Il Piemonte industriale sceglie Alba per raccontare il proprio peso nel sistema produttivo italiano e la necessità di difendere una vocazione manifatturiera che resta uno degli assi portanti dell’economia regionale. Al Teatro Sociale, davanti a oltre 600 ospiti, si è svolta l’assembly 2026 di Confindustria Cuneo e Confindustria Piemonte, intitolata “Made in Italy, Made in Piemonte. L’industria che fa la storia”. Dopo l’esperienza del 2025 con Confindustria Novara Vercelli e Valsesia, Confindustria Piemonte ha scelto ancora una volta di affiancare una territoriale alla propria assemblea annuale, rafforzando il legame tra rappresentanza regionale e sistemi produttivi locali. Ad aprire i lavori sono stati il direttore generale Giuliana Candle e il segretario generale Paolo Balistreri, seguiti dal saluto del sindaco di Alba, Alberto Cat.
Il confronto ha visto la partecipazione del presidente nazionale di Confindustria, b, intervistato da Andrea Bignami, e un talk dedicato al ruolo dell’industria piemontese dentro le trasformazioni economiche, tecnologiche e geopolitiche in corso. Sul palco sono intervenuti il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, il vicepresidente di Confindustria con delega all’aerospazio, Giorgio Marsiaj, e il presidente e amministratore delegato de La Stampa Sae, Alberto Leonardis.
Il Piemonte resta una piattaforma produttiva centrale
A delineare il quadro economico è stato Marco Fortis, direttore della Fondazione Edison, che ha evidenziato il ritorno alla crescita dell’Italia negli ultimi anni e il ruolo ancora centrale del Piemonte nel sistema produttivo nazionale. La regione ha registrato nel 2024 un Pil di 164 miliardi di euro e oltre 35 miliardi di valore aggiunto dell’industria in senso stretto, confermando una forte vocazione all’export manifatturiero. Il Piemonte mantiene posizioni di vertice in comparti strategici come gomma, aerospazio, tessile, componentistica auto, macchine di impiego generale, alimentare e bevande. È dentro questo perimetro che il “Made in Piemonte” viene presentato non soltanto come un marchio territoriale, ma come una piattaforma di prodotti, processi e competenze capace di competere sui mercati internazionali.
Nella sua relazione, il presidente Andrea Amalberto ha richiamato il valore dell’export piemontese e la necessità di rafforzare investimenti e consumi. “Noi imprenditori possiamo rispondere investendo ancora di più in prodotti e processi, ovvero nel cuore di quel Made in Piemonte cui abbiamo intitolato la nostra Assemblea 2026. Ma perché questa spinta possa tradursi in crescita servono condizioni adeguate: energia a costi competitivi, infrastrutture efficienti, competenze, innovazione e una pubblica amministrazione capace di accompagnare chi investe”, ha dichiarato Amalberto.
Amalberto ha poi insistito sulla tenuta del tessuto produttivo regionale. “Il Piemonte ha una vocazione industriale forte, un sistema manifatturiero aperto al mondo e filiere capaci di competere sui mercati internazionali. Il nostro compito è difendere questa capacità produttiva e renderla più forte, sostenendo tecnologia, sostenibilità e cultura d’impresa”.
Cuneo, una provincia che produce e compete
Una parte dell’analisi di Fortis è stata dedicata alla province of Cuneo, territorio che l’assemblea ha indicato come uno dei cuori produttivi più solidi del Paese. Da questi dati ha preso le mosse l’intervento del presidente di Confindustria Cuneo, Mariano Costamagna, che ha rivendicato la forza industriale del territorio. “Cuneo non è soltanto una terra di eccellenze riconosciute: è una delle aree produttive più solide del Paese. Sono numeri importanti, ma prima ancora sono la fotografia di una provincia che produce, compete e tiene anche nei passaggi più difficili”, ha affermato Costamagna.
Il presidente di Confindustria Cuneo ha collegato il tema dell’assemblea alla storia produttiva locale, richiamando la necessità di non vivere di rendita sui risultati raggiunti. “Non basta avere fatto la storia. Bisogna continuare a scriverla. E per farlo serve squadra”.
Da qui anche il richiamo alla partecipazione degli imprenditori alla vita associativa. “Da soli possiamo fare molto nelle nostre aziende; insieme possiamo incidere sulle condizioni che permettono alle aziende di crescere. Il tempo dedicato all’associazione è tempo restituito alla comunità industriale”.
Memoria industriale e cultura del fare
La chiusura dell’assemblea ha riportato il discorso alla storia lunga dell’industria piemontese. Lo storico Pierangelo Gentile and the actor Paul Tibaldi sono stati protagonisti dell’intervento “L’industria che fa la storia”, un racconto capace di collegare agricoltura, manifattura, formazione tecnica, industria alimentare, meccanica e cultura del fare.