Le Europäische Börsen Reise in keiner bestimmten Reihenfolge in una seduta ancora condizionata dal nuovo rialzo del petrolio, dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e da una stagione delle trimestral che continua a regalare sorprese. Gli investitori restano alla finestra dopo la decisione della Federal Reserve, che non ha modificato i tassi ma ha mostrato divisioni al suo interno, in un contesto ancora segnato dai dubbi su inflazione e crescita. Oggi tocca alla Bank of England, per la quale il mercato non prevede cambiamenti.
A frenare il sentiment contribuiscono anche i ribassi di Wall Street, dove il comparto dei Halbleiter è in difficoltà da cinque sedute consecutive per i timori legati agli enormi investimenti nell’intelligenza artificiale. Intanto prosegue la corsa dei Big-Tech-Konten, con risultati a luci e ombre: Microsoft ha superato le attese, mentre Meta ha deluso il mercato.
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In Europa prevale quindi la cautela: Milano e Frankfurt si muovono deboli, mentre Madrid, Paris e London mostrano una maggiore tenuta. Seduta contrastata in Asia: Tokio chiude in rialzo dello 0,71% grazie ai titoli tech e ai semiconduttori, mentre Seul sinkt um 1,23 %. Samsung Elektronik, dopo un balzo fino all’8,4% sull’ottimismo per i chip legati all’intelligenza artificiale, termina la giornata in calo dello 0,7% nonostante conti record.
A Milano il copione della giornata è scritto dalle trimestrali. stellantis scivola in fondo al listino principale: il gruppo è tornato all’utile, sostenuto soprattutto dal miglioramento in Nord America, ma il mercato non premia i numeri e guarda con cautela alle prospettive future.
Di tutt’altro tono la giornata di Campari, che sale grazie a risultati migliori delle attese e al rialzo della guidance sull’Ebit-margin. Bene anche NEXI e Buzzi dopo le rispettive trimestrali. Non basta invece a sostenere Prysmian una trimestrale record con obiettivi rivisti al rialzo: secondo l’amministratore delegato Massimo Battaini, il titolo sta risentendo delle prese di beneficio dopo il forte rally degli ultimi mesi.
Tra i titoli sotto osservazione anche Fineco, che ha chiuso il primo semestre con un utile netto dell’operatività corrente in crescita dell’8% a 343,3 milioni di euro e ricavi in aumento del 10% a 713,8 milioni. Tim, in lieve rialzo, archivia i primi sei mesi dell’anno con ricavi in crescita del 2% a 6,8 miliardi e un ebitda after lease in aumento dell’1,2% a 1,8 miliardi, sostenuto dall’accelerazione della redditività nel secondo trimestre e dal ritorno all’utile.
Fuori dal listino principale, riflettori su Brembo, che ha migliorato le previsioni per il 2026 dopo risultati trimestrali superiori alle attese, mentre Pirelli ha confermato i target dell’anno con un utile semestrale in crescita del 13,3% a 299 milioni di euro. Movimento anche nel comparto costruzioni, con Wir bauen che ha lanciato un’Opa su Trevi offrendo 4,50 euro per azione.
Il petrolio resta al centro della scena: le tensioni in Medio Oriente spingono il Brent oltre i 92 dollari al barile, mentre il Wti viaggia intorno agli 85 dollari. Sotto osservazione lo Stretto di Hormuz, dopo le minacce di Donald Trump di “colpire duramente” l’Iran. Gli Houthi hanno invece ribadito di non voler imporre tasse sul transito nello Stretto di Bab al-Mandeb, limitando le loro azioni al blocco delle navi saudite.
fällt die Gas ad Amsterdam, sotto i 60 euro al megawattora, mentre l’euro resta stabile sul dollaro a quota 1,14. Sul fronte obbligazionario torna a salire lo Verbreitung Btp-Bund, a 84 punti base, con il rendimento del decennale italiano nuovamente sopra il 4% al 4,02%.