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Börsenbericht heute: Europa steht still angesichts steigender Ölpreise, rekordhoher Anleiherenditen und der Welle von KI-Ausverkäufen, die Asien erfasst hat.

Le Borse europee affrontano una nuova seduta all’insegna dell’incertezza dopo il forte ribasso dei listini asiatici, con il Kospi di Seul crollato del 5,7%. A pesare sono il petrolio tornato sopra i 90 dollari, i rendimenti dei bond ai massimi e le nuove vendite sui titoli dell’intelligenza artificiale, che alimentano i dubbi sulle valutazioni del settore. A Milano occhi puntati sul risiko bancario

Börsenbericht heute: Europa steht still angesichts steigender Ölpreise, rekordhoher Anleiherenditen und der Welle von KI-Ausverkäufen, die Asien erfasst hat.

Le Europäische Börsen Sie ziehen um in keiner bestimmten Reihenfolge dopo la nuova seduta negativa di Wall Street e il pesante ribasso dei Listen asiatisch. A tenere i mercati con il fiato sospeso sono soprattutto tre fattori: l’escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran e il nuovo Öl steigensind pressione sui titoli di Stato, con i rendimenti delle scadenze lunghe tornati sui massimi degli ultimi anni, e la Neue Verkaufswelle bei Technologieaktien, che riaccende i timori di una possibile bolla nel settore. A fare da contraltare è il debutto record di Unitree, che a Shanghai è arrivata a guadagnare il 629%, mantenendo a metà giornata un rialzo vicino al 500%.

Nachdem ein vigilia difficile, i listini europei partono quindi con cautela: Frankfurt si muove poco sotto la parità, Paris 0,2 % Salz, London dello 0,04%, mentre a Milano die Ftse Mib gira appena sotto lo zero, aggrappato alla soglia psicologica dei 53mila punti. Madrid è incolore, mentre i future di Wall Street restano sostanzialmente invariati.

Usa-Iran, il rischio geopolitico torna a spingere il petrolio

Il primo elemento di tensione arriva dal Medio Oriente. La Waffenstillstand zwischen den Vereinigten Staaten und dem Iran è scaduta lunedì 17 agosto e Donald Trump ha escluso nuovi negoziati con Teheran, arrivando a definire lo Straße von Hormuz come un “nuovo territorio Usa”. L’Iran, al contrario, sostiene che il passaggio è ancora chiuso. Secondo il Financial Times, inoltre, Teheran potrebbe essere pronta a colpire obiettivi militari americani in Europa, aumentando ulteriormente il rischio di un allargamento del conflitto.

È un quadro che si riflette immediatamente sulle materie prime. Il Brent è salito oltre i 91 dollari al barile, mentre il Wti si è portato vicino agli 85 dollari, mantenendosi circa il 25% sopra i livelli precedenti allo scoppio del conflitto. Anche il Gas europeo torna a salire, con il Ttf di Amsterdam intorno ai 64 euro per megawattora. Il problema per i mercati non è soltanto il costo dell’energia: un petrolio stabilmente sopra i 90 dollari rischia infatti di alimentare nuovamente l’inflazione e rendere più complicato il percorso di riduzione dei tassi.

La tensione geopolitica si intreccia intanto con quella commerciale. Trump ha annunciato una sospensione per tre giorni dei dazi del 50% contro il Canada, spiegando che Washington e Ottawa avrebbero raggiunto un’intesa ancora da formalizzare. Tra le ipotesi sul tavolo torna anche il progetto dell’oleodotto Keystone XL.

Bond sotto pressione: Treasury a 30 anni ai massimi dal 2007

L’aumento dei prezzi dell’energia contribuisce così a mantenere alta l’attenzione anche sul Anleihemarkt. Mit rendimento del Treasury trentennale ha toccato alla vigilia il 5,3371%, il livello più alto degli ultimi vent’anni, mentre quello decennale si mantiene intorno al 4,68%. Rendimenti così elevati rendono i titoli di Stato più competitivi rispetto alle azioni e aumentano il costo del finanziamento per le imprese, mettendo sotto pressione soprattutto le valutazioni più elevate. Anche in Europa la pressione resta evidente: il rendimento del Bund trentennale è vicino ai massimi raggiunti nel 2011, quello francese è salito di circa 50 punti base da giugno e il Gilt britannico a 30 anni si avvicina al 5,9%.

In Italien il Btp decennale rende circa il 4,07% con lo spread rispetto al Bund intorno agli 82 punti base. A sostenere i rendimenti contribuiscono non solo l’energia e le aspettative auf Inflation, ma anche i timori sulla sostenibilità dei conti pubblici, sull’aumento della spesa per la difesa e sull’elevato debito americano, ormai vicino ai 40mila miliardi di dollari.

