In the second quarter Tim ritorna all’utile e complessivamente nei sei mesi crescono ricavi e margini. Sono i conti approvati dal cda che vedono per il primo semestre ricavi di gruppo in aumento del 2% a 6,8 miliardi, un’ebitda after lease di gruppo in crescita dell’1,2% a 1,8 miliardi e 0,7 miliardi di equity free cash flow after lease.
Il risultato netto del secondo trimestre è stato positivo per 88 million euro, compared to perdita di 8 milioni di euro registrata nel secondo trimestre del 2025 e alla perdita di 292 milioni di euro del primo trimestre 2026, che scontava oneri non ricorrenti legati a costi e accantonamenti sul personale per 210 milioni di euro. Nei sei mesi resta il “rosso”, per 204 milioni di euro.
Tim, i dati del semestre
Nel primo semestre 2026 Tim ha investito 0,9 miliardi di euro, pari al 12,6% dei ricavi (10,6% nel perimetro domestico, 16,6% in Brazil). L’indebitamento finanziario netto rettificato after lease è sostanzialmente stabile sotto i 7,3 miliardi, con una leva finanziaria (ovvero il rapporto con l’ebitda) pari a 1,94 volte.
“Alla luce dell’andamento dei principali segmenti di business nei primi sei mesi del 2026 – conclude il cda in una nota – viene confermato l’aggiornamento del budget e della guidance per il 2026 approvato dal cda il 24 febbraio, confermando i trend di crescita previsti negli obiettivi già presentati al mercato per l’esercizio”. Entro il terzo trimestre, a valle delle autorizzazioni regolamentari negli Stati Uniti, è previsto il closing della cessione di Sparkle a Boost BidCo, veicolo controllato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e partecipato da Retelit.
Tim, cosa ha detto Labriola
Tim registra, nel secondo trimestre, “una chiara accelerazione della redditività e il ritorno alla crescita delle attività domestiche, superando progressivamente gli effetti temporanei che avevano caratterizzato l’inizio dell’esercizio”. L’ad Peter Labriola è soddisfatto dei risultati che, dichiara, “confermano la solidità del percorso intrapreso, che in questi cinque anni ha profondamente trasformato Tim”. La società “continua a rafforzare il proprio ruolo di riferimento per la trasformazione digitale del Paese e Tim Brasil prosegue il proprio percorso di crescita. Su queste basi confermiamo tutti gli obiettivi indicati al mercato”.
And then l’avvio dell’opas che porterà il gruppo di tlc a integrarsi con Poste, “la destinazione non cambia – sottolinea Labriola – cambia la velocità con cui possiamo raggiungerla”.
La business unit Domestic nel secondo trimestre ha registrato ricavi in crescita del 2,7% a 3,5 miliardi e un ebit di 578 milioni (+1,8%). Tornando ai sei mesi Tim Consumer, sotto il cui perimetro rientra l’insieme di servizi e prodotti di fonia e internet, ha registrato ricavi totali pari a 2,9 miliardi (-2,7%) scontando “la contrazione delle attività Mvno, legata al graduale avvicendamento dei grandi clienti wholesale tra il 2025 e il 2026”; Tim Enterprise ha registrato ricavi totali pari a 1,7 miliardi (+5,6%) e infine Tim Brazil ha registrato ricavi totali pari a 2,3 miliardi (+ 6%).
