Täglich l’intelligenza artificiale sposta più avanti i propri confini, entra nelle abitudini quotidiane e accende nuove sfide economiche, scientifiche e diplomatiche. Gli US accusano sei società cinesi di aver sfruttato sistematicamente i modelli americani per accelerare lo sviluppo dei propri prodotti, alimentando le tensioni con Pechino. Meta lancia Muse, un assistente capace di svolgere attività per conto degli utenti, mentre OpenAI rafforza l’alleanza con Samsung sui chip e rivendica una soluzione a uno dei grandi enigmi della matematica.
Si compete per il primato tecnologico, per conquistare nuovi mercati e per trasformare l’IA in uno strumento di scoperta scientifica. Ma a ogni avanzamento si accompagnano interrogativi sempre più concreti sulla sicurezza dei dati, sull’affidabilità degli assistenti e sulla solidità dei risultati annunciati.
Gli Stati Uniti accusano le aziende cinesi di copiare l’IA americana
Washington alza il livello dello scontro tecnologico con Pechino. In einem avviso congiunto pubblicato l’8 settembre, Fbi, Nsa e Cisa accusano DeepSeek, Moonshot AI, Alibaba, MiniMax, StepFun e Z.AI di aver condotto campagne su scala industriale per estrarre capacità proprietarie dai principali modelli statunitensi.
Al centro delle accuse c’è la “distillation”, o distillazione una tecnica che permette di addestrare un modello utilizzando le risposte prodotte da un altro sistema, generalmente più avanzato e costoso. Si tratta di una pratica legittima nella ricerca sull’intelligenza artificiale. Secondo le autorità americane, però, le società coinvolte l’avrebbero impiegata in modo mirato e sistematico, aggirando restrizioni di accesso e condizioni d’uso. Le agenzie sostengono che, almeno dalla fine del 2024, siano stati estratti miliardi di token attraverso milioni di richieste rivolte a varianti di Claude, GPT, Gemini e Grok. L’obiettivo sarebbe stato acquisire competenze nel ragionamento, nella programmazione e in altri ambiti specialistici, riducendo gli investimenti e i tempi necessari per sviluppare modelli concorrenti. Per nascondere queste operazioni sarebbero stati utilizzati fornitori cloud, intermediari e reti di proxy chiamate “transfer stations”. Le attività sarebbero avvenute probabilmente con la conoscenza del governo cinese, una circostanza che Washington presenta come valutazione delle proprie agenzie.
La vicenda ha ovviamente anche una dimensione militare e di cybersecurity. Gli Stati Uniti sostengono che le capacità così ottenute possano rafforzare strumenti di difesa e attacco informatico utilizzabili contro il Paese e i suoi alleati. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha prospettato sanzioni e inserimenti nella Entity List per le aziende coinvolte in operazioni che configurino un furto di proprietà intellettuale.
Pechino respinge le accuse. La portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning ha attribuito i progressi cinesi all’autonomia scientifica e tecnologica del Paese, invitando Washington a evitare accuse infondate e a rafforzare la cooperazione. Lo scontro arriva in un passaggio diplomatico delicato, prima del previsto incontro di fine settembre tra Donald Trump e Xi Jinping e del confronto bilaterale sui rischi dell’IA.
Meta lancia Muse, l’assistente che agisce per gli utenti. Resta il nodo sicurezza
Se a livello diplomatico la competizione internazionale si irrigidisce, Meta prova a portare gli intelligente Agenten nella vita quotidiana. La società di Mark Zuckerberg ha presentato Muse, un assistente personale progettato per svolgere attività per conto dell’utente, dall’organizzazione di un viaggio all’invio di email, fino agli acquisti e alla gestione di obiettivi di lungo periodo.
Il Service ha debuttato negli Stati Uniti attraverso un’app dedicata e WhatsApp, con accesso anche via web. La versione di base è gratuita, mentre gli abbonamenti per un utilizzo più intenso costano 20 e 100 dollari al mese. L’arrivo sugli occhiali intelligenti di Meta è previsto successivamente. Alimentato dal modello Muse Spark, l’agente opera su una macchina virtuale personale nel cloud e può continuare a lavorare anche dopo la chiusura dell’app. Gli utenti scelgono quali servizi collegare e quali autorizzazioni concedere, permettendogli di interagire con posta elettronica, calendario, strumenti per gli acquisti e dispositivi domestici.
Dieintegrazione con l’ecosistema Meta dovrebbe consentire all’assistente di utilizzare preferenze e informazioni condivise per proporre attività pertinenti. Una ricetta salvata su Instagram, per esempio, può diventare una lista della spesa. Per i pagamenti è prevista l’integrazione con Link di Stripe, che genera carte monouso mantenendo nascosti i dati della carta reale. L’assistente è al centro della strategia di Mark Zuckerberg per generare ricavi dall’IA oltre la pubblicità, mentre gli enormi investimenti infrastrutturali alimentano le pressioni degli investitori sui ritorni economici.
La scommessa deve però fare i conti con sicurezza e affidabilità. Zweite Reuters, Meta aveva rinviato il debutto previsto ad aprile per rafforzare le protezioni. Nei test interni, accanto a risultati positivi nell’organizzazione dei viaggi, erano emerse disconnessioni, attività interrotte e problemi nella gestione delle informazioni personali. In un caso, Muse avrebbe aggirato le protezioni esponendo fotografie private conservate su iCloud.
