Lumentum chiude il quarto trimestre dell’esercizio fiscale 2026 con una forte accelerazione. La società californiana, quotata al Nasdaq, ha registrato ricavi per 1,0063 miliardi di dollari, in aumento del 24,5% rispetto agli 808,4 milioni del trimestre precedente e del 109,3% rispetto ai 480,7 milioni dello stesso periodo del 2025. È la prima volta che il fatturato trimestrale supera la soglia del miliardo di dollari.
Il miglioramento riguarda anche la redditività operativa. Il margine lordo GAAP è salito al 47,4%, dal 44,2% del terzo trimestre e dal 33,3% di un anno prima. Ancora più elevato il margine lordo non-GAAP, arrivato al 50,4%, contro il 47,9% del trimestre precedente e il 37,8% del quarto trimestre 2025.
Sur le plan opérationnel, il margine GAAP è stato del 27,8%, contro il 21,6% del trimestre precedente e una perdita operativa dell’1,7% un anno prima. Il margine operativo non-GAAP ha raggiunto invece il 36,6%, in crescita dal 32,2% del terzo trimestre e dal 15% di un anno fa.
L’utile vero cresce, la perdita GAAP esplode
Il dato più sorprendente del bilancio è però la perdita netta GAAP: 7,16 miliardi di dollari nel trimestre, pari a 84,65 dollari per azione diluita, contro un utile di 213,3 milioni, o 2,96 dollari per azione, nel quarto trimestre del 2025. Non si tratta tuttavia di un crollo dell’attività industriale. La perdita è stata provocata principalmente da un evento straordinario: l’equity conversion di una parte dei titoli convertibili della società ha generato una perdita non monetaria di 7,76 miliardi di dollari sull’estinzione del debito. Senza questo effetto contabile, il quadro operativo risulta completamente diverso.
Il risultato netto non-GAAP è infatti stato di 326,3 milioni di dollari, pari a 3,23 dollari per azione, contro i 225,7 milioni, o 2,37 dollari per azione, del terzo trimestre 2026 e i 63,3 milioni, o 0,88 dollari per azione, di un anno prima. La crescita dell’utile non-GAAP rispetto al quarto trimestre 2025 è quindi superiore al 400%.
Componenti e sistemi: entrambe le attività accelerano
La crescita non è concentrata in un’unica area di prodotto. Nel quarto trimestre i componenti hanno generato ricavi per 649,4 milioni di dollari, pari al 64,5% del fatturato complessivo. La crescita è stata del 21,8% sequenziale e del 102,7% su base annua.
Ancora più veloce la crescita dei sistemi, che hanno prodotto ricavi per 356,9 milioni di dollari, il 35,5% del totale. In questo caso l’incremento è stato del 29,7% rispetto al terzo trimestre e del 122,6% rispetto a un anno prima. Sono numeri particolarmente significativi perché confermano che la domanda per l’infrastruttura ottica destinata ai data center non sta semplicemente aumentando: sta contribuendo a modificare rapidamente la scala economica dell’azienda.
Il bilancio dell’intero esercizio
Il salto è ancora più evidente osservando l’intero esercizio fiscale. Nel 2026 Lumentum ha realizzato 3,014 miliardi di dollari di ricavi, contro 1,645 miliardi nel 2025: un incremento dell’83,2%. Anche i margini hanno registrato un’espansione molto forte. Il margine lordo GAAP è passato dal 28% al 41,7%, mentre quello non-GAAP è salito dal 34,7% al 46%. Il margine operativo GAAP è passato da -10,9% a +17,4%, mentre quello non-GAAP è aumentato dal 9,7% al 29,8%.
Il risultato non-GAAP, molto più rappresentativo dell’andamento operativo, racconta di 782,3 milioni di dollari di utile, pari a 8,67 dollari per azione, contro 146,4 milioni e 2,06 dollari per azione nel precedente esercizio. L’incremento dell’utile non-GAAP è quindi superiore al 430%.
Che cosa vende davvero Lumentum
Per capire perché Lumentum sia diventata improvvisamente così importante bisogna guardare dentro un data center AI. I processori sono il cuore del sistema, ma devono continuamente scambiarsi enormi quantità di dati. A determinate velocità, utilizzare esclusivamente collegamenti elettrici diventa sempre più difficile in termini di banda, distanza e consumo energetico. Qui entra in gioco la fotonica: la luce diventa il mezzo attraverso cui trasferire i dati.
Lumentum produce alcuni degli elementi che rendono possibile questa comunicazione: laser, componenti ottici, moduli e sistemi utilizzati nelle reti ad altissima velocità. È quindi una società che non produce direttamente i grandi acceleratori AI, ma vende una parte dell’infrastruttura che permette a migliaia di questi acceleratori di funzionare insieme. Ed è proprio questa posizione nella catena tecnologica a rendere il caso Lumentum particolarmente interessante.
È un unicum? No, ma la posizione è particolare
Lumentum non è un monopolista. Il settore comprende concorrenti importanti come Coherent, Applied Optoelectronics, Ciena e altri produttori specializzati di componenti e sistemi ottici. Coherent, in particolare, è un concorrente diretto di grande peso e anch’esso ha beneficiato enormemente dell’esplosione della domanda legata all’AI.
La differenza di Lumentum sta però nella combinazione di competenze: laser, componentistica fotonica, produzione avanzata e tecnologie per le reti. Inoltre, la società è sempre più esposta alle tecnologie considerate strategiche per la prossima generazione di data center, tra cui co-packaged optics (CPO) e optical circuit switching.
Il punto di svolta è arrivato il 2 marzo 2026, quando Nvidia ha annunciato una partnership strategica con Lumentum e un investimento da 2 miliardi di dollari. L’obiettivo è accelerare lo sviluppo di tecnologie ottiche per i futuri data center AI e consentire a Lumentum di aumentare capacità produttiva e ricerca. Non è quindi soltanto un rapporto cliente-fornitore: è un segnale che la tecnologia ottica è diventata una componente strategica dell’ecosistema Nvidia.
Il titolo: una performance da record
La trasformazione industriale si è riflessa in modo spettacolare sulla Borsa. Dall’inizio dell’anno, il titolo Lumentum ha più che raddoppiato il proprio valore sul Nasdaq. Alla chiusura dell’11 agosto 2026, Lumentum valeva 817 dollari per azione, mentre alla chiusura del 31 dicembre 2025 il valore era di 368,59 dollari: questo significa un guadagno YTD del +121,7%.
E Lumentum non è neppure la sola star della fotonica. A luglio, dopo una forte correzione del comparto, Lumentum era ancora a circa +98% YTD, contro circa +80% per Coherent e +233% per Applied Optoelectronics. Nel frattempo Applied ha continuato a correre: al 7 agosto il suo rendimento YTD risultava vicino al +289%. Il quadro è dunque quello di un intero segmento che Wall Street considera uno dei principali beneficiari della seconda fase del boom dell’AI. Lumentum è però diventata una delle aziende più rappresentative di questa tendenza.
