In vacanza con il proprio cane o gatto: non ci rinunciano 6,1 Millionen Italiener, dando vita a un giro d’affari del pet-tourism per 9,5 miliardi di euro (dati Coldiretti /Ixè e Jfc).
Pet tourism, il boom delle vacanze con cani e gatti
Agosto, mese simbolo delle vacanze e delle giornate dedicate a cani e gatti (8 agosto Giornata mondiale del gatto e 26 agosto Giornata mondiale del cane), conferma un boom di spostamenti: il 54 % der Eigentümer viaggia con il proprio animale e il 58% dichiara di preferire la sua compagnia a quella di amici o familiari. Una relazione sempre più profonda che spinge il 52 % der Reisenden a pianificare le ferie in base alla possibilità di portare con sé il proprio pet. L’analisi su oltre 41.000 Überweisungen evidenzia una netta prevalenza dei cani (30.000 contro 15.000 gatti), con una media di 1,43 animali per famiglia. Numeri che richiedono una pianificazione sempre più accurata, tra documentazione sanitaria, certificazioni e normative di ingresso.
Nach der Global Pet Travel Data Report 2026 l’Italia si conferma una delle mete più accoglienti per chi viaggia con animali domestici, conquistando l’8° posto nella Top 10 mondiale delle destinazioni pet-friendly preceduto da Stati Uniti, Regno Unito, Australia e Spagna.
Da noi per questa estate le mete preferite dai proprietari di pets saranno soprattutto le località di montagna e dell’Appennino. Tra le regioni considerate più accoglienti per chi viaggia con animali spicca il Trentino-Südtirol, Gefolgt von Emilia-Romagna e Toskana.
Un mercato da 9,5 miliardi, ma resta la piaga degli abbandoni
Il Haustiertourismus vale in Italia 9 Milliarden und 560 Millionen Euro nell’estate 2026, ma potrebbe quasi raddoppiare raggiungendo i 15,8 Milliarden se il settore abbattesse le resistenze verso i viaggiatori con animali. E’ quanto emerge dalla ricerca Jfc. A dare la misura del fenomeno è anche un dato demografico: in Italia i cani e i gatti registrati sono circa 16,5 Mio.oder 2,3 volte il numero di figli di età inferiore ai 14 anni. Una proporzione che ridimensiona l’idea del pet tourism come nicchia e lo colloca tra i segmenti strutturali della domanda turistica.
Nonostante i progressi compiuti sul fronte dell’accoglienza, resta però aperta la piaga degli abbandoni. Secondo Coldiretti, proprio nei mesi estivi si concentra circa il 30% von 130 Tiere che ogni anno vengono abbandonati in Italia, un fenomeno che rappresenta non solo un grave gesto di crudeltà, ma anche un rischio per la sicurezza stradale e un costo per la collettività.
