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Reunião do Fed hoje: notícias improváveis ​​sobre as taxas de juros, mas todas as atenções estão voltadas para Warsh e as orientações para setembro.

Per gli investitori, la riunione di stasera dovrebbe rappresentare soprattutto un passaggio di preparazione alla decisione di settembre. Molto dipenderà dall’inflazione, che continua ad essere ben superiore all’obiettivo del 2% fissato dalla banca centrale

Reunião do Fed hoje: notícias improváveis ​​sobre as taxas de juros, mas todas as atenções estão voltadas para Warsh e as orientações para setembro.

La Federal Reserve si prepara ad annunciare la decisione di politica monetaria al termine della riunione del Federal Open Market Committee (FOMC), in uno degli appuntamenti più attesi dai mercati finanziari. Più che il livello dei tassi, a catturare l’attenzione degli investitori saranno il comunicato finale e soprattutto le parole del presidente Kevin Warsh, chiamato a chiarire la direzione della banca centrale americana in una fase ancora caratterizzata da forti incertezze sull’inflazione.

Secondo il consenso prevalente tra analisti e operatori, la Fed dovrebbe lasciare invariato il corridoio dei Fed Funds tra il 3,50% e il 3,75%, mantenendo quindi un atteggiamento prudente dopo la riunione di giugno. Le probabilità implicite nei futures assegnano infatti alla conferma dei tassi circa due terzi delle possibilità, mentre un rialzo di 25 punti base viene prezzato attorno al 30-35%, una percentuale comunque elevata per una riunione che fino a poche settimane fa sembrava destinata a concludersi senza sorprese.

Il mercato guarda già a settembre

Se luglio appare orientato verso una pausa, il vero interrogativo riguarda la riunione del 16 settembre. Le aspettative si sono progressivamente spostate nelle ultime settimane. Fino all’inizio dell’estate molti investitori ritenevano possibile un nuovo taglio del costo del denaro entro l’autunno. Oggi lo scenario è profondamente cambiato: i mercati attribuiscono una probabilità superiore al 50% a un rialzo dei tassi a settembre, mentre le ipotesi di un allentamento monetario si sono drasticamente ridotte.

La svolta è legata soprattutto al permanere di pressioni inflazionistiche superiori all’obiettivo del 2% fissato dalla banca centrale e ai timori che gli aumenti dei prezzi dell’energia possano trasmettersi al resto dell’economia.

Inflazione ancora il principale osservato speciale

L’inflazione resta infatti il parametro decisivo nelle valutazioni della Fed. Dopo il raffreddamento registrato negli ultimi dati, l’indice generale dei prezzi al consumo di giugno si è attestato intorno al 3,5% su base annua, mentre l’inflazione “core”, che esclude alimentari ed energia, continua a viaggiare su livelli analoghi, ben al di sopra del target della banca centrale.

A preoccupare è soprattutto il rischio che gli shock energetici, alimentati dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, possano riaccendere una spirale di aumenti dei prezzi proprio mentre il mercato del lavoro americano continua a mostrare una notevole solidità e la domanda interna resta resiliente.

Le parole di Warsh possono muovere Wall Street

Per questo motivo il protagonista della giornata potrebbe essere proprio Kevin Warsh. Il nuovo presidente della Fed, al suo secondo appuntamento alla guida del FOMC, ha scelto finora una linea di comunicazione molto più prudente rispetto ai suoi predecessori, evitando di anticipare le decisioni della banca centrale. Una strategia che ha aumentato notevolmente l’incertezza e la volatilità dei mercati, rendendo ogni sua dichiarazione potenzialmente decisiva.

Gli investitori cercheranno soprattutto di capire se Warsh consideri l’attuale fase inflazionistica ancora temporanea oppure sufficientemente persistente da giustificare un nuovo irrigidimento della politica monetaria nei prossimi mesi. Un linguaggio particolarmente severo sull’inflazione potrebbe rafforzare ulteriormente le aspettative di un rialzo a settembre, mentre eventuali aperture sulla natura transitoria dei rincari energetici verrebbero interpretate come un segnale più accomodante.

Mercati in attesa

L’incertezza si riflette già sui mercati finanziari. I rendimenti dei Treasury sono risaliti nelle ultime sedute, il dollaro si mantiene forte e Wall Street procede con cautela in attesa del verdetto della banca centrale. Anche oro, materie prime e mercati valutari restano particolarmente sensibili a qualsiasi indicazione sulla futura traiettoria dei tassi.

Per gli investitori, quindi, la riunione di oggi potrebbe rappresentare soprattutto un passaggio di preparazione alla decisione di settembre. Se il costo del denaro dovesse rimanere invariato, saranno infatti il tono del comunicato, le sfumature della conferenza stampa di Warsh e le eventuali indicazioni sull’evoluzione dell’inflazione a determinare le prossime mosse dei mercati e delle banche centrali di tutto il mondo.

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