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A Eni dobrou seu lucro no segundo trimestre e elevou suas estimativas. Espera-se uma recompra de ações de € 3,4 bilhões e um possível dividendo extra. As ações dispararam na bolsa de valores.

L’utile netto adjusted sale a 2,3 miliardi (+106%), sostenuto dalla crescita dell’upstream, del business gas e delle attività della transizione energetica. Eni migliora le stime per il 2026, aumenta il buyback del 20% e a ottobre potrebbe decidere un dividendo straordinario

A Eni dobrou seu lucro no segundo trimestre e elevou suas estimativas. Espera-se uma recompra de ações de € 3,4 bilhões e um possível dividendo extra. As ações dispararam na bolsa de valores.

Eni vola a Piazza Affari após a publicação de conti del secondo trimestre. Il título ganha mais de 5% e guida i rialzi del Ftse Mib, che si muove invece in lieve calo. Gli investitori premiano un lucro líquido mais que dobrou, o aumento na orientação per il 2026, l’aumento del buyback a 3,4 miliardi di euro e la prospettiva di un possibile dividendo straordinario. Pur in uno scenario energetico ancora complesso, il gruppo guidato da Claudio Descalzi beneficia del rialzo dei prezzi del óleo, dell’aumento della produzione e del contributo crescente dei business della transizione energetica, registrando una forte crescita della redditività. 

Eni, trimestrale: utile netto più che raddoppiato, cresce anche il cash flow

Nel periodo aprile-giugno l’utile netto adjusted raggiunge 2,3 miliardi di euro, in crescita del 106% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nei primi sei mesi dell’anno il risultato sale a 3,6 miliardi, con un incremento del 43%. L’utile proforma adjusted si attesta a 5,4 miliardi di euro, il doppio rispetto ai 2,7 miliardi del secondo trimestre dello scorso anno e in aumento del 52% rispetto al trimestre precedente. Nel semestre raggiunge 8,9 miliardi di euro, in crescita del 40%.

A trainare i risultati sono stati soprattutto il business Exploration & Production (E&P), il Portfólio Global de Gás e GNL (GGP) e le attività della transizione energetica. Il miglior mix geografico degli utili ha inoltre consentito di ridurre il tax rate adjusted dal 47% al 37%.

Sul fronte della generazione di cassa, il fluxo de caixa líquido da attività operativa raggiunge 5,7 miliardi di euro nel semestre, includendo 868 milioni di dividendi distribuiti dalle partecipate, mentre il cash flow operativo adjusted ante capitale circolante sale a 7,3 miliardi. Nel solo secondo trimestre il cash flow operativo adjusted prima del capitale circolante si attesta a 4,47 miliardi di euro, finanziando 1,84 miliardi di investimenti organici.

Ldívida financeira líquida è pari a 11,3 miliardi di euro, mentre il gearing proforma resta al 10%, il livello più basso nella storia del gruppo. L’incremento dell’indebitamento netto ante IFRS 16 è pari a circa 1,74 miliardi di euro.

L’ad Descalzi: “Risultati eccellenti”

“La determinazione nell’esecuzione della nostra strategia ci ha consentito di conseguire resultados excelente nel secondo trimestre del 2026, sostenuti dal nostro portafoglio di attività diversificate che ci offre un’ampia serie di opzioni strategiche e una prospettiva di crescita profittevole nei diversi business del nostro mix energetico”, ha commentato l’ad Descalzi.

Secondo il manager, la crescita deriva dall’efficacia della gestione industriale e finanziaria e ha superato quella dello scenario delle commodity. Descalzi ha inoltre evidenziato la nuova fase di sviluppo dell’Exploration & Production, favorita dall’avvio della joint venture Searah tra Indonesia e Malesia per valorizzare le scoperte di gas nel bacino di Kutei, oltre ai progressi registrati in numerosi progetti e all’espansione in nuove aree geografiche.

L’upstream resta il motore della crescita

O Exploração e Produção continua a rappresentare il principale motore dei risultati del gruppo. Nel secondo trimestre la produção de hidrocarbonetos raggiunge 1,79 milioni di barili equivalenti al giorno, in aumento del 7% rispetto allo stesso periodo del 2025 e dell’11% su base omogenea, grazie soprattutto all’entrata a regime dei nuovi progetti in Africa occidentale, golfo Da America, Noruega e Indonesia.

L’utile operativo adjusted dell’E&P sale a 4,8 miliardi di euro, in crescita del 97% su base annua e del 42% rispetto al trimestre precedente, sostenuto dall’aumento dei volumi produttivi, dall’efficienza operativa e da prezzi di realizzo del greggio più elevati. L’utile netto adjusted del business raggiunge 2,2 miliardi, più del doppio rispetto a un anno fa.

Crescono Enilive e Plenitude. Torna in utile la raffinazione, migliora Versalis

Sempre più rilevante il contributo delle attività della transizione energetica. plenitude ha registrato un utile operativo proforma adjusted di 226 milioni di euro, in aumento del 70%, proseguendo il percorso di crescita verso 6,5 GW di capacità rinnovabile installata entro la fine dell’anno e una base di 11 milioni di clienti.

enilive, invece, ha più che raddoppiato l’utile operativo proforma adjusted a 295 milioni di euro, mentre l’Ebitda adjusted è salito a 375 milioni, in crescita del 79%, grazie al miglioramento del mercato dei biocarburanti e allo sviluppo della capacità produttiva. Complessivamente, Enilive e Plenitude hanno generato 1,1 miliardi di euro di Ebitda adjusted nel primo semestre.

Segnali positivi arrivano anche dalle attività industriali tradizionali. La refinação torna in utile con un risultato operativo proforma adjusted di 80 milioni di euro, dopo la perdita registrata nello stesso periodo dello scorso anno.

Migliora anche la chimica: Versalis riduce la perdita operativa proforma adjusted a 65 milioni di euro, in miglioramento di circa il 65% rispetto al secondo trimestre 2025, grazie agli effetti del piano di ristrutturazione e a condizioni di mercato più favorevoli.

Orientação revisada para cima

Alla luce dei risultati conseguiti, Eni ha aggiornato le previsioni per il 2026. La crescita della produzione oil & gas viene ora stimata intorno al 5%, rispetto al precedente obiettivo del 3-4%. Migliorano anche le stime operative dei principali business: l’Ebit proforma adjusted di GGP viene rivisto a oltre 1,4 miliardi di euro, mentre l’Ebitda proforma adjusted di Enilive sale a 1,3 miliardi (da 1,1 miliardi) e quello di Plenitudeviene confermato a 1,3 miliardi.

Restano confermati gli obiettivi di 6,5 GW di capacità rinnovabile installata entro fine anno e una capacità di bioraffinazione pari a 2,1 milioni di tonnellate annue, cui si aggiungono 1,5 milioni di tonnellate in costruzione.

Além disso, o previsione di generazione di cassa viene migliorata: il Cash Flow from Operations adjusted è ora atteso a 15 miliardi di euro, assumendo uno scenario con Brent a 85 dollari al barile, margine di raffinazione Serm a 14 dollari al barile, prezzo del gas TTF a 50 euro per MWh e cambio euro/dollaro a 1,16. I capex lordi restano confermati a 7 miliardi di euro, mentre quelli netti vengono rivisti sotto i 5 miliardi.

Buyback a 3,4 miliardi e possibile dividendo straordinario

Nel secondo trimestre Eni ha già distribuito agli azionisti 1,35 miliardi di euro, di cui 790 milioni relativi all’ultima tranche del dividendo 2025 e 560 milioni attraverso l’avvio del programma di buyback 2026.

Alla luce della crescita dei risultati, il gruppo ha deciso di aumentare il buyback del 20%, portandolo da 2,8 a 3,4 miliardi di euro, oltre il doppio rispetto alla previsione iniziale di 1,5 miliardi, in linea con la politica di distribuire agli azionisti il 60% della maggiore generazione di cassa rispetto al budget.

A confirmação permanece dividendo ordinario di 1,10 euro per azione, in crescita del 5% rispetto al 2025.

Il consiglio di amministrazione valuterà inoltre nel Outubro l’eventuale distribuzione di un dividendo straordinario, qualora i margini di raffinazione continuino a mantenersi significativamente superiori ai livelli previsti dal piano. L’ipotesi è prevista in presenza di un Brent oltre 90 dollari al barile oppure di un incremento superiore al 50% dei prezzi del gas o dei margini di raffinazione.

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