Meta punta a trasformare uno dei suoi maggiori centri di costo in una nuova fonte di ricavi. Secondo indiscrezioni riportate da Bloomberg и возобновился Reuters, il gruppo guidato da Mark Zuckerberg starebbe lavorando alla creazione di una divisione cloud destinata a commercializzare capacità di calcolo per l’intelligenza artificiale e modelli proprietari a clienti esterni.
L’iniziativa rappresenterebbe una svolta strategica per il colosso di Menlo Park, che finora ha utilizzato la propria infrastruttura quasi esclusivamente per alimentare Facebook, Instagram, WhatsApp e le attività interne di sviluppo dell’AI. Con il nuovo progetto, Meta entrerebbe invece in diretta concorrenza con i grandi operatori del cloud globale, a partire da Amazon Web Services, Microsoft Azure e Google Cloud. La notizia ha entusiasmato gli investitori: sul Nasdaq Meta ha chiuso la seduta guadagnando quasi il 9%.
Monetizzare i maxi-investimenti nell’intelligenza artificiale
Alla base del progetto c’è la necessità di generare ritorni economici sugli enormi investimenti effettuati nell’ultimo biennio per costruire data center e infrastrutture dedicate all’intelligenza artificiale.
Meta prevede infatti di investire fino a 145 miliardi di dollari nell’infrastruttura AI, una cifra che la colloca tra i maggiori investitori mondiali del settore. Complessivamente, i grandi gruppi tecnologici statunitensi sono attesi spendere oltre 700 miliardi di dollari in infrastrutture AI. L’obiettivo sarebbe quello di mettere a reddito la capacità computazionale in eccesso, affittando potenza di elaborazione a sviluppatori, startup e aziende che necessitano di risorse per addestrare o utilizzare modelli di intelligenza artificiale.
Modelli AI e infrastrutture a disposizione delle imprese
Secondo le ricostruzioni circolate negli ambienti finanziari, Meta non si limiterebbe a vendere capacità di calcolo grezza. Il piano comprenderebbe anche l’accesso ai modelli sviluppati internamente dalla divisione AI del gruppo.
L’offerta potrebbe assumere una struttura simile a quella già adottata da Amazon con Bedrock, piattaforma che consente alle imprese di utilizzare modelli linguistici avanzati attraverso il cloud. Tra gli asset che potrebbero essere commercializzati figurano anche i modelli di nuova generazione sviluppati nell’ambito delle attività di Meta Superintelligence Labs. In questo modo il gruppo amplierebbe il proprio business oltre la pubblicità digitale, che continua a rappresentare la principale fonte di fatturato.
Una partita che può ridisegnare il mercato
L’eventuale ingresso di Meta nel cloud AI potrebbe modificare gli equilibri di uno dei mercati più strategici dell’economia digitale. Finora il gruppo è stato soprattutto un consumatore di enormi quantità di capacità computazionale. Con il nuovo progetto diventerebbe invece un fornitore di infrastrutture, entrando in un segmento dominato da pochi giganti e caratterizzato da margini elevati.
La mossa conferma inoltre come la competizione nell’intelligenza artificiale si stia spostando sempre più dall’ambito dei modelli software a quello delle infrastrutture. Data center, chip, energia elettrica e capacità di calcolo stanno diventando asset strategici tanto quanto gli algoritmi. In questo contesto, Meta punta a trasformare la propria corsa all’AI da gigantesco centro di spesa a nuova piattaforma di crescita.
