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Cassa Centrale входит в Banca Cambiano с долей в 15%, но «это не тосканская игра на риск», объясняет Маннари, генеральный директор Castagneto Banca.

Intervista a FABRIZIO MANNARI, Direttore generale di Castagneto Banca 1910, una Bcc di Cassa Centrale in Toscana che ha vinto la gara su Iccrea e si appresta a rilevare il 15% della Banca Cambiano 1884 con scenari inediti per la regione. Ecco cosa succederà e che cosa sta facendo la Bcc di Castagneto Carducci, che ha appena chiuso un bilancio da record e sviluppato nuove iniziative sociali con la sua Fondazione. Su Firenze si prospetta un’alleanza competitiva tra le due banche locali

Cassa Centrale входит в Banca Cambiano с долей в 15%, но «это не тосканская игра на риск», объясняет Маннари, генеральный директор Castagneto Banca.

L’Opas lanciata da Intesa Sanpaolo sul Monte dei Paschi, la più antica banca italiana, sta agitando non solo Siena, storica sede di Mps, ma l’intera Toscana. Ma in questa regione è in corso un’altra operazione bancaria, di minori dimensioni ma tutt’altro che secondaria, che investe la Banca Cambiano 1884, la più antica Bcc italiana in funzione prima della sua uscita dal mondo del credito cooperativo per trasformarsi in spa attraverso la legge Renzi. La Cassa Centrale ha superato l’altra holding nazionale delle Bcc, l’Iccrea, e si è aggiudicata l’esclusiva per rilevare il 15% di Banca Cambiano e diventarne il primo azionista di minoranza. In Toscana opera già un’altra Bcc di Cassa Centrale, la Castagneto Banca 1910 – banca locale leader della costa toscana con 24 filiali oltre alla sede centrale di Castagneto Carducci – che in passato ha a lungo collaborato proprio con la Cambiano. Ecco perché si annunciano scenari bancari inediti di cui, in questa intervista a FIRSTonline, parla per la prima volta il Direttore generale di Castagneto Banca 1910, Fabrizio Mannari.

Direttore Mannari, nelle scorse settimane il Gruppo Cassa Centrale di cui la sua Castagneto Banca è parte e unica rappresentante in Toscana, ha vinto la gara competitiva per aggiudicarsi il 15% di Banca Cambiano, banca indipendente di Firenze e della Toscana, superando l’offerta concorrente del Gruppo Iccrea: è cominciato un risiko territoriale in Toscana che va al di là delle vicende del Monte dei Paschi e che vede Cassa Centrale come protagonista?

“Assolutamente no, Cassa Centrale ha colto l’opportunità di investire in una Banca di territorio, ben insediata in Toscana in aree non concorrenti con il nostro Istituto. Ha così potuto consolidare la propria presenza in una regione importante dove, pur essendo presente la Castagneto Banca 1910, rimanevano molte piazze scoperte. Le regole che tutt’ora regolano l’espansione delle Banche di Credito Cooperativo disciplinano una espansione per comune limitrofo, sarebbe stato quindi impensabile coprire l’intera regione con lo sviluppo della nostra Banca”.

Quale è il significato dell’offerta che come Cassa Centrale avete fatto a Banca Cambiano per il 15%? Per voi è un punto di arrivo o di partenza? Quando si concluderà l’acquisizione della partecipazione e che cosa vi proponete di fare in futuro in Banca Cambiano?

“Queste sono scelte della capogruppo, a mio avviso l’investimento al momento è sufficiente per dotare la Banca di Cambiano di mezzi patrimoniali che le consentano di proseguire nello sviluppo. Se in futuro dovessero servire altri investimenti la nostra capogruppo sarà in grado di supportare future esigenze. Credo, e lo dico per esperienza personale, che la vicinanza di Cassa Centrale possa dare alla Cambiano un autorevole supporto in tema di organizzazione aziendale e indirizzo strategico con una visione meno autoreferenziale, sfruttando le best practice adottate dalle banche del gruppo e introducendo una visione più evoluta ed in linea con le attuali regole di vigilanza che vedono nella qualità dell’attivo, nella percentuale di Npl lordi e relativi coverage e nella patrimonializzazione aziendale i punti di forza di una banca sana ed efficiente. La Banca di Cambiano è una banca ben inserita nel territorio di competenza e credo che nel prossimo futuro potrà dare alla nostra capogruppo e agli azionisti della banca grandi soddisfazioni”.

