E’ un giovedì decisamente positivo per i mercati finanziari, rinvigoriti dal maxi recupero dei titoli legati ai chipdespués de que yo conti pubblicati ieri da Microsoft e Meta che sembrano dunque aver rassicurato gli investitori sulle prospettive dell’IA. All’indomani della trimestrale tra i migliori titoli sul Nasdaq c’è proprio Microsoft che vola col +16%, trainando Micron +15%, Sandisk +22% e Nvidia +2%, mentre Meta, il cui bilancio evidentemente ha convinto meno, crolla del 9% dopo aver già perso parecchio nell’after-hours di ieri. Il titolo migliore del Nasdaq-100, per il secondo giorno consecutivo, è Nebius che sfiora il +30%.
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Vola il Nasdaq sull’onda dei chip. In positivo le Borse europee
Non molti i titoli in controtendenza. Nel settore chip da segnalare oltre a Meta Qualcomm -3,7%, poi cade il comparto turismo con Booking -4,7%, Marriott Hotels -2,3%, Airbnb -2%. Il titolo peggiore del paniere Nasdaq-100 è il farmaceutico Alnylam -28%. L’indice però guadagna quasi il 3%, e il Nasdaq Composite il 2% alle ore 17 italiane. Viaggia bene anche il Dow Jones +0,5%, trainato da Salesforce, Chevron e Walmart. Tutti col segno più i listini europei, a parte Londra: Milano +1,3% ritrova i 52.000 punti, Parigi +0,9%, Londra -0,1%, Francoforte +0,45%, Amsterdam +1%. L’indice Euro Stoxx 50 segna il +1,35%.
A Francoforte calo a doppia cifra per Adidas: ecco perché
Sul Dax tedesco da segnalare il tonfo di Adidas -11,5%, che per qualche ora stava registrando il calo intraday più consistente dalla sua Ipo nel 1995 con -19% ma poi recupera nel finale, dopo che gli utili si sono rivelati inferiori alle aspettative. A pesare sul brand sportivo sono stati gli ingenti investimenti di marketing per il Mondiale di calcio, dove ha sponsorizzato 14 squadre nazionali, tra cui le finaliste Spagna e Argentina. A livello di ricavi, lo sforzo ha dato i suoi frutti: l’azienda ha venduto quattro volte più maglie ufficiali e il doppio dei palloni rispetto alla precedente Coppa del Mondo, con un fatturato totale del torneo di circa 1,5 miliardi di euro. Ma al mercato non è bastato, poiché la proiezione dell’utile operativo per l’anno è rimasta intorno ai 2,3 miliardi di euro, al di sotto dei 2,5 miliardi previsti.
Petrolio in lieve calo nonostante le tensioni Usa-Iran
Altro grande tema della giornata è il petrolio, che torna sotto i 90 dollari al barile dopo essere aumentato di quasi l’8% alla vigilia, a seguito della rinnovata azione militare statunitense contro l’Iran. Il presidente Donald Trump ha promesso ritorsioni dopo un attacco iraniano contro una base militare statunitense in Giordania, alimentando i timori che il conflitto possa prolungarsi e minacciare ulteriormente le forniture energetiche provenienti dal Golfo Persico. L’escalation ha anche aumentato i rischi per il trasporto marittimo attraverso il Mar Rosso, una rotta commerciale di fondamentale importanza. Il Wti Crude Oil scende a 84 dollari al barile, il gas naturale europeo intorno ai 58 euro per megawattora. Piccolo sussulto per oro e argento, che salgono rispettivamente a ridosso dei 4.100 dollari l’oncia e sopra i 58 dollari.
A Piazza Affari rimbalza Stm. Pioggia di trimestrali
La Borsa di Milano si trova nel bel mezzo della stagione delle trimestrali: oggi hanno pubblicato Stellantis, Hera, Cdp, Ferrari, Finecobank, e dopo la chiusura sono attese quelle di Leonardo ed Enel. Il titolo migliore, sulla scia dell’IA in America, è Stm col +6,35%, seguito da Prysmian +4,5%, Azimut +3,9%, Saipem +3,7%. In grande forma anche le banche: Unicredit +2,4%, Banco Bpm +2,4%, Bper +2,2%, Banca Mediolanum +2% le migliori. L’azione peggiore invece, nonostante i conti che hanno sancito il ritorno all’utile, è Stellantis -4,3%.
Male il pharma a causa delle prese di beneficio su Amplifon -3,1% e Diasorin -2,7%, titoli protagonisti in positivo della seduta di ieri. L’euro mette a segno un bel recupero sul dollaro Usa, riportando il cambio sull’1,15. In crescita anche il Bitcoin, che incrementa il proprio valore di oltre l’1%, riavvicinando i 65.000 dollari. El diferencial del Btp Bund se mantuvo casi estable intorno agli 83 punti base, col rendimento del Btp decennale di riferimento che però risale pericolosamente a ridosso del 4%.
