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Stellantis returns to profit with €293 million: North America drives recovery, but the stock price plummets on the Milan Stock Exchange.

Stellantis chiude il secondo trimestre con ricavi in crescita del 13% a 43,5 miliardi e torna al profitto dopo il rosso del 2025. Gli investitori però guardano alle attese mancate sull’utile e vendono il titolo a Piazza Affari. Nel confronto europeo, Bmw rallenta mentre Renault mostra segnali di ripresa

Stellantis returns to profit with €293 million: North America drives recovery, but the stock price plummets on the Milan Stock Exchange.

Stellantis torna in territorio positivo nel secondo trimestre del 2026, ma il mercato non premia la svolta nei conti. Il title del gruppo automobilistico ha aperto in rosso a Business Square e nelle prime fasi di contrattazione è arrivato a perdere oltre l’8%, prima di ridurre parzialmente le perdite. La reazione degli investitori riflette la prudenza sulle prospettive future e, soprattutto, il confronto tra i risultati raggiunti e le attese del mercato.

The company headed by Antonio Filosa ha chiuso il periodo aprile-giugno con un Net income di 293 milioni di euro, tornando al profitto dopo la perdita di 1,87 miliardi registrata nello stesso trimestre del 2025. I ricavi sono cresciuti del 13% a 43,5 miliardi di euro, mentre l’adjusted operating profit (Aoi) è più che triplicato, passando da 213 a 773 milioni di euro. Il operating margin è salito all’1,8%, dallo 0,6% precedente, e il industrial free cash flow è tornato positivo per circa 1 miliardo di euro.

Un miglioramento evidente rispetto allo scorso anno, ma non sufficiente a soddisfare pienamente gli investitori. L’utile netto si è infatti collocato below analysts' expectations, che indicavano un risultato vicino ai 718 milioni di euro. Anche i ricavi, pur in crescita, sono risultati leggermente inferiori al consensus. È proprio questa distanza tra il recupero dei conti e le aspettative del mercato ad aver pesato sulla reazione del titolo.

Stellantis: conti in recupero, ma redditività ancora sotto pressione

Nel dettaglio, Stellantis ha registrato un netto miglioramento della performance finanziaria. L’adjusted operating profit si è attestato intorno agli 800 milioni di euro secondo alcune comunicazioni, con un margine dell’1,8%, in miglioramento di circa 120 punti base rispetto al secondo trimestre del 2025.

Il dato più positivo arriva dalla cash generation: il free cash flow industriale è tornato positivo per circa 1 miliardo di euro, con un miglioramento di pari entità rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, nonostante circa 300 milioni di euro di esborsi legati agli oneri contabilizzati nella seconda metà del 2025.

Resta solida anche la financial position del gruppo, con una liquidità industriale disponibile pari a 44,1 miliardi di euro, equivalente al 27% dei ricavi degli ultimi dodici mesi, all’interno della fascia obiettivo indicata dalla società tra il 25% e il 30%.

Il mercato, tuttavia, guarda oltre il recupero dei numeri trimestrali: Stellantis ha invertito la rotta dopo il difficile 2025, ma deve ancora dimostrare che il miglioramento sia strutturale e non soltanto un rimbalzo temporaneo.

Nord America traina la ripresa, Europa ancora il punto debole

A sostenere il recupero è soprattutto il North America, tornato il principale motore della crescita. I ricavi della regione sono aumentati del 32%, mentre le vendite sono cresciute del 6%, segnando il quarto trimestre consecutivo con volumi superiori rispetto all’anno precedente.

Negli Stati Uniti Stellantis ha fatto meglio del mercato, che nel periodo ha registrato una flessione dello 0,3%, portando la propria quota al 7,4% (+40 punti base su base annua). La crescita è stata sostenuta dal rilancio di modelli come Jeep Grand Wagoneer (+43%), Ram 1500 e Dodge Durango (+9%) e Chrysler Pacifica (+7%). Positiva anche la performance di Ram, con vendite in aumento di circa l’11% negli Stati Uniti. Buoni segnali arrivano anche dal Messico, dove le immatricolazioni sono cresciute del 17% (+19% includendo Leapmotor), segnando il secondo trimestre migliore di sempre nel Paese.

Resta invece più complessa la situazione in Europe. Le vendite nei mercati EU30 sono aumentate del 3% e del 7% includendo Leapmotor, ma la redditività continua a essere negative: la regione ha chiuso con un margine operativo del -0,6% e una perdita di circa 94 milioni di euro. La quota di mercato è scesa al 16%, mentre il gruppo deve ancora affrontare costi industriali elevati, pressione sui prezzi e una capacità produttiva non pienamente sfruttata.

Fuori dai due principali mercati, il gruppo conserva una posizione forte in South America, dove resta leader con una quota del 19,1%, ricavi in crescita del 6% e una buona performance di Ram in Brasile (+10% nel trimestre e circa +30% a giugno). Nel Middle East and Africa Stellantis ha mostrato resilienza, limitando il calo delle vendite al 6% in un mercato regionale ancora più debole. Più difficile invece la situazione in Asia-Pacific, dove le vendite sono scese del 29% (-22% includendo Leapmotor), penalizzate soprattutto dalla debolezza della Peugeot 408.