Considerando che pensate da tempo di aprire una filiale anche a Firenze, con Banca Cambiano ci sarà concorrenza e competizione sul mercato o un’alleanza con sinergie operative?

“Mi auguro un’alleanza che permetta ad entrambi di competere con logiche di frazionamento del rischio su operazioni anche di medio grande dimensione. Naturalmente a livello operativo sarebbe illusorio pensare che non ci siano dei dissapori dovuti alla concorrenza tra i due istituti, ma ad alto livello credo che ci sarà una proficua collaborazione. Di fatto prima della riforma del 2016 abbiamo lavorato insieme 40 anni con la Cambiano sempre nel reciproco rispetto, inoltre la conoscenza personale di buona parte del management aiuterà sicuramente nelle relazioni tra le due Banche”.

Come ha chiuso il bilancio 2025 la Castagneto Banca e come sta andando l’esercizio 2026?

“I soci di Castagneto Banca hanno quest’anno approvato un bilancio con numeri da record. L’utile di esercizio è arrivato a quota 18,3 milioni, il risultato migliore della storia per il terzo anno di fila, dopo i 14,6 milioni del 2023 e i 16,1 del 2024. Da record anche il CET 1 ratio, arrivato al 23,3%, in costante crescita negli ultimi anni e ben al di sopra della media del sistema bancario. Il dato assume ancor più rilevanza se si tiene conto anche del CET 1 ratio del Gruppo Cassa Centrale, che a fine 2025 si attesta al 29,1%: ricordo infatti che nei Gruppi Bancari Cooperativi vige un sistema di garanzie incrociate grazie alle quali ogni banca può legittimamente beneficiare dell’intero patrimonio del gruppo. Ottimi anche i dati relativi alla qualità del credito, con l’NPL ratio lordo che si attesta al 3,4% e la copertura dei crediti non performing che arriva al 78,1%, con le sofferenze svalutate al 100%. La banca si conferma quindi a “sofferenze zero” come già avvenuto a fine 2024. All’interno del bilancio 2025 spiccano anche numeri che testimoniano il legame profondo fra Castagneto Banca e il territorio di competenza: 540 nuovi soci, la crescita imponente del numero di clienti, i 210 dipendenti impiegati nella sede centrale e nelle 24 filiali che coprono la costa toscana, da Grosseto a Lucca. Infine i volumi: gli impieghi sono cresciuti di 78 milioni, la raccolta diretta di oltre 161 milioni, quella indiretta di 140 milioni”.

Al di là dei risultati economici, Castagneto Banca si è sempre distinta per il suo forte legame con il territorio e per la sua sensibilità sociale di cui è la vostra nuova Fondazione è parte integrante: quali sono gli obiettivi e i programmi su questo terreno?

“La Fondazione Castagneto Banca è nata a gennaio 2025 con lo scopo di rafforzare il senso di appartenenza e di vicinanza al nostro territorio e per trasferire concretamente ad esso una parte del valore generato dal nostro operato, mediante il supporto a iniziative culturali, sociali e nel campo della sanità, le prime delle quali sono già state realizzate nel primo anno di attività, fra le quali voglio ricordare i contributi a favore di alcune associazioni della provincia di Livorno che si occupano di autismo, oppure la donazione di macchinari all’ospedale di Livorno per la telemedicina e a Cecina per il reparto di cardiologia e ginecologia. I bandi di prossima uscita in quest’anno interesseranno ancora il mondo dell’autismo nelle province di Grosseto, Pisa e Lucca mentre per la provincia di Livorno aiuteremo le associazioni che assistono i malati di Alzheimer. A tutto ciò si unisce il lavoro in ambito culturale con mostre e convegni. Tutto coerentemente alla principale missione della nostra banca, raccogliere risorse, investirle al meglio nelle imprese del territorio, generare profitti da ritornare al territorio stesso anche attraverso la Fondazione Castagneto Banca 1910 a favore dei soggetti che necessitano di aiuto”.

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