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বার্নহ্যাম আনুষ্ঠানিকভাবে যুক্তরাজ্যের প্রধানমন্ত্রী, ব্রেক্সিটের পর সপ্তম প্রধানমন্ত্রী: "আমাদের অবশ্যই স্থিতিশীলতা পুনরুদ্ধার করতে হবে।"

Burnham è il primo premier cattolico da cinque secoli. Nel suo discorso davanti a Downing Street ha promesso i cambiamenti maggiori degli ultimi quarant’anni e un nuovo modello politico ed economico. Starmer: “Gli lascio un Paese più forte”

বার্নহ্যাম আনুষ্ঠানিকভাবে যুক্তরাজ্যের প্রধানমন্ত্রী, ব্রেক্সিটের পর সপ্তম প্রধানমন্ত্রী: "আমাদের অবশ্যই স্থিতিশীলতা পুনরুদ্ধার করতে হবে।"

Fuori Keir Starmer. Dentro Andy Burnham. Il Regno Unito ha ufficialmente un nuovo primo ministro, il settimo dalla Brexit del 2016 che ha reso la stabilità un lontano ricordo, il quarto in appena 4 anni di regno di Re Carlo III, il primo di religione cattolica a Downing Street da cinque secoli.

Il 56enne ex sindaco di Manchester, soprannominato il “Re del Nord”, europeista convito, venerdì è diventato il nuovo leader del partito laburista britannico con il 95% dei voti dei parlamentari del suo partito. Nel Regno Unito se il partito al potere cambia leader cambia anche il primo ministro, senza bisogno di passare dalle urne. 

Il discorso di Burnham

পরে ricevuto l’incarico da Re Carlo III, Burnham è arrivato al numero 10 di Downing Street, dove ha tenuto il suo primo discorso da capo del Governo. Il nuovo premier ha promesso di imprimere una netta svolta al Paese, presentandosi come un “interruttore” capace di interrompere un decennio di instabilità in cui “la politica non è stata all’altezza”. “La Gran Bretagna deve mostrare al mondo che può ritrovare la sua stabilità: è questa la sfida che abbiamo davanti”, ha affermato Burnham.

 “Darò il massimo e vi chiedo di unirvi a me. Costruiamo un nuovo senso nazionale di unità, di scopo comune e di positività. Facciamo in modo che questo sia il momento in cui il Regno Unito ricomincerà a credere. Il momento in cui riporteremo la speranza”, ha aggiunto il neo primo ministro, promettendo i cambiamenti maggiori negli ultimi 40 anni, un nuovo modello politico, un nuovo modello economico, dopo la svolta negativa degli anni Ottanta. Reindustrializzeremo il Paese”. “Dobbiamo fare meglio” di quanto è stato fatto negli ultimi anni “e lo faremo”, ha aggiunto, assicurando di avere “un piano” di lungo periodo, per migliorare il Paese nei prossimi “10 anni”, ribadendo di voler rendere “più sostenibili” le condizioni di chi sta peggio.

Burnham, già domani, dovrebbe annunciare le prime misure contro il caro vita. Ha inoltre promesso un intervento immediato per porre fine al fenomeno dei senzatetto e per favorire l’occupazione giovanile. “Aiuteremo un maggior numero di giovani a entrare nel mondo del lavoro, cambiando il sistema educativo e offrendo loro maggiore sostegno, un maggiore supporto per la salute mentale, e costruiremo più alloggi popolari – ha continuato. È questo il modo equo e sostenibile per ridurre la spesa per il welfare, rispettare le nostre regole di bilancio e onorare gli impegni assunti in materia di difesa con i nostri partner internazionali. Aiuteremo le persone a vivere bene, costruendo uno Stato maggiormente orientato alla prevenzione e investendo nel successo delle persone anziché pagare per i fallimenti. E questo lavoro comincia ora”.

I nuovi ministri

Il nuovo premier si prepara ora a un profondo rimpasto di governo. Secondo le attese, l’attuale ministra dell’Interno শাবানা মাহমুদ è indicata come possibile cancelliera dello Scacchiere, mentre il ministro dell’Energia Ed Miliband potrebbe passare agli Esteri. Nel governo dovrebbero inoltre rientrare Angela Rayner, Lucy Powell e Louise Haigh, rispettivamente ex vicepremier, ex leader della Camera dei Comuni ed ex ministra dei Trasporti. 

L’addio di Starmer

In mattinata il premier uscente কেয়ার স্টারমার è andato da re Carlo III per formalizzare le sue dimissioni, che il sovrano ha accettato, e passare la palla nelle mani del suo successore.

Prima, davanti al n.10 di Downing Street, ha tenuto un breve discorso.  “Il mio lavoro è stato fatto, lascio un Paese più forte e più equo di due anni fa“, ha rivendicato Starmer. “In sei anni e mezzo ho risollevato il nostro partito da una sconfitta storica nel 2019, l’ho trasformato rendendolo idoneo ad affrontare il Paese e ho ottenuto una schiacciante vittoria alle elezioni generali del 2024”, ha continuato il premier uscente che ha sì riportato i laburisti al potere dopo 14 anni, ma è anche diventato in poco tempo molto impopolare a causa di alcuni scandali, primo tra tutti quello riguardante la nomina come ambasciatore negli Stati Uniti di পিটার ম্যান্ডেলসন, licenziato dopo pochi mesi per via dei suoi rapporti con il finanziere Jeffrey Epstein.

Nel suo discorso, Starmer ha assicurato il suo “pieno sostegno a Andy Burnham”. “Me ne vado con buona grazia, con il sorriso sul volto e orgoglioso di quanto abbiamo fatto”, ha concluso.

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