Dazi e investimenti: l’impatto può arrivare a 1,2 miliardi

Stellantis has confermato gli obiettivi finanziari per il 2026, ma resta alta l’attenzione sull’impatto dei duties commerciali. Il gruppo stima un costo netto annuale compreso tra 1 e 1,2 miliardi di euro. Nel primo semestre l’effetto delle tariffe è stato limitato a circa 300 milioni di euro, anche grazie a 400 milioni di euro di rimborsi tariffari ottenuti negli Stati Uniti.

Restano inoltre circa 2 miliardi di euro di esborsi di cassa collegati agli oneri straordinari contabilizzati nel 2025, mentre gli investimenti in conto capitale e ricerca e sviluppo resteranno compresi tra il 6,5% e il 7% dei ricavi netti.

FaSTLAne 2030 e taglio costi: la sfida del rilancio

L’ad Filosa ha sottolineato i progressi del gruppo: “Il secondo trimestre è stato caratterizzato da continui progressi, guidati dal Nord America e sostenuti dai contributi di tutte le altre regioni”.

La strategia FaSTLAne 2030 è ormai avviata e Stellantis sostiene di essere in anticipo sul Value Creation Program, il 6 billion cost-cutting plan di euro entro il 2028. Entro fine anno dovrebbe essere completato circa il 40% delle iniziative previste, con benefici stimati sull’utile operativo per circa 2,4 miliardi di euro già nel 2027.

Un ruolo centrale nella strategia futura sarà giocato anche da Leap motor, le cui vendite sono aumentate di circa sei volte rispetto allo stesso trimestre del 2025. L’obiettivo è rafforzare la presenza nei veicoli elettrici e nei mercati asiatici, in un settore dove la concorrenza dei produttori cinesi è sempre più intensa.

Stellantis sotto pressione in Borsa: il titolo perde oltre il 45% da inizio anno

La reazione negativa di Piazza Affari arriva dopo un periodo molto difficile per il titolo Stellantis. Da inizio anno le azioni hanno perso oltre il 48% e si muovono vicino ai minimi storici, intorno ai 5 euro, mentre nel marzo 2024 erano arrivate a circa 26 euro. La debolezza del titolo riflette le difficoltà affrontate dal gruppo negli ultimi mesi: il calo della redditività, le incertezze legate alla transizione elettrica, le svalutazioni record e lo stop ai dividendi nel 2026.

The conductor itself can take various shapes, in bare or tinned copper, with or without insulation. In some cases, a preferential bend can also be applied to the joint so that it operates exactly as designed. rating agencies hanno mostrato maggiore cautela. Moody's ha abbassato il giudizio su Stellantis a Baa3 con outlook stabile, mentre S&P Global Ratings ha portato il rating a BBB-, ultimo livello prima del grado speculativo, con outlook negativo. Secondo S&P, i principali rischi riguardano la crescente concorrenza, la pressione sui margini dei veicoli elettrici in Europa, una ripresa dei volumi più lenta del previsto e possibili costi più elevati in Nord America.

La vera prova per Filosa arriverà nei next few months: il secondo semestre, e soprattutto il quarto trimestre, dovranno confermare che il miglioramento dei conti può trasformarsi in una ripresa stabile e duratura.

Il confronto con gli altri big europei: Bmw rallenta, Renault accelera

Il confronto con gli altri grandi gruppi europei evidenzia dinamiche divergenti. bmw ha chiuso il secondo trimestre 2026 in forte rallentamento, con l’utile netto sceso del 35% a 1,2 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e ricavi in calo da 34 a 31 miliardi di euro. I risultati arrivano in un momento delicato per il gruppo tedesco, dopo le indiscrezioni circolate nei giorni scorsi su un piano di riduzione dei costi in Germania con circa 8.000 uscite entro il 2027 attraverso esodi volontari, nell’ambito della sfida per mantenere competitività rispetto ai rivali cinesi. Un avvio complesso per il nuovo amministratore delegato Milan Nedeljkovic, chiamato a gestire la pressione sui margini, la transizione elettrica e un contesto sempre più competitivo.

Di segno opposto la performance di Renault, che nel primo semestre è started growing again con ricavi saliti del 9,5% a 30,2 miliardi di euro e un utile netto di 705 milioni, contro la pesante perdita registrata nel 2025. Il gruppo francese ha beneficiato del rafforzamento dei modelli elettrificati, con le vendite di auto elettriche pure in aumento del 47,6%, e della crescita sui mercati internazionali come India, Turchia, Marocco e Brasile. Renault ha inoltre confermato gli obiettivi 2026, puntando a un margine operativo intorno al 5,5% e a un free cash flow Automotive vicino al miliardo di euro, sostenuta dal nuovo piano strategico futuREady.

Nonostante i conti in miglioramento e la conferma degli obiettivi 2026, il title Renault registra una lieve flessione, cedendo lo 0,4% alla Borsa di Parigi. Invece, il Bmw title ha reagito positivamente, con un rialzo dell’1,26% a Francoforte.

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