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European automakers are tackling costs: BMW is cutting 8 jobs, Porsche is cutting another 5, and Aston Martin is looking to relaunch.

La pressione sui margini spinge i grandi marchi europei a ridurre i costi: Bmw prepara uscite volontarie, Porsche amplia il piano di tagli mentre Aston Martin migliora i conti ma resta alle prese con il debito. La sfida è difendere redditività e competitività

European automakers are tackling costs: BMW is cutting 8 jobs, Porsche is cutting another 5, and Aston Martin is looking to relaunch.

The European automotive industry accelera sui piani di efficienza e cost reduction. Dopo Volkswagen, anche bmw si prepara a intervenire sull’organico con migliaia di uscite volontarie, mentre Porsche e Aston Martin hanno confermato programmi di ristrutturazione per difendere margini e liquidità. Le mosse dei costruttori arrivano in una fase complessa per il settore, tra rallentamento della domanda cinese, pressione dei marchi asiatici, costi della transizione elettrica e prospettive più deboli per alcuni dei principali gruppi tedeschi: Mercedes, Volkswagen e Audi hanno già segnalato un peggioramento delle attese per il 2026, mentre anche la componentistica è sotto pressione con Bosch impegnata in una riduzione dell’organico.

The reaction on the stock exchange resta prudente: il titolo Bmw cede lo 0,24%, Porsche lo 0,11%, mentre Aston Martin sale del 2,44%, sostenuta dal miglioramento dei risultati operativi e dalle aspettative sul piano di rilancio. Gli investitori guardano quindi non solo ai numeri di bilancio, ma soprattutto alla capacità dei gruppi di trasformare i programmi di ristrutturazione in maggiore competitività e generazione di cassa.

Bmw prepara un piano di tagli: 8.000 uscite volontarie fino al 2027

Il gruppo bavarese prepara un piano di riduzione dell’organico che potrebbe coinvolgere about 8.000 employees a livello globale attraverso uscite volontarie incentivate. Secondo quanto riferito dalla Deutsche Presse-Agentur (Dpa), il gruppo bavarese ha raggiunto un accordo con il consiglio di fabbrica per un programma di contenimento dei costi, anche se non ha ancora confermato ufficialmente il numero complessivo degli esuberi.

Il piano arriva dopo settimane di indiscrezioni su una nuova fase di efficienza operativa e prevede, secondo Bloomberg, pacchetti di incentivo all’uscita per i dipendenti tedeschi. Le prime uscite dovrebbero partire from October 2026 and they will continue until the end of 2027, con l’obiettivo di generare dal 2028 risparmi annui per circa 1 miliardo di euro. L’intesa sui punti principali sarebbe stata raggiunta con l’ultima firma apposta martedì, prima dell’incontro con i dipendenti a cui parteciperà anche l’amministratore delegato Milan Nedeljkovic.

Il piano di tagli arriva alla vigilia dei conti: domani la casa automobilistica tedesca presenterà i risultati del secondo trimestre e del primo semestre 2026.

Porsche migliora i conti, ma prosegue il piano di ristrutturazione

La stessa pressione sta spingendo anche Porsche ad accelerare la ristrutturazione, nonostante un miglioramento dei conti. La casa di Stoccarda ha chiuso il primo semestre con un operating profit di 1,35 miliardi di euro, in crescita del 33,9%, mentre il operating margin è salito al 7,8% dal 5,5% grazie alla disciplina sui costi e a una strategia più orientata alla redditività che ai volumi.

Il recupero dei margini, però, arriva in un contesto ancora difficile: i revenues sono scesi del 5,1% a 17,23 miliardi di euro, le consegne sono diminuite del 16,5% a 122.306 vetture e la quota di electric models on sales è calata dal 23,5% al 19,4%. Per questo Porsche ha confermato il cost reduction plan, che prevede altri 5.000 posti eliminati entro il 2035 e che, sommato agli interventi già annunciati, porta il totale a circa 9.400 posti di lavoro in meno su una forza lavoro di circa 42mila dipendenti.

La riduzione dell’organico avverrà soprattutto attraverso il mancato reintegro dei pensionamenti e le uscite volontarie, più che con licenziamenti diretti. La ristrutturazione di Porsche si inserisce inoltre nella più ampia crisi del gruppo Volkswagen, alle prese con l’aumento dei costi, la difficile transizione verso l’elettrico e la perdita di competitività in Cina, un mercato storico per i marchi tedeschi.

Il piano di risparmio coinvolge anche il costo del lavoro: Porsche rinvierà fino al 2035 il 3,5% degli aumenti salariali già concordati, mentre nel 2027 e 2028 i dirigenti rinunceranno a una parte degli incrementi previsti. Prevista anche una riduzione del bonus natalizio. Sul fronte finanziario, tuttavia, la riorganizzazione sta iniziando a produrre effetti: nei primi sei mesi i costi netti del piano sono scesi a circa 100 milioni di euro, contro gli 800 milioni dell’anno precedente, mentre il net cash flow della divisione Automotive è salito a 1,02 miliardi di euro dai 394 milioni del primo semestre 2025 e la liquidità netta ha raggiunto 7,3 miliardi di euro.

Aston Martin riduce le perdite, ma il debito resta il nodo

The Aston Martin sta portando avanti una strategia di contenimento dei costi per sostenere il rilancio del marchio. Nel secondo trimestre il costruttore britannico ha ridotto la perdita operativa rettificata a 52 milioni di sterline, rispetto ai 57 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente.

Il miglioramento è arrivato grazie alla crescita dei revenues, aumentati del 62% a 358,2 milioni di sterline, ai volumi wholesale in crescita del 43% e al contributo della nuova supercar ibrida plug-in Valhalla. Nel primo semestre Aston Martin ha consegnato oltre 220 unità del modello speciale, contribuendo al miglioramento del mix prodotto. Il gross margin è salito al 33,1% dal 27,8%, mentre nel semestre la perdita operativa rettificata si è ridotta del 10% a 108,9 milioni di sterline.

Restano però le difficulties finanziarie. La perdita ante imposte del trimestre è salita a 88,7 milioni di sterline dai 61,2 milioni di un anno prima, mentre la perdita netta ha raggiunto 90,1 milioni di sterline. Il net debt a fine giugno ha toccato 1,545 miliardi di sterline, rispetto agli 1,38 miliardi di fine 2025.

Per rafforzare la struttura finanziaria Aston Martin ha completato a luglio un nuovo finanziamento da 550 milioni di sterline, destinato anche al rimborso di linee già utilizzate e al rafforzamento della liquidità. Il piano di riduzione dei costi comprende anche cuts to the staff, una revisione del piano di spesa quinquennale e una maggiore disciplina industriale, con l’obiettivo di ridurre gli investimenti complessivi del programma 2026-2030 da 2 a 1,7 miliardi di sterline.

Per il 2026 il gruppo prevede un “miglioramento significativo” dei risultati finanziari, sostenuto dal nuovo mix di prodotto e dal programma di trasformazione in corso. Aston Martin conferma volumi wholesale sostanzialmente in linea con le 5.448 unità del 2025, comprese circa 500 consegne di Valhalla, e punta a un margine lordo nella fascia alta del 30%.

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