penguat ha annunciato il 16 marzo l’acquisizione di Gn Hearing, storico produttore danese di apparecchi acustici, per circa 2,3 miliar euro. Un’operazione che sarà perfezionata entro l’anno e che non si limita ad aumentare le dimensioni del gruppo italiano, ma ne cambia profondamente il modello di business. Dopo oltre 75 anni costruiti sulla distribuzione, sui servizi audiologici e sul rapporto diretto con gli utenti, Amplifon entra i nella ricerca, nella progettazione dei microchip e nella produzione dei dispositivi. Con Gn Hearing, il gruppo potrà presidiare l’intera catena del valore dell’hearing care, dallo sviluppo della tecnologia alla produzione, dalla vendita all’ingrosso fino all’assistenza nei propri centri. Amplifon non sarà dunque più soltanto il principale punto di incontro tra i produttori di apparecchi acustici e le persone che devono utilizzarli. Diventerà essa stessa un produttore globale, affiancando alla propria anima retail una nuova dimensione industriale e tecnologica.
È questo il significato più profondo dell’acquisizione. Amplifon non compra semplicemente un fornitore, peraltro già oggi il principale del gruppo, ma incorpora le competenze necessarie per progettare e realizzare direttamente gli apparecchi che arriveranno ai pazienti. “Siamo entusiasti di una operazione trasformativa che al closing ci permetterà di essere presenti sull’intera catena del valore, dal design dei microchip fino ai servizi per i clienti attraverso i nostri negozi”, ha spiegato l’amministratore delegato Hidup Henry di wawancara al Corriere della Sera tanggal 26 Juni 2026.
Amplifon torna a fare industria
Per comprendere la portata dell’operazione bisogna partire dalla complementarità tra le due società. penguat ha costruito la propria leadership sulle competenze cliniche, sulla conoscenza delle esigenze dei pazienti e su una rete internazionale di centri specializzati. Pendengaran Gn opera invece a monte della filiera, dove sviluppa, produce e vende all’ingrosso gli apparecchi acustici. La combinazione riunisce quindi in un solo gruppo due attività che finora si trovavano su lati diversi del mercato. Da una parte la capacità di progettare e produrre tecnologia, dall’altra la conoscenza diretta delle persone che dovranno utilizzarla. “Il fattore chiave è che abbineremo il ruolo di fornitori di servizi a valore aggiunto a quello di progettisti e produttori di dispositivi”, ha osservato Vita. Per l’amministratore delegato si tratta anche di un ritorno alle origini professionali, dopo una prima parte della carriera trascorsa nell’industria e nella ricerca.
Al completamento dell’acquisizione, previsto entro la fine del 2026, Sebuah realitas dengan pendapatan agregat sekitar 3,3 miliar euro akan lahir., oltre 800 milioni di margine operativo lordo e più di 20 mila dipendenti. Il nuovo gruppo sarà presente in oltre cento Paesi.
Il retail continuerà a essere l’attività principale, con circa il 75% dei ricavi, mentre il business wholesale di GN Hearing rappresenterà il restante 25%. Amplifon manterrà quindi la propria identità, ma aggiungerà la capacità di operare direttamente nella parte industriale della filiera. La sede resterà in Italia, Sementara Milano e Copenaghen diventeranno i due poli strategici del gruppo. “Saremo una One Company con sede in Italia, un’anima unica e due cuori, uno a Milano e uno a Copenaghen”, ha affermato Vita, ricordando come la Danimarca sia storicamente considerata la “Silicon Valley dell’audio”.
Amplifon ha assicurato che Ballerup, sede di Gn Hearing alle porte della capitale danese, resterà un centro di riferimento globale per la tecnologia, l’innovazione e le attività wholesale. L’intenzione è preservare anche la cultura industriale, le competenze e l’identità della società acquisita.
Dai brevetti all’intelligenza artificiale
Con Gn Hearing entreranno nel perimetro di Amplifon quattro centri di ricerca, circa 700 ricercatori e quasi 3 mila brevetti. La società dispone inoltre di una struttura industriale internazionale, con attività produttive in Danimarca, Cina, Malaysia e Stati Uniti.
Il passaggio è particolarmente importante perché gli alat bantu Dengar stanno diventando dispositivi tecnologicamente sempre più complessi. Il loro valore non dipende soltanto dalla capacità di amplificare i suoni, ma dalla qualità dei chip e del software utilizzati per analizzare l’ambiente circostante, riconoscere la voce umana, attenuare il rumore e adattare l’ascolto alle necessità della singola persona. Gn Hearing progetta anche i microchip, “il cuore degli apparecchi acustici” spiega Vita. La società danese è stata inoltre tra le prime del settore a sviluppare dispositivi dotati di funzionalità basate sull’intelligenza artificiale.
La piattaforma ReSound Vivia, lanciata nel 2025, utilizza un chip dedicato all’AI e una tecnologia addestrata su 13,5 milioni di frasi pronunciate in diverse lingue. Il dispositivo è progettato per dare priorità ai suoni che provengono dalla direzione verso cui guarda l’utilizzatore, migliorando la comprensione del parlato in luoghi affollati o caratterizzati da un forte rumore di fondo. “Abbiamo voluto questa operazione perché la tecnologia anche nel nostro settore ha un ruolo sempre più importante, specie con l’avvento dell’AI. Al closing avremo acquisito uno dei produttori più innovativi al mondo, che ha lanciato anche le funzionalità con l’AI e che in questi anni è cresciuto più del mercato” spiega il ceo di Amplifon.
Per Amplifon, la possibilità di collegare direttamente ricerca e conoscenza del paziente può rappresentare uno dei principali vantaggi dell’operazione. Le informazioni raccolte nei centri audiologici potranno contribuire a indirizzare lo sviluppo dei prodotti, rendendoli più personalizzati e più vicini alle difficoltà incontrate nella vita quotidiana.
Secondo un rapporto di Equita, circa il 15% dei potenziali utilizzatori restituisce gli apparecchi dopo il periodo di prova. Tra le ragioni c’è la difficoltà nel distinguere la voce della persona con cui si sta parlando dagli altri suoni. L’intelligenza artificiale potrebbe ridurre questo problema, grazie alla capacità dei nuovi dispositivi di imparare dalle diverse situazioni di ascolto e adattare automaticamente le proprie prestazioni.
La rete dei centri diventa una piattaforma industriale
La trasformazione riguarda anche il ruolo della rete Amplifon. Finora i centri hanno rappresentato soprattutto il canale attraverso il quale selezionare, adattare e vendere i prodotti realizzati dai diversi fornitori. Dopo l’acquisizione diventeranno anche una piattaforma distributiva per gli apparecchi prodotti all’interno del nuovo gruppo.
Gn Hearing ha realizzato nel 2025 ricavi per circa 965 milioni di euro, con un Ebitda adjusted pro forma vicino a 220 milioni. Circa metà del fatturato proviene dalle Americhe, il 30% dall’Europa e il restante 20% dagli altri mercati. La società opera attraverso un modello prevalentemente business to business e utilizza diversi marchi per coprire segmenti e canali differenti. Tra questi figurano ReSound, Beltone, Interton, Danavox, Jabra e Danalogic. Amplifon ha confermato che i marchi saranno preservati e ulteriormente sviluppati. ReSound resterà il brand medico di punta, Beltone continuerà a essere focalizzato in particolare sul mercato nordamericano, mentre Jabra manterrà il proprio posizionamento nei dispositivi venduti senza prescrizione.
Secondo Equita, nel 2025 Gn Hearing avrebbe prodotto circa 4 milioni di apparecchi acustici, tutti distribuiti attraverso il canale wholesale. Grazie all’integrazione con Amplifon, la produzione potrebbe raggiungere 6,5 milioni di unità nel 2031, portando la quota mondiale della società danese dal 17% circa al 22%. Nello stesso periodo, circa 2,5 milioni di apparecchi potrebbero essere distribuiti attraverso i centri Amplifon. La percentuale della produzione Gn collocata nella rete del gruppo passerebbe così dal 20% del 2025 a circa il 40% nel 2031.
La rete retail diventerebbe quindi un vantaggio competitivo anche sul piano industriale. Gn Hearing potrebbe ridurre la dipendenza dai distributori esterni, mentre Amplifon avrebbe un canale diretto per portare ai pazienti le tecnologie sviluppate internamente.
Akuisisi rafforzerà inoltre la presenza del gruppo negli Stati Uniti, il maggiore mercato mondiale dell’hearing care, e consentirà di ampliare l’attività in Paesi nei quali Amplifon oggi non opera direttamente o dispone di una presenza più contenuta, tra cui Giappone, Corea del Sud e Brasile.
Le sinergie arrivano dalla produzione interna
Anche la natura delle sinergie conferma che l’operazione è soprattutto una svolta industriale. Amplifon prevede benefici netti a livello di Ebitda compresi tra 60 e 80 milioni di euro l’anno a regime entro la fine del 2029. Il principale contributo non dovrebbe arrivare da sovrapposizioni tra le due organizzazioni o da riduzioni del personale, ma dall’internalizzazione dei volumi. Amplifon potrà cioè aumentare gradualmente la quota degli apparecchi prodotti da Gn Hearing e venduti attraverso la propria rete, riducendo gli acquisti effettuati presso altri produttori. Nel 2025 Amplifon avrebbe distribuito circa 2 milioni di dispositivi, di cui 800 mila realizzati da Gn Hearing e 1,2 milioni acquistati da altri fornitori. Equita stima che il costo medio sostenuto per gli apparecchi prodotti da Gn sia sensibilmente inferiore rispetto a quello pagato agli altri produttori.
Portando da circa 800 mila a 1,8 milioni il numero di dispositivi Gn distribuiti nei centri Amplifon, il costo medio per apparecchio potrebbe diminuire da circa 185 a 135 euro. Il risparmio genererebbe, secondo la simulazione di Equita, sinergie lorde prossime ai 100 milioni di euro. Il target netto di 60-80 milioni è più prudente e comprende circa 20 milioni di potenziali effetti negativi, compresa la possibile reazione degli altri produttori. A questi benefici potrebbero aggiungersi ulteriori vantaggi, non ancora quantificati, legati alle economie di scala, alla produzione, agli acquisti indiretti e all’ottimizzazione del capitale circolante.
I costi una tantum dell’integrazione sono stimati attorno agli 80 milioni di euro e dovrebbero essere sostenuti nei due o tre anni successivi al closing. Equita prevede che, grazie al consolidamento di Gn Hearing, alla crescita organica e alle sinergie, i ricavi di Amplifon possano passare dai 2,4 miliardi del 2025 a oltre 4,3 miliardi nel 2031. Nello stesso periodo l’Ebitda adjusted potrebbe aumentare da 540 milioni a circa 1,1 miliardi, mentre il margine salirebbe dal 22,6% al 25,5%.
Il finanziamento e il nuovo equilibrio azionario
La componente in contanti dell’acquisizione ammonta a circa 1,7 miliardi di euro. Gn Store Nord riceverà inoltre 56 milioni di nuove azioni Amplifon, per un valore stimato vicino a 600 milioni. Considerando i costi legati alla transazione, l’impegno complessivo è valutato attorno ai 2,4 miliardi.
Nel maggio 2026 Amplifon ha completato un peningkatan modal sebesar 453 juta euro melalui collocamento di 45,3 milioni di nuove azioni. L’azionista di controllo Penguat, riconducibile alla presidente Susan Carol Holland, ha partecipato all’operazione con 100 milioni di euro. Mitra Investasi Tamburi ha sottoscritto nuove azioni per 30 milioni, aumentando la propria partecipazione. Il finanziamento comprende inoltre un prestito senior da circa 1,35 miliardi di euro. Al closing, Gn Store Nord diventerà il secondo azionista di Amplifon, con una quota stimata intorno al 17%, e potrà proporre un proprio rappresentante nel consiglio di amministrazione.
L’acquisizione porterà il debito netto a circa 2,5 miliardi di euro alla fine del 2026. Equita calcola un rapporto tra debito netto ed Ebitda pro forma pari a 3,3 volte, destinato a scendere a 2,8 volte nel 2027 grazie alla generazione di cassa del gruppo combinato. Il livello della leva finanziaria rappresenta quindi uno dei principali elementi da seguire dopo il closing. Equita ritiene tuttavia che il debito possa ridursi rapidamente e ha portato la raccomandazione sul titolo Amplifon a “buy”, alzando il prezzo obiettivo da 12 a 14 euro.
La sfida di un gruppo completamente nuovo
L 'acquisizione offre ad Amplifon il controllo diretto della tecnologia, della produzione e di una parte crescente delle forniture. Allo stesso tempo, la espone a rischi che in precedenza ricadevano soprattutto sui produttori. Come distributore, Amplifon poteva scegliere sul mercato i dispositivi considerati più innovativi o più convenienti. Come gruppo verticalmente integrato dovrà sostenere direttamente gli investimenti in ricerca, decidere su quali chip e piattaforme puntare e affrontare il rischio che un nuovo prodotto non ottenga i risultati attesi.
Equita individua proprio nell’integrazione e nell’innovazione tecnologica i principali punti di attenzione. Il nuovo modello riduce una parte della flessibilità di cui Amplifon disponeva come operatore puramente retail, ma offre vantaggi rilevanti in termini di scala, controllo dei costi e capacità distributiva. Il gruppo ritiene che la conoscenza reciproca tra le due società possa rendere più semplice il processo. Gn Hearing è già il principale fornitore di Amplifon e le aziende collaborano da anni.
"Ada entusiasmo tra le persone tra Italia e Danimarca perché stanno affrontando un’integrazione tra due aziende complementari, senza sovrapposizioni, che si conoscono bene e hanno soprattutto un rapporto di reciproca fiducia”, spiega Vita.
Amplifon può contare anche sull’esperienza maturata con precedenti acquisizioni, a partire dall’integrazione di Gaes in Spagna. Questa volta, però, la portata della trasformazione è maggiore. Non si tratta soltanto di aggiungere una nuova rete commerciale o di rafforzarsi in un altro mercato. penguat sta entrando in un’attività che finora non rappresentava il cuore del proprio modello. Dopo il closing non si limiterà più a selezionare e adattare gli apparecchi alle esigenze dei pazienti. Potrà progettare i microchip, sviluppare il software, produrre i dispositivi e distribuirli attraverso la propria rete.
È il passaggio da leader mondiale dei servizi audiologici a gruppo industriale globale dell’hearing care. Una trasformazione con cui Amplifon punta a mettere in comunicazione diretta i due estremi della filiera, la tecnologia e il paziente.
