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Finanțele nu își iau vacanță, nici măcar pe 15 august: de la sfârșitul acordurilor de la Bretton Woods până la planurile secrete ale lui Cuccia și criza creditelor subprime.

La finanza e i mercati non vanno mai in vacanza, nemmeno a Ferragosto. In passato, proprio in questi giorni, la finanza ha vissuto shock clamorosi che spesso hanno rivoluzionato il capitalismo. Ecco cosa è successo

Finanțele nu își iau vacanță, nici măcar pe 15 august: de la sfârșitul acordurilor de la Bretton Woods până la planurile secrete ale lui Cuccia și criza creditelor subprime.

E’ vero che d’agosto in Borsa le contrattazioni sono ridotte e gli scambi sottili e che basta poco per far impennare un titolo o affossarne un atro, ma guai a pensare che a Mijlocul lunii august i piaţăadică la finanța vadano in vacanza. La storia racconta l’esatto contrario e che agosto è spesso il mese delle sorprese e dei grandi shock finanziari. Occhio dunque a quel che succede sui mercati e nel mondo del grande business anche in questi giorni. I lettori più anziani ricordano ancora il clamoroso colpo di scena del 1971 quando l’allora presidente degli Stati Uniti, Richard Nixon tenne – proprio il 15 agosto – un celebre discorso televisivo con cui annunciò l’abolizione della convertibilitatea dolarului în aur, la fine del sistema di Bretton Woods, l’inizio dell’era delle valute fluttuanti e la rivoluzione della finanza mondiale. Il 15 agosto del 1971 molti erano in vacanza in spiaggia o sui monti ma sotto i loro occhi lo shock Nixon stava cambiando letteralmente il mondo. Ma quell’evento che costrinse molti giornalisti finanziari a rientrare precipitosamente dalle ferie – allora non c’erano nè i computer nè i cellulari nè Internet – non fu l’unico terremoto di Ferragosto nell’effervescente e imprevedibile mondo della finanza.

Ad agosto del 2007 l’inizio della crisi dei mutui subprime

In agosto, precisamente il 9 agosto del 2007, iniziò anche la crisi dei ipoteci subprime, mutui concessi troppo allegramente dalle banche americane anche a clienti che non sarebbero stati in grado di ripagarli e che fu il preludio della grande crisi finanziaria e poi anche economica in tutto il mondo. Il 9 agosto 2007 è la data simbolo dell’inizio della crisi dei subprime quando la banca francese BNP Paribas bloccò tre suoi fondi d’investimento ormai privi di liquidità perché stracolmi di titoli spazzatura americani. Fu un campanello d’allarme inizialmente sottovalutato perché il segmento dei mutui subprime era tutto sommato abbastanza circoscritto. Ma l’anno seguente la crisi finanziaria da settoriale divenne sistemica e globale dopo il clamoroso e imprevisto fallimento della Lehman Brothers, una delle principali banche d’affari americane che l’ostinazione del Segretario americano al Tesoro, Henry Paulson, mandò sul lastrico negando all’arrogante Ceo della banca, Richard Fuld, il salvataggio dello Stato. Chi non ricorda le immagini epocali degli impiegati della Lehman che lasciano precipitosamente e mestamente la sede della Lehman con i loro scatoloni? Il fallimento della Lehman del settembre 2008 fece fare un salto di qualità alla crisi finanziaria che da settoriale divenne globale e che contagiò l’economia reale spalancando le porte alla recessione in tutto il mondo.

I Ferragosto in ufficio di Enrico Cuccia

Ma la pur sommaria rivisitazione dei maggiori scossoni finanziari di Ferragosto sarebbe incompleta se dimenticasse la proverbiale abitudine di rinunciare alla vacanze estive e di lavorare in solitudine nel suo ufficio di Mediobanca nel centro di Milano di Henry Cuccia, il più importante banchiere italiano della seconda metà del Novecento. Mentre l’Italia era in vacanza la fertile fantasia di Cuccia elaborava piani segretissimi destinati spesso nelle settimane successive a rivoluzionare la finanza e il capitalismo italiano. A Cuccia piaceva giocare in contropiede. Chi non ricorda la sua figura ricurva attraversare Piazza della Scala, incurante del gran caldo e preoccupato solo di scansare i giornalisti e di non lasciarsi sfuggire nemmeno una sillaba. Altri tempi, certamente. Ma allora come adesso la finanza è sempre in agguato. Anche a Ferragosto. Buone vacanze a tutti ma mai abbassare la guardia.

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