Intesa Sanpaolo membuat tersedia 60 miliar euro per finanziare nuovi investimenti produttivi, infrastrutture e interventi legati alla transizione energetica, con l’obiettivo di rafforzare la crescita del Mezzogiorno e ampliare su scala nazionale i vantaggi del modello della Zona economica speciale. Il rencana baru, ditelepon "Zes 2.0“, è stato presentato a Bari ed è promosso dalla Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, guidata da Stefano Barrese, insieme a Confindustria e al Dipartimento per il Sud della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
L’iniziativa punta ad attirare capitali italiani e internazionali, favorire nuovi insediamenti industriali nel Sud e sostenere la crescita delle imprese. Una parte rilevante del progetto sarà indirizzata anche alle aziende del Nord interessate a investire nelle aree Zes e, più in generale, all’estensione delle procedure semplificate ad altri territori del Paese.
Zes 2.0: un plafond per imprese, infrastrutture ed energia
I 60 miliardi saranno destinati nei prossimi anni agli investimenti delle aziende dan opere di adeguamento infrastrutturale ed energik. Per le imprese che sceglieranno di investire nelle aree Zes (Zone Economiche Speciali) è prevista anche una linea di credito dedicata, con condizioni agevolate sul tasso di interesse che si aggiungeranno agli incentivi pubblici già disponibili. Il piano comprende inoltre un nuovo programma di incontri in Italia e all’estero per presentare le opportunità offerte dal Mezzogiorno, coinvolgere investitori internazionali e incentivare nuove localizzazioni produttive.
Intesa Sanpaolo intende utilizzare anche la propria rete internazionale per sostenere l’espansione delle piccole e medie imprese italiane sui mercati esteri. A questo si affiancheranno servizi di consulenza per operazioni di finanza straordinaria, dall’apertura del capitale alle fusioni e acquisizioni, fino ai percorsi di crescita dimensionale e ai passaggi generazionali.
La banca ha già erogato oltre 12 miliardi di euro per investimenti direttamente o indirettamente collegati alle ZES. Dal 2020, inoltre, sono stati destinati alle regioni meridionali più di 28 miliardi, pari a oltre il 20% delle erogazioni complessive della Divisione Banca dei Territori.
Barrese (Intesa): “La semplificazione è la formula vincente”
Stephen Barrese, responsabile della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, ha ribadito la fiducia del gruppo nello strumento, sottolineando il ruolo delle procedure amministrative semplificate nel rilancio dell’economia meridionale. “Siamo convinti dell’efficacia della Zes come leva strategica per la crescita del Mezzogiorno e di altre aree del Paese, considerato quanto già ha contribuito al rinnovato dinamismo economico del Sud Italia. Noi ci abbiamo creduto fin dalla sua nascita, con azioni mirate e stimolando gli investimenti diretti e indiretti favoriti dalla Zes e con erogazioni per oltre 12 miliardi. La nuova disponibilità di ulteriori 60 miliardi di euro integra la semplificazione delle procedure amministrative, formula vincente di questo strumento normativo, fondamentale anche per le imprese del Nord Italia”, ha dichiarato Barrese.
Il manager ha inquadrato “Zes 2.0” nel più ampio impegno della banca verso il Mezzogiorno, sviluppato attraverso credito, operazioni di finanza straordinaria per le Pmi e sostegno all’internazionalizzazione. Il progetto potrà contare anche sulle relazioni consolidate con Confindustria e sulla capacità del gruppo di coinvolgere partner e investitori internazionali.
Negli anni Intesa Sanpaolo ha organizzato missioni in città come Dubai, Pechino, Francoforte e New York, oltre a creare un desk specializzato per affiancare gli imprenditori nella preparazione e nell’ottimizzazione dei business plan.
Orsini (Confindustria): “Il Sud è parte della soluzione per la crescita”
Per il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, i risultati ottenuti dalla Zes Unica dimostrano che la riduzione della burocrazia può tradursi rapidamente in investimenti, occupazione e maggiore capacità produttiva. “Oggi finalmente stiamo cambiando la narrazione: il Sud rappresenta una parte della soluzione per la crescita dell’Italia. La Zes Unica sta dimostrando che quando si riducono la burocrazia e l’incertezza, gli investimenti arrivano e generano valore: parliamo di un impatto complessivo da 59 miliardi di euro con ricadute occupazionali per oltre 70.000 posti di lavoro. È questa la politica industriale di cui il Paese ha bisogno: meno ostacoli, più imprese, più produzione, più lavoro”, ha affermato Orsini.
Secondo il presidente di Confindustria, “il Sud può diventare la piattaforma industriale dell’Italia nel Mediterraneo, ma questo richiede continuità, infrastrutture, capitale privato e una forte alleanza tra istituzioni, sistema bancario e imprese”, ha aggiunto.
Orsini ha definito la Zes una misura “win-win” per il Paese, ricordando che gli investimenti generano anche un ritorno per lo Stato attraverso il gettito fiscale e l’aumento dell’occupazione. Ha inoltre chiesto di proseguire con le misure di defiscalizzazione e di estendere al Nord le semplificazioni amministrative, considerate necessarie per ridurre il costo della burocrazia e liberare nuovi investimenti.
Il presidente di Confindustria ha tuttavia indicato anche i punti sui quali intervenire. Le esportazioni del Mezzogiorno, ferme intorno ai 60 miliardi di euro, sono ancora considerate insufficienti, così come resta necessario creare maggiori opportunità per i giovani e rafforzare la presenza delle imprese meridionali nelle catene globali del valore.
