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Volkswagen's profit plunges 32,9%, 2026 estimates cut, stock price drops

Volkswagen closed the second quarter with net profit down 32,9% to €1,54 billion and revised its 2026 revenue estimates downwards.

Volkswagen's profit plunges 32,9%, 2026 estimates cut, stock price drops

Volkswagen closes a secondo trimestre più debole delle attese e ridimensiona le prospettive per il 2026. Tra aprile e giugno l’utile netto del gruppo è crollato del 32,9%, passando dai 2,29 miliardi di euro dello stesso periodo dello scorso anno a 1,54 miliardi. In calo anche il risultato operativo, sceso del 9,5% a circa 3,47 miliardi di euro. Il margine si è così ridotto dal 4,7% al 4,2%. I conti hanno deluso soprattutto sul fronte della redditività, risultata sensibilmente inferiore alle previsioni degli analisti.

I quarterly revenues hanno invece mostrato una maggiore tenuta, aumentando del 2% a 82,44 miliardi di euro, nonostante la diminuzione delle autovetture vendute. Il dato ha superato le attese del mercato, ma non è bastato a compensare la contrazione dei profitti.

Volkswagen abbandona l’obiettivo di crescita dei ricavi

Alla luce dei risultati del trimestre, Volkswagen ha rivisto al ribasso le previsioni per l’intero esercizio. Il gruppo non punta più a una crescita del fatturato fino al 3%, ma stima ora un andamento compreso tra la stabilità e una flessione del 3% rispetto al 2025. Resta invece confermata la previsione sul margine operativo, indicato tra il 4% e il 5,5%, dopo il 2,8% registrato nell’esercizio precedente. Nel primo semestre Volkswagen ha realizzato ricavi per 158,1 miliardi di euro, sostanzialmente in linea con i 158,4 miliardi dello stesso periodo del 2025. L’utile operativo dei sei mesi è però diminuito dell’11,6%, passando da 6,7 a 5,9 miliardi.

L’amministratore delegato Oliver Flower ha spiegato che il gruppo è riuscito a compensare nel semestre fattori negativi inevitabili per “decine di miliardi”, sottolineando tuttavia che il quadro per l’industria automobilistica rimane “estremamente impegnativo”. A pesare sono le crisi geopolitiche, le tensioni commerciali, i dazi, gli elevati vincoli normativi, la volatilità dei mercati e l’intensificarsi della concorrenza. Le difficoltà maggiori continuano ad arrivare dalla Cina, dove il rallentamento della domanda e la crescita dei produttori locali stanno comprimendo gli spazi dei costruttori internazionali.

In the first semester the consegne mondiali del gruppo sono diminuite del 6,3%. Volkswagen è riuscita a recuperare parte del terreno in Nord America nel secondo trimestre, mentre dall’Europa sono arrivati segnali più favorevoli. Il portafoglio ordini è cresciuto di circa il 12% rispetto alla fine del 2025, sostenuto soprattutto dalla domanda di auto elettriche e dal lancio di modelli più accessibili dei marchi Volkswagen, Skoda e Cupra.

Dai tagli in Germania alla ricerca di un partner in India

La frenata degli utili e il peggioramento delle prospettive arrivano mentre Volkswagen è già impegnata in una complessa ristrutturazione industriale. Il piano presentato da Blume nelle scorse settimane prevede una riduzione della capacità produttiva, nuovi tagli occupazionali e una revisione della struttura organizzativa del gruppo.

Parallelamente, il gruppo sta cercando new resources per rafforzarsi nei mercati con maggiori possibilità di crescita. In India Volkswagen è in trattative con il conglomerato Jsw per una possibile cessione della maggioranza di Skoda Auto Volkswagen India. L’operazione permetterebbe alla casa tedesca di finanziare lo sviluppo nel mercato locale senza gravare ulteriormente sul bilancio della capogruppo. Restano però da definire la valutazione della società e l’entità del capitale che le due parti sarebbero disposte a investire.

In Borsa i conti e il taglio delle stime hanno pesato sul titolo Volkswagen, che perde l’1,46%.

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