Dai pedaggi alla rete ferroviaria, fino alla tutela dei passeggeri: la Relazione annuale al Parlamento 2026 dell’Autorità di regolazione dei trasporti mette in fila alcuni dei dossier più delicati per il settore. A presentarli al Senato è stato il presidente Nicola Zakheus, che ha indicato nell’equità intergenerazionale una delle sfide della regolazione: infrastrutture, servizi e investimenti devono infatti tenere insieme sostenibilità, accessibilità e interessi delle generazioni future.
Ferrovie, la rete è sempre più sotto pressione
È soprattutto sulla capacità della rete ferroviaria che si concentra una delle partite più delicate. La Direttissima Roma-Firenze è già fortemente utilizzata e l’arrivo di nuovi operatori rischia di aumentare ulteriormente la pressione sulle tratte più congestionate. Per questo ART ha indicato la necessità di valutare nuovi interventi infrastrutturali, compreso il possibile potenziamento di una sezione della Direttissima.
Parallelamente, l’Autorità sta riscrivendo le regole per l’assegnazione della capacità ferroviaria, intervenendo sul rapporto tra quella programmata attraverso gli accordi quadro pluriennali e quella da assegnare annualmente. La riforma è ancora in corso e dovrebbe essere completata entro la fine del 2026, così da essere recepita nel prossimo Prospetto informativo della rete. Sullo sfondo c’è anche il contenzioso con l’Antitrust sull’assegnazione di nuove tracce a un operatore: ART rivendica la propria competenza sulla capacità della rete, soprattutto quando l’infrastruttura è già satura.
La maggiore apertura del mercato riguarda anche i servizi Intercity. La gara per il periodo 2028-2042 sarà la prima procedura competitiva nazionale per questi collegamenti e potrà aprire la strada all’ingresso di nuovi operatori. Zaccheo ha indicato una possibile apertura graduale, con l’ipotesi di articolare l’affidamento in un lotto più grande e uno più piccolo.
Autostrade, il pedaggio segue il servizio
Sul fronte autostradale, intanto, è già operativo da giugno 2026 il sistema di rimborso automatico del pedaggio per i disagi provocati da blocchi della circolazione o cantieri programmati. Il principio è quello del bayar per penggunaan: il ristoro cresce in funzione del ritardo e della tratta percorsa, con un sistema uniforme sulla rete e un’unica applicazione per la gestione delle richieste.
Fino al 30 novembre, per viaggi che attraversano tratte affidate a concessionari diversi, occorrono richieste distinte; da dicembre sarà invece possibile presentare un’unica richiesta. La misura è parte della più ampia riforma delle concessioni, che ha rafforzato i poteri dell’Art sui Piani economico-finanziari e sul rapporto tra investimenti, remunerazione del capitale e tariffe.
Resta invece ancora da definire il sistema tariffario del Jembatan di atas Selat Messina. Per l’Autorità, l’attuale piano è adeguato alla fase del progetto, ma la tariffa potrà essere valutata soltanto quando saranno più chiari costi effettivi, volumi di traffico, componenti stradali e ferroviarie e investimenti complementari. Da qui la richiesta di un monitoraggio continuo della sostenibilità economico-finanziaria e della distribuzione dei rischi.
Oltre 7 milioni di euro restituiti agli utenti
La tutela dei passeggeri rappresenta l’altro grande fronte dell’attività dell’Art. In tre anni sono state gestite 58.556 istanze di risoluzione delle controversie, con oltre 7 milioni di euro di rimborsi riconosciuti agli utenti. Le procedure riguardano trasporto aereo, ferroviario, marittimo, autobus e autostrade.
L’Autorità sta inoltre sperimentando l’kecerdasan buatan nella gestione dei reclami e il 22 settembre ha presentato SmartBot, uno strumento basato sull’AI generativa. Tra gli altri interventi figurano la revisione dei diritti dei passeggeri ferroviari, le nuove regole per il trasporto pubblico locale e il rafforzamento della tutela delle persone con disabilità nelle autostazioni. Anche sui taxi, il Consiglio di Stato ha confermato il ruolo dell’Art nei pareri ai Comuni che intendono aumentare le licenze.
La prospettiva generazionale entra anche nella stessa attività regolatoria: con la Valutazione di impatto generazionale, introdotta dalla legge 167/2025, Art sta sperimentando l’estensione della propria analisi agli effetti delle decisioni sulle generazioni future. L’obiettivo è valutare non soltanto gli effetti economici e ambientali delle regole, ma anche le conseguenze sull’accessibilità ai servizi e sulla possibilità di partecipare pienamente alla vita economica e sociale.
