Le Borse europee partono senza una direzione precisa alla vigilia di Ferragosto, nonostante il nuovo record registrato da Wall Street e il buon andamento di una parte dell’Asia. Negli Stati Uniti il rallentamento dell’inflazione continua a sostenere l’azionario. Giovedì l’S&P 500 ha aggiornato il proprio record, salendo dello 0,65%, mentre il Nasdaq ha guadagnato lo 0,81% e il Dow Jones lo 0,13%. I prezzi alla produzione sono rimasti invariati a luglio su base mensile, contro attese per un aumento dello 0,2%, rafforzando l’ipotesi che la Federal Reserve possa evitare una nuova stretta immediata. Secondo il FedWatch del Cme, la quota di mercato che punta su tassi fermi a settembre è salita oltre il 65%. Il quadro resta tuttavia tutt’altro che lineare. Le posizioni all’interno della Fed rimangono differenti e gli investitori devono fare i conti anche con rendimenti obbligazionari americani elevati, mentre il mercato continua a valutare quale orientamento potrà assumere la banca centrale sotto la nuova presidenza di kevin warsh.
In Europa arrivano intanto nuove indicazioni sui prezzi. In Francia l’inflazione è salita al 2,1% annuo a luglio, dal precedente 1,8%, mentre l’indice armonizzato utilizzato dalla Bce è aumentato del 2,4%. Su base mensile i prezzi al consumo sono cresciuti dello 0,6%.
A complicare il quadro torna inoltre il aceite. Le nuove tensioni in Medio Oriente, dopo l’attacco degli Houthi contro la raffineria Saudi Aramco di Jazan, riportano gli acquisti sul greggio. Il Brent sale dello 0,8% verso 88 dollari al barile, mentre il Wti guadagna circa lo 0,9% e si riporta intorno agli 82 dollari. Il gas ad Amsterdam resta invece poco mosso intorno a 60,6 euro per megawattora.
Asia mista, ma il Kospi vola ancora con i chip
Il quadro asiatico è più vivace ma non uniforme. Il Kospi di Seul guadagna oltre il 2,4%, spinto ancora una volta dai titoli tecnologici e dai produttori di semiconduttori, e si avvia a chiudere una settimana con un progresso vicino all’11%. A rilanciare il comparto sono anche le indicazioni arrivate dall’Investor Day di Sandisk, che punta a una crescita dei ricavi compresa tra il 15% e il 20% nel periodo 2028-2030 grazie anche agli accordi di lungo termine sui prezzi con i clienti.
Positiva Tokyo, dove il Nikkei chiude in rialzo dello 0,62% tornando sui massimi da circa un mese. Bene ancora tecnologia ed elettronica, con Kioxia Holdings in progresso del 3,4%, Advantest del 2,3% e SoftBank oltre il 3%.
Il resto dell’Asia è più debole. Hong Kong perde circa l’1%, così come il Ftse China 50, mentre Sydney chiude in calo dello 0,8%. Mumbai si mantiene leggermente negativa.
Europa poco mossa, Milano gira in negativo. Occhi su difesa e tecnologia
L’entusiasmo arrivato da Wall Street e dal settore dei semiconduttori asiatico non si trasferisce pienamente in Europa. I listini del Vecchio Continente aprono poco mossi e senza una particolare direzione. Anche Piazza Affari, dopo un avvio vicino alla parità, perde terreno e gira leggermente in negativo. Tra i temi della giornata resta in primo piano il comparto della difesa, anche dopo la decisione dell’amministrazione Trump di introdurre dazi fino al 100% sui droni e su alcune componenti importate, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza americana dalle forniture straniere.
Sotto osservazione in particolare Avio, dopo che Goldman Sachs ha portato la propria partecipazione aggregata potenziale al 5,12%, superando la soglia rilevante del 5%. La quota direttamente riferibile ai diritti di voto sulle azioni è dello 0,14%, mentre il 4,98% deriva da strumenti finanziari. Non risente della buona direzione del Kospi, invece, Stm che è la peggiore del listino. Sale il settore Difesa.
Dollaro leggermente più debole, scende l’oro
En el mercado de divisas la dollaro perde leggermente terreno dopo i segnali di rallentamento dell’inflazione americana. L’euro-dollaro si muove intorno a quota 1,154, mentre il cambio dollaro-yen scende a circa 159,26. La valuta giapponese resta comunque vicina alla soglia di 160 contro il biglietto verde, livello che continua a mantenere alta l’attenzione su possibili nuove mosse delle autorità di Tokyo.
El oro interrompe invece momentaneamente la corsa delle ultime sedute e perde circa lo 0,4%, attestandosi in area 4.330 dollari l’oncia.
Sul mercato obbligazionario resta alta l’attenzione sui rendimenti, soprattutto dopo le aste dei Treasury statunitensi a lunga scadenza che hanno registrato livelli particolarmente elevati. Lo diferencial entre BTP y Bunds resta in zona 78 punti base.
Futures di Wall Street pressoché piatti.