Per sorvegliare il sistema, Meta ha introdotto Sentinel, un secondo agente che controlla le azioni di Muse e richiede, quando necessario, l’autorizzazione dell’utente. L’azienda assicura che operazioni sensibili, come inviare email o effettuare acquisti, richiedono il consenso e che le attività sono consultabili in un registro. Gli utenti possono revocare gli accessi e impedire l’utilizzo delle interazioni per l’addestramento, mentre conversazioni e dati della macchina virtuale, secondo Meta, non vengono condivisi con i sistemi pubblicitari. Entro la fine dell’anno è prevista anche una versione con l’intero ambiente cifrato e una chiave detenuta esclusivamente dall’utente. L’Wirksamkeit di queste protezioni dovrà misurarsi con l’uso quotidiano. Il responsabile dei prodotti IA Vishal Shah ha riconosciuto che gli errori non possono essere esclusi del tutto, pur sostenendo che il lavoro aggiuntivo abbia reso il prodotto pronto per il lancio.
OpenAI rafforza l’alleanza con Samsung sui nuovi chip
A sostenere lo sviluppo di assistenti e modelli sempre più complessi serve intanto una crescente capacità di calcolo. Su questo fronte OpenAI ha ampliato la collaborazione con Samsung Electronics per i semiconduttori di nuova generazione. Harrison Kim, direttore generale di OpenAI Korea, ha indicato la ricerca e la produzione congiunte di nuovi chip tra le aree in cui il rapporto con il gruppo sudcoreano ha registrato i maggiori progressi, senza fornire dettagli tecnici. Samsung non ha confermato informazioni relative ai clienti. L’iniziativa si affianca al percorso avviato con Jalapeno, il primo chip personalizzato di OpenAI, presentato a giugno e progettato insieme a Broadcom. Quel processore è destinato all’inferenza, ossia all’elaborazione con cui i modelli rispondono alle richieste degli utenti, e sarà prodotto da Tsmc.
Samsung e SK Hynix avevano inoltre sottoscritto lettere d’intenti per fornire memorie al progetto di data center Stargate. OpenAI prevede che la domanda di questi componenti continui a crescere con la diffusione di sistemi capaci di elaborazioni più rapide e complesse. La collaborazione riguarda anche l’impiego dell’IA nelle imprese. Secondo OpenAI, Samsung ospita una delle maggiori adozioni aziendali di ChatGPT al mondo. A fine agosto, gli utenti di ChatGPT Enterprise nelle aziende e nelle istituzioni sudcoreane risultavano circa 28 volte quelli di un anno prima, anche se il gruppo non ha comunicato i numeri assoluti.
OpenAI sfida la matematica e rivendica la soluzione di un Problema del Millennio
Dalla potenza di calcolo alle sue applicazioni scientifiche con i suoi grandi enigmi, OpenAI rilancia con un annuncio dass se confermato, segnerebbe una svolta nella matematica. L’azienda sostiene che un proprio modello interno, non ancora disponibile al pubblico, abbia risolto il problema di esistenza e regolarità delle equazioni di Navier-Stokes, uno dei sette Problemi del Millennio.
Sono sette grandi quesiti selezionati nel 2000 dal Clay Mathematics Institute, che ha messo in palio un milione di dollari per ciascuna soluzione. Finora soltanto la congettura di Poincaré è stata riconosciuta come risolta, grazie al matematico russo Grigori Perelman, che rifiutò il premio. Le equazioni di Navier-Stokes descrivono il movimento di liquidi e gas e vengono utilizzate nella progettazione degli aerei, nelle previsioni meteorologiche e nello studio della circolazione sanguigna. Il problema è capire se un fluido tridimensionale, partendo da un movimento regolare, possa sviluppare in un tempo finito una “singolarità”, una condizione in cui la velocità cresce senza limite e la descrizione matematica perde regolarità.
Secondo OpenAI, il modello avrebbe dimostrato che questo può accadere anche in presenza della viscosità, che tende a smorzare il movimento. La soluzione descritta dall’azienda presenta un vortice che si restringe e si allunga, concentrando velocità sempre maggiori in una regione sempre più piccola, mentre l’energia complessiva resta finita. Il risultato attende però la conferma della comunità scientifica. Per arrivarci, OpenAI avrebbe mobilitato circa 10.000 agenti di intelligenza artificiale contemporaneamente, capaci di esplorare approcci diversi e scambiarsi risultati intermedi. La soluzione sarebbe emersa dopo 88 ore dall’avvio del progetto. Altre 17 ore sarebbero servite per formalizzare e verificare la dimostrazione in Lean, un sistema informatico che permette di controllare i passaggi logici delle prove matematiche. L’azienda ha pubblicato il lavoro e la formalizzazione, precisando che non intende reclamare il milione di dollari.
L’annuncio ha aperto anche una disputa sulla priorità della ricerca con Tristan Buckmaster, matematico della New York University, e Levent Alpöge, ricercatore di Anthropic, autori di un lavoro collegato sulle equazioni di Eulero. Buckmaster contesta la ricostruzione dell’approccio seguito da OpenAI. Il gruppo nega di aver utilizzato i loro prompt o le loro dimostrazioni e riconosce la precedenza dei due ricercatori sul problema di Eulero con una forza esterna, distinguendolo dal risultato che rivendica.
La parola passa ora all’esame scientifico della dimostrazione. Se validata, la scoperta offrirebbe una delle prove più significative della capacità dell’IA di contribuire alla soluzione di problemi rimasti aperti per generazioni.
