Microsoft archivia un trimestre nettamente superiore alle attese degli analisti, confermando come la scommessa sull’intelligenza artificiale stia iniziando a tradursi in una crescita concreta di ricavi e redditività. Il gruppo di Redmond ha chiuso il trimestre con ricavi per 90 miliardi di dollari, oltre il consenso di Wall Street, fermo a circa 87,6-87,7 miliardi, mentre l’utile per azione si è attestato tra 4,74 e 4,81 dollari, ben al di sopra delle stime di mercato, che indicavano circa 4,24 dollari.
A sostenere i risultati è stata ancora una volta la divisione cloud, con Azure che continua a beneficiare della forte domanda di servizi di intelligenza artificiale da parte delle imprese. L’espansione dell’infrastruttura e l’integrazione delle funzionalità AI all’interno dell’intero ecosistema Microsoft stanno alimentando un ciclo di crescita che il mercato attendeva da diversi trimestri.
La domanda di AI continua a superare l’offerta: avanti con gli investimenti
Nel corso della conference call il management ha ribadito che la domanda di capacità di calcolo continua a superare l’offerta disponibile e che il gruppo proseguirà gli investimenti nei data center per aumentare la capacità installata. Il messaggio agli investitori è chiaro: la fase di forti investimenti non è conclusa, ma sta iniziando a produrre ritorni economici tangibili.
Non a caso, nelle ore precedenti alla pubblicazione dei risultati Reuters evidenziava come il mercato si aspettasse una reazione particolarmente ampia del titolo, con il mercato delle opzioni che prezzava una variazione potenziale di circa il 6,6%, pari a quasi 190 miliardi di dollari di capitalizzazione, a testimonianza dell’elevata attenzione sulla capacità di Microsoft di monetizzare gli investimenti nell’intelligenza artificiale.
La risposta dei conti sembra aver dissipato almeno una parte di questi dubbi, rafforzando la convinzione che Microsoft resti il principale beneficiario della nuova fase di espansione dell’AI generativa. Nell’after hours gli investitori hanno premiato il titolo di Microsoft con guadagni per oltre l’1%, al termine di una giornata caratterizzata invece dal segno negativo per il tech.
Meta cresce oltre le attese con ricavi da record, ma il mercato guarda ai costi
Anche Meta ha presentato un trimestre caratterizzato da una crescita robusta del business, sebbene la reazione degli investitori sia stata più prudente. Il gruppo guidato da Mark Zuckerberg ha registrato ricavi record per 60,8 miliardi di dollari, in aumento del 28% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e superiori alle aspettative del mercato.
L’utile netto si è attestato a अरब डॉलर 15,8, mentre l’utile per azione è stato pari a 6,18 अमेरिकी डॉलर, inferiore alle attese del consenso. A pesare non è stata tanto la dinamica del business pubblicitario, che continua a mostrare una crescita sostenuta, quanto la scelta del gruppo di accelerare ulteriormente gli investimenti nell’intelligenza artificiale.
Meta ha infatti rivisto al rialzo la guidance per gli investimenti in conto capitale, portando il limite inferiore della forchetta a अरब डॉलर 130, rispetto ai precedenti अरब 125, confermando invece il tetto massimo di अरब 145. Le risorse saranno destinate soprattutto all’espansione della rete di data center e della potenza di calcolo necessaria per addestrare i nuovi modelli di AI e supportare le applicazioni integrate nelle piattaforme del gruppo.
Il titolo Meta perde oltre il 5% nell’after-hours
Zuckerberg ha ribadito che l’azienda intende continuare a investire “in modo aggressivo” nell’infrastruttura per l’intelligenza artificiale, sostenendo che la leadership tecnologica costruita oggi rappresenterà il principale vantaggio competitivo dei prossimi anni. Una strategia che il mercato considera credibile sul piano industriale, ma che continua a sollevare interrogativi sulla capacità di mantenere elevata la redditività nel breve periodo.
Le indicazioni fornite dal management hanno infatti prevalso sugli ottimi dati operativi, spingendo il titolo in ribasso nelle contrattazioni after-hours: poco dopo la pubblicazione dei conti, è arrivato a perdere oltre il 5%.
La sfida si sposta sulla monetizzazione dell’AI
I risultati delle due società confermano come il tema centrale della stagione delle trimestrali non sia più l’entità degli investimenti nell’intelligenza artificiale, ma la loro capacità di generare ritorni economici.
Microsoft sembra trovarsi in una fase più avanzata del ciclo, con Azure e i servizi AI che iniziano a tradurre la domanda in crescita di ricavi e utili. Meta, invece, continua a privilegiare la costruzione dell’infrastruttura necessaria a sostenere il proprio ecosistema di AI, accettando una maggiore pressione sui margini nel breve periodo.
Per gli investitori il confronto tra i due gruppi offre quindi una fotografia dell’attuale evoluzione del settore: da una parte chi sta già monetizzando gli investimenti, dall’altra chi continua a puntare su una crescita di lungo termine, convinto che la corsa all’intelligenza artificiale si vinca soprattutto con la capacità di investire prima e più dei concorrenti.
