quello di SpaceX, diventata a giugno la prima grande società tecnologica a ricevere un rating di alto livello al momento della quotazione. La debole performance successiva delle sue obbligazioni invita tuttavia alla cautela e mostra i rischi di un ricorso troppo rapido al mercato del debito.
Le agenzie continuano infatti a guardare con prudenza ai conti di OpenAI e Anthropic, caratterizzati da perdite, flussi di cassa negativi e scarsa trasparenza su alcune metriche finanziarie. Un miglioramento del rating sarebbe importante anche per i partner industriali. Nvidia ha garantito a OpenAI un impegno creditizio da 105 miliardi di dollari per un data center in Ohio, mentre Oracle punta a rifinanziare il debito legato a un impianto da 300 miliardi. Google e Broadcom hanno invece fornito garanzie per decine di miliardi a sostegno di Anthropic.
Anthropic rinuncia a Decart dopo la due diligence
Intanto, Anthropic ha deciso di interrompere le trattative per l’acquisizione di Decart, startup israeliana specializzata nell’ottimizzazione delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Il potenziale accordo avrebbe potuto raggiungere i 6 miliardi di dollari, diventando una delle operazioni più importanti mai realizzate dalla società che sviluppa Claude. La rinuncia sarebbe maturata dopo la due diligence, senza che le parti fossero arrivate a un’intesa definitiva. Non è comunque esclusa una collaborazione tecnologica tra le due aziende.
Decart sviluppa sistemi progettati per sfruttare in modo più efficiente i chip impiegati nell’addestramento e nell’esecuzione dei modelli. La società lavora inoltre sui cosiddetti “world model”, capaci di comprendere e simulare alcuni comportamenti del mondo fisico attraverso l’elaborazione di testi e milioni di ore di video. Tra i suoi prodotti figura Lucy, un modello in grado di trasformare in tempo reale il video di una persona e simulare, per esempio, la prova virtuale di un abito o di una borsa. La tecnologia viene utilizzata anche nel live streaming, nella pubblicità e nell’e-commerce. Tra i clienti e gli investitori della startup compare eBay.
Fondata nel 2023, Decart ha raccolto a maggio 300 milioni di dollari in un round guidato da Radical Ventures e sostenuto, tra gli altri, da Nvidia, Adobe Ventures, Sequoia Capital e Benchmark. Il finanziamento ha portato la sua valutazione a quasi 4 miliardi di dollari. La decisione di non procedere con l’acquisizione potrebbe segnalare una maggiore prudenza di Anthropic nell’impiego del capitale mentre aumentano le spese infrastrutturali e si avvicina la possibile quotazione.
OpenAI sceglie la Malaysia per assicurarsi nuova potenza di calcolo
La competizione si sposta intanto nel Sud-est asiatico. L’australiana Firmus ha firmato un accordo pluriennale con OpenAI per fornire capacità di calcolo attraverso due data center situati in Malaysia. Il gruppo che controlla ChatGPT diventerà così uno dei clienti principali dell’azienda sostenuta da Nvidia. Grazie all’intesa, la capacità complessivamente contrattualizzata da Firmus supera i 900 megawatt. La società possiede già due data center operativi in Australia e Singapore, mentre altri cinque impianti sono in fase di sviluppo nell’area Asia-Pacifico. Nelle nuove strutture saranno installati su larga scala i processori Vera Rubin di prossima generazione prodotti da Nvidia.
Firmus non ha comunicato il valore economico del contratto, ma l’operazione arriva mentre la società valuta una possibile quotazione, destinata a essere una delle più importanti degli ultimi anni in Australia. Nell’ultimo round di finanziamento l’azienda è stata valutata oltre 10,5 miliardi di dollari, con il sostegno di Nvidia, Jane Street, fondi Blackstone e Coatue Management.
La Malaysia è diventata il mercato dei data center con la crescita più rapida nel Sud-est asiatico, anche se lo sviluppo degli impianti sta alimentando interrogativi sul consumo di acqua ed energia. La partita dell’Ia è globale e avere il modello più evoluto non basta più: occorrono capitali, chip, energia e infrastrutture capaci di sostenerlo su scala industriale.
