Gli Stati Uniti stanno “aspettando il via libera definitivo” da parte dell’Iran sulla questione nucleare per poi finalizzare l’accordo per la fine della guerra. Lo ha dichiarato ieri il Segretario di Stato americano Марко Рубио nel corso di un’audizione alla Camera. “Sarebbe impossibile firmare un accordo che non riguardi l’uranio altamente arricchito”, ha precisato Rubio aggiungendo che qualche mese fa, l’Iran “si era rifiutato di discutere” del programma nucleare, ma ora la questione è stata “chiaramente affrontata” nelle bozze dei documenti. Rubio ha aggiunto che “non abbiamo ancora ricevuto l’approvazione definitiva da parte loro, almeno fino a stamattina”.
Trump a sorpresa: “Prima o poi incontrerò Mojtaba Khamenei”
Intanto in una intervista il presidente Donald Trump ha confermato la lite telefonica con il premier israeliano Benjamin Netanyahu per l’offensiva in Libano, ma ha poi chiarito che “i rapporti con Netanyahu sono ottimi, è una brava persona. Sulla questione libanese siamo allineati”. Il tycoon ha poi fatto intendere che nel dialogo con l’Iran ci potrebbe essere una novità inaspettata: un incontro personale con la Guida Suprema di Teheran, Mojtaba Khamenei: “Mi piacerebbe incontrarlo. Mi piacerebbe incontrare tutti. Mi piacerebbe incontrare lui, e probabilmente ci incontreremo prima o poi, a seconda di come si evolveranno le cose”. Così Trump in un’intervista esclusiva al New York Post. “Non se la sta passando alla grande, gli mancano parecchi pezzi diversi”, ha aggiunto Trump a proposito delle voci secondo le quali Khamenei sarebbe rimasto mutilato in un attacco aereo.
Netanyahu: “Israele e Usa pronti ad una nuova offensiva militare”
Da parte sua, l’altro protagonista del conflitto in Medio Oriente e cioè Netanyahu, ha fatto ancora una volta intendere che Israele preferirebbe attaccare nuovamente l’Iran piuttosto che trovare un accordo: in caso di necessità “Stati Uniti ed Israele sono pronti a riprendere su larga scala” l’azione militare contro l’Iran”, ha dichiarato il primo ministro israeliano in un’intervista rilasciata alla Cnbc dopo la telefonata non proprio dai toni distesi avuta con il presidente degli Stati Uniti. Nel corso dell’intervista Netanyahu ha messo in dubbio la reale stabilità della tregua tra gli Usa e la Repubblica islamica, parlando di una “partita tattica” in corso tra le parti. Ha quindi ricordato le parole del presidente americano, Donald Trump, secondo cui “se necessario, ci sarà un ritorno su larga scala all’azione militare”, sottolineando che si tratta di una decisione di Washington. “Israele è pronto e anche le forze statunitensi sono pronte”, ha precisato.