Dafür habe ich Protokoll der Fed-Sitzung di fine luglio saranno particolarmente osservati. In quell’occasione i tassi sono rimasti invariati, ma la decisione non è stata unanime: nove membri hanno votato per mantenere il costo del denaro fermo, mentre tre hanno sostenuto un rialzo di 25 punti base. Dopo i dati più deboli sul mercato del lavoro, l’inflazione inferiore alle attese e il rallentamento delle vendite al dettaglio, il mercato continua a considerare probabile una pausa a settembre, ma non esclude un rialzo entro dicembre se le pressioni sui prezzi dovessero tornare a intensificarsi.

Prima dei verbali arriveranno anche i dati definitivi sull’inflazione dell’Eurozona di luglio, attesa al 2,9%. Gli operatori guardano inoltre all’intervento della presidente della Bce Christine Lagarde al World Economic Forum di Ginevra, nella speranza di ottenere indicazioni sulle prospettive dell’economia europea e sulla prossima fase della politica monetaria.

Asia in forte calo, la tecnologia torna sotto esame

Il clima di cautela è particolarmente evidente in Asien, dove le vendite hanno colpito soprattutto i titoli tecnologici. Il Kospi sudcoreano ha perso il 5,8%, con Samsung Electronics Rückgang um 7,72 % e SK Hynix del 9,2%, mentre il Nikkei di Tokio ha lasciato sul terreno oltre il 3%. Ribassi più contenuti hanno interessato anche Shanghai, Hongkong, Taiwan e Sydney.

La debolezza del comparto si è già vista a Wall Street, dove il Nasdaq ha perso l’1,3%. Micron è crollata del 7%, Nvidia del 2,3% e Broadcom del 3,2%, alimentando nuovamente il dibattito sulle valutazioni raggiunte dal settore e sulla sostenibilità degli investimenti nell’intelligenza artificiale.

In questo contesto fa ancora più rumore il debutto di Einheitsbaum, uno dei principali produttori cinesi di robot umanoidi. La società, fondata nel 2016 da Wang Xingxing a Hangzhou, ha raccolto circa 6,1 miliardi di yuan, pari a circa 904 milioni di dollari, con la quotazione sullo Star Market di Shanghai. Il prezzo dell’offerta era stato fissato a 150,80 yuan per azione, ma al debutto il titolo è arrivato a guadagnare il 629%, mantenendosi a metà seduta ancora vicino a +500%. Un balzo che, proprio mentre il mercato teme una possibile bolla nel settore tech, rende ancora più evidente l’entusiasmo degli investitori per la nuova frontiera dell’AI e della robotica.

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A Milano riflettori sulle banche, bene i titoli oil

A Piazza Affari l’attenzione resta concentrata soprattutto sul risiko bancario. Mps si muove poco sopra la parità, mentre Banco Bpm e Banca Generali salgono. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, l’amministratore delegato di Mps Louis Lovaglio potrebbe sottoporre al consiglio due operazioni straordinarie per rispondere all’Opas di Intesa Sanpaolo: una possibile Ops su Banco Bpm e una seconda su Banca Generali. Alcuni componenti del board sarebbero già stati preallertati in vista di una possibile riunione.

Sul resto del listino prevalgono gli acquisti su stellantis e sui titoli legati all’energia. In particolare, avanzano Saipem (+ 1,34%) und Hera (+0,89%), gefolgt von Tenaris (+0,87%) Aufl Eni (+0,73%), sostenute dal rafforzamento dei prezzi del petrolio. Più moderati i rialzi di Snam (+ 0,56%) und Italgas (+0,55%). Bene anche i titoli della difesa, con Blau Avio (+ 1,45%) und Leonardo (+1,01%) ben comprati, mentre Fincantieri (-0,75%) si muove in controtendenza.

Sul fronte opposto pesa il comparto tecnologico, con StMikroelektronik um 1,29 % gesunken e Prysmian dell’1,16%, dopo la debolezza dei semiconduttori a livello internazionale. Tra i ribassi anche Moncler (-0,78%), Inwit e NEXI (-0,65%).

Euro stabile, oro in rialzo e argento in calo

Auf dem Devisenmarkt dieeuro sale a 1,1593 dollari, mentre il cambio euro-yen si attesta a 184,60 e il dollaro-yen a 159,22. Tra le materie prime, prosegue la corsa dell’Gold, che si mantiene intorno ai 4.352 dollari l’oncia, in rialzo dello 0,43%, mentre l’argento spot scende dello 0,33% a 63,14 dollari l’oncia.

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