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Piețe bursiere, 27 iulie: Dezescaladarea tensiunilor dintre SUA și Iran duce la scăderea prețurilor petrolului și oferă piețelor bursiere un respiro în ciuda turbulențelor cauzate de inteligența artificială

Scenariul internațional are un impact puternic asupra piețelor bursiere și de materii prime. La Bursa de Valori din Milano, prețurile petrolului sunt în scădere bruscă, în timp ce Amplifon și Ferrari sunt în creștere accentuată. Prețurile petrolului sunt sub 90 de dolari pe baril.

Piețe bursiere, 27 iulie: Dezescaladarea tensiunilor dintre SUA și Iran duce la scăderea prețurilor petrolului și oferă piețelor bursiere un respiro în ciuda turbulențelor cauzate de inteligența artificială

L’ultima settimana di un luglio rocambolesco inizia bene per i mercati finanziari, che intanto portano a casa la de-escalation tra Usa e Iran, che fa inevitabilmente scendere il prezzo del petrolio e dà respiro alle Borse. In compenso, sullo sfondo, c’è sempre il grande punto interrogativo dell’Intelligenza artificiale, in piena stagione di trimestrali per le Bigt Tech statunitensi. La settimana scorsa i conti di Alphabet e soprattutto quelli di Tesla non avevano convinto gli investitori: questa settimana si rilancia con Microsoft e Meta che pubblicheranno i bilancio nella notte tra mercoledì e giovedì in Italia, mentre il giorno successivo toccherà a Apple e Amazon.

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Sul Nasdaq tonfo di Nvidia e Sandisk

Prima però arriveranno altre informazioni importanti per le Borse: questa settimana infatti si riunisce la Federal Reserve che entro mercoledì potrebbe dare qualche indicazione, e inoltre a metà settimana sono attesi dati macro rilevanti dagli Usa come il Pil e l’inflazione. Di spunti per preoccuparsi o entusiasmarsi insomma ce ne saranno, ma nel frattempo si parte col piede giusto: Milano +0,5%, Parigi +0,4%, Francoforte +1,3%, Londra +0,4%, Dow Jones +0,4%. In controtendenza solo Amsterdam -0,8%, affossata dal tonfo di Besi e Asml Holdings, entrambi titoli di semiconduttori, ed è debole per ora il Nasdaq -0,3% a causa del crollo di Nvidia -5% e Sandisk -12%, penalizzate – come tutti i titoli dei chip – dal super debutto in Borsa del produttore cinese di chip CXMT.

Bitcoin a 65.000 dollari, spread Btp Bund a 83 punti base

Sul Nasdaq perde il 3% anche SpaceX, mentre galleggiano tendenzialmente in territorio positivo le big tech tradizionali. Il Bitcoin guadagna l’1% e ritrova per ora i 65.000 dollari. Il dollaro Usa a sua volta si rinforza rispetto all’euro, portando il cambio decisamente sotto l’1,14. Sul fronte dei titoli di Stato non è una seduta particolarmente significativa: lo spread Btp Bund si conferma sugli 83 punti base, con il rendimento del Btp decennale di riferimento sempre vicinissimo alla soglia del 4%.

I migliori e i peggiori di Piazza Affari

A Piazza Affari anche Stm soffre inevitabilmente le difficoltà dei semiconduttori in tutto il mondo occidentale, ma non è il titolo peggiore: perde l’1,9% alla fine, con Prysmian -3,8% e alcuni titoli legati a petrolio che fanno peggio. Eni -2,4%, Tenaris -2,9%, Saipem -1,1%. A tenere in alto il Ftse Mib, facendogli riconquistare i 52.000 punti, sono invece Ferrari +4,3%, Lottomatica +3,16%, Buzzi +2,8%, Amplifon +2,6%. Bene anche il lusso con Cucinelli +2,4% in attesa dei conti Lvmh che escono a Borse chiuse. Intanto a Parigi il titolo Lvmh chiude col +1,1%. Tra le banche, a Milano, la migliore è Unicredit col +1,6%.

Materie prime: petrolio sotto i 90 dollari al barile

Infine il petrolio. I segnali di un allentamento delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente hanno ridotto i timori di interruzioni dell’offerta: gli Stati Uniti hanno sospeso gli attacchi contro l’Iran, mentre Teheran ha dichiarato di aver interrotto le proprie operazioni militari di ritorsione e di aver avviato colloqui con l’Oman riguardo allo Stretto di Hormuz. Da segnalare pure la ripresa delle operazioni di carico di greggio presso il terminal del Consorțiul Caspian Pipeline, sulla costa russa del Mar Nero, un importante hub per l’export del petrolio kazako che era stato recentemente colpito da attacchi con droni ucraini.

Oggi il Brent scambia appena sotto i 90 dollari al barile, e il Wti Crude Oil a 83 dollari al barile. Anche il gas naturale europeo si sgonfia, scendendo decisamente sotto i 60 euro per megawattora, intorno ai 58 euro. Di conseguenza, seguendo un copione piuttosto consolidato, riprendono vigore oro e argento: oggi il primo vale quasi 4.100 dollari l’oncia, mentre il secondo riavvicina i 59 dollari l’oncia. Platino +2%, palladio +4%.

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