La tassa italiana da 2 euro sui piccoli pacchi berasal dari Paesi extra Ue slitta ancora. Il prelievo sulle spedizioni fino a 150 euro, inizialmente previsto dal 1° ottobre, partirà dal 1° dicembre. È quanto prevede la bozza del decreto legge all’esame del Consiglio dei ministri, secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore.
Il nuovo rinvio arriva mentre l’Unione europea si prepara a introdurre una propria tassa di spedizione, la cosiddetta biaya penanganan, sui piccoli acquisti provenienti da fuori Ue. Dopo il via libera del Consiglio dell’Unione europea all’inizio di settembre, anche il Parlamento europeo il 16 settembre ha dato il via libera alla misura, che dovrà essere applicata entro il 1° novembre.
L’Italia sceglie così di spostare in avanti il proprio prelievo in attesa della nuova disciplina europea. Un passaggio che si inserisce nella stretta sulle importazioni di basso valore: dal 1° luglio è già in vigore il dazio europeo di 3 euro.
Mini pacchi extra Ue: il costo del rinvio e la nuova tassa Ue
Rimandare la tassa italiana di altri due mesi presenta però il kisah: 40,8 juta di euro. La cifra si aggiunge ai 61,25 milioni già necessari per coprire il precedente rinvio, che aveva spostato l’avvio da luglio a settembre. La misura, introdotta dalla legge di Bilancio 2026, era stata infatti pensata con una partenza a luglio e, dal 2027, avrebbe dovuto portare circa 245 milioni di euro l’anno.
Ora i riflettori sono puntati sulla biaya penanganan europea. Sarà la Commissione a stabilirne l’importo e, secondo alcune ipotesi circolate in Italia, potrebbe aggirarsi tra 2 e 4 euro. Se così fosse, il nuovo costo si sommerebbe al dazio di 3 euro già in vigore, rendendo più care le spedizioni di basso valore. I primi effetti del dazio, del resto, si sono già tradotti in un calo delle importazioni di piccoli pacchi extra Ue.
La stretta nasce dalla crescita esplosiva degli acquisti online: nel 2025 sono arrivati nell’Ue quasi 5,9 miliardi di articoli provenienti da Paesi extra Ue. E il sistema dei dazi può incidere su ogni singolo articolo della spedizione, in base alla relativa classificazione tariffaria, e non semplicemente sulla quantità complessiva contenuta nel pacco.
La stretta sulle piattaforme e le critiche
La stretta europea non riguarda però soltanto il portafoglio. La riforma del quadro doganale approvata dal Consiglio Ue prevede che le piattaforme di e-commerce dei Paesi terzi che vendono e spediscono nell’Unione siano considerate importatori delle merci. Dovranno quindi occuparsi delle formalità doganali dan dari pagamento dei dazi. Per chi non rispetta le regole sono previste sanksi fino al 6% del valore annuo delle merci importate nell’anno precedente.
Sul nuovo rinvio della tassa italiana sono intanto arrivate le kritis del Pd. I deputati Silvia Roggiani e Andrea Casucontestano la scelta di spostare ancora una volta l’entrata in vigore del prelievo, invece di cancellarlo. Secondo i due parlamentari, il passaggio dal 1° ottobre al 1° dicembre prolunga l’incertezza per la filiera della logistica, che da mesi chiede risposte chiare. La successione dei rinvii, sostengono, sarebbe inoltre il segnale della difficoltà del Governo nel gestire la misura.
