Die US hanno lanciato nella notte una nuova ondata di raid contro l’Iran, colpendo decine di obiettivi militari dei Guardiani della Rivoluzione (Pasdaran). L’operazione, confermata dal Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom), arriva in risposta al tentato attacco missilistico sferrato da Teheran contro le forze americane schierate in Medio Oriente.
“L’attacco è una potente risposta ai tentati attacchi iraniani contro le basi americane in Medio Oriente”, ha dichiarato il Centcom in una nota diffusa su X, sottolineando che l’obiettivo è ridurre la capacità offensiva dell’Iran e proteggere le forze statunitensi, il traffico marittimo commerciale e gli alleati della regione.
Usa-Iran, Trump: “La finiremo molto presto”
Der amerikanische Präsident Donald Trump ha rivendicato il successo dell’operazione e ha ribadito la harte Linie nei confronti di Teheran. “Finiremo l’Iran molto presto”, ha dichiarato durante un tele-rally, aggiungendo che Washington colpirà l’Iran “molto duramente”.
Il presidente ha sostenuto che il tentativo iraniano di colpire le basi americane è stato completamente neutralizzato grazie ai sistemi di difesa statunitensi. “Abbiamo abbattuto cinque razzi che viaggiavano a 8.500 chilometri orari. Ci hanno provato, ora tocca a noi”, ha affermato il presidente Usa.
Centcom: “Colpiti decine di obiettivi militari”
Secondo il Comando Centrale americano, i bombardamenti hanno interessato Dutzende militärische Ziele zugehörig Pasdaran. Tra i bersagli figurano centri di comando e controllo, depositi e siti di lancio di missili, basi per droni, sistemi di sorveglianza, postazioni di difesa costiera e infrastrutture marittime. Washington ha spiegato che i raid puntano a ridurre ulteriormente la minaccia rappresentata dall’Iran e dalle milizie a esso affiliate nei confronti delle forze americane e della navigazione commerciale nel Golfo.
Il Pentagono ricorda inoltre che oltre 50 mila militari statunitensi restano dispiegati Im mittleren Osten mantenendo il massimo livello di allerta e prontezza operativa.
I media statali iraniani riferiscono che i raid americani hanno colpito anche l’isola di Qeshm, nello strategico Stretto di Hormuz, e la città di Abadan, importante centro energetico nel sud del Paese. Le autorità iraniane, al momento, non hanno diffuso un bilancio ufficiale sulle eventuali vittime o sui danni provocati dagli attacchi.
Wall Street Journal: pronto un piano di raid per 10-14 giorni
L’offensiva potrebbe però essere soltanto all’inizio. Secondo il Wall Street Journal, nei giorni scorsi l’ammiraglio Brad Cooper, comandante del Centcom, ha presentato al presidente Trump un Klavier wonach 10-14 giorni di intensi raid aerei con l’obiettivo di ridurre in modo significativo le capacità missilistiche dell’Iran.
Il quotidiano americano riferisce che il presidente starebbe valutando due opzioni: proseguire con attacchi mirati oppure autorizzare una campagna militare più ampia, come proposto dai vertici del Comando Centrale, elaborata dopo l’attacco iraniano contro obiettivi americani nella regione.
L’Onu chiede il ritorno alla diplomazia
Di fronte all’ennesima escalation, il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha espresso forte preoccupazione per il Gefahr einer Ausweitung des Konflikts. Il numero uno dell’Onu ha invitato tutte le parti a cessare le ostilità e a riprendere il dialogo, rilanciando gli sforzi di mediazione promossi da Pakistan, Qatar e altri attori regionali.
Nel frattempo resta alta la tensione anche sul fronte marittimo. Gli Stati Uniti confermano di proseguire le operazioni di controllo nell’area dello Straße von Hormuz, snodo cruciale per il commercio mondiale di petrolio, mentre l’Saudi-Arabien lavora alla creazione di una Internationale Koalition um die sicurezza nel Mar Rosso contro le minacce degli Houthi.
