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Scaleup Europe Fund: Europe launches €5 billion funding round to grow tech companies

Il nuovo fondo europeo entra nella fase operativa. Un miliardo arriva dalla Commissione, mentre la gestione è affidata a EQT. L’obiettivo è colmare il divario di capitale che ancora spinge molte scaleup europee a cercare all’estero le risorse per crescere

Scaleup Europe Fund: Europe launches €5 billion funding round to grow tech companies

L’Europa prova a intervenire su uno dei suoi principali punti deboli nella competizione tecnologica globale: non la capacità di generare innovazione, ma quella di accompagnarla fino alla fase della crescita industriale. Il 4 agosto la Commissione europea ha completato gli ultimi passaggi giuridici per l’istituzione dello Scaleup Europe Fund, il nuovo strumento finanziario destinato a sostenere le imprese europee ad alto contenuto tecnologico nella fase di crescita e di espansione internazionale. Il fondo punta a raggiungere una dimensione complessiva di circa 5 billion euros, con una partecipazione di 1 miliardo da parte della Commissione europea.

I primi investimenti sono attesi nell’autunno 2026

L’iniziativa rappresenta uno dei passaggi più concreti della nuova strategia europea per startup e scaleup. Il problema che Bruxelles intende affrontare è quello del cosiddetto growth financing gap, il divario di capitale che emerge quando una startup tecnologica ha superato la fase iniziale e deve raccogliere risorse molto più consistenti per industrializzare la propria tecnologia, conquistare nuovi mercati e competere con aziende globali. L’Europa dispone infatti di un importante patrimonio di ricerca, università, competenze scientifiche e imprese innovative, ma continua ad avere difficoltà nel trasformare queste risorse in grandi aziende tecnologiche. Nelle fasi avanzate della crescita, molte imprese europee devono ricorrere a capitali internazionali perché il mercato europeo non dispone ancora di un’offerta comparabile a quella dei grandi ecosistemi finanziari statunitensi e asiatici. Secondo la stessa Commissione, non esisteva finora in Europa un fondo di dimensioni comparabili capace di effettuare investimenti diretti in equity nelle società tecnologiche strategiche nelle fasi growth e scaleup.

Lo Scaleup Europe Fund nasce proprio per colmare questo spazio

La sua caratteristica più importante non è soltanto la dimensione finanziaria, ma la possibilità di intervenire con operazioni nell’ordine dei 100 milioni di euro e oltre, compresi successivi round di investimento. Si tratta quindