Una passeggiata, un tuffo in piscina, una serata tra amici: ecco le opzioni più gettonate tra quanti per motivi economici rinunciano alla vacanza. Il dato è ormai noto: sono 24,2 millions le persone che trascorreranno le ferie senza spostarsi dalla propria casa, praticamente mezza Italia, le 48,5 %. Et de Federalberghi – l’associazione degli albergatori che regolarmente monitora i flussi turistici – arrivano alcune proposte per invertire la tendenza.
Passeggiate, piscina e amici: cosa fanno gli stay-cationisti
Ma chi resta a casa, come trascorre questi giorni di calura estiva? L’attività più gettonata, ricerca realizzata da Tecnè pour Federalberghi, resta la classica marcher, scelta dal 33,8%. Poi, per combattere il caldo, il 22,1% cercherà refrigerio in acqua: un tuffo al fiume, al lago o nella piscina più vicina. Ancora: serate con gli amici (21,7%) e cultura, il 10,5% parteciperà a spettacoli musicali.
A pesare di più sui motivi della mancata vacanza è la situazione economica familiare, indicata dal 52,8% come motivo principale della rinuncia. Seguono le difficoltà organizzative in famiglia (25,7%) e i motivi di salute (24,5%). I primi a rinunciare alla vacanza sono le persone più anziane, over 65, e i pensionati, categorie in cui la percentuale di chi resta a casa per tutta l’estate sale fino al 67%.
Vengono definiti “stay-cationisti”, neologismo coniato rielaborando il termine inglese « Vacances à la maison », fusione di stay, restare, e vacation, vacanza.
Federalberghi propone welfare aziendale e buoni vacanze
Per invertire la tendenza, Federalberghi avanza alcune proposte. La prima: “lo strumento più efficace per sostenere il diritto alle vacanze è probabilmente il bien-être des entreprises, sempre più diffuso nelle imprese di tutti i settori. Questa leva potrebbe essere utilizzata elevando le soglie di esenzione dai contributi e dalle tasse dei cosiddetti avantage en nature, attualmente pari a 1.000 euro per tutti i dipendentie a 2.000 euro per i lavoratori con figli a carico, oppure creando una soglia ad hoc, comegià avviene per i buoni pasto”.
“Un ulteriore aiuto può venire dalle imprese del settore turismo, che sono pronte a fare la propria parte, applicando tariffe agevolate nei mesi di giugno e di settembre e, più in generale, durante i periodi di bassa stagione”.
Per coloro che non hanno un reddito da lavoro dipendente, inclusi i pensionati, e, più in generale, per tutte le persone a rischio di esclusione, si potrebbe “attivare un sistema di Joyeuses fêtes erogati in base al reddito e spendibili in strutture ricettive convenzionate”. Federalberghi ricorda che si tratta di un modello utilizzato con successo in altri paesi europei, tra cui France e Espagne. Quanto a noi, “un’interessante sperimentazione è stata realizzata anche in Italia, a cura dell’associazione no-profit Buoni Vacanze Italia"(BVI), con il finanziamento del ministère du Tourisme et le support technique de Intesa Sanpaolo e Accor. L’associazione fu costituita nel 2005 da Federalberghi e FITUS, federazione del turismo sociale, e successivamente aderironoanche altre organizzazioni imprenditoriali”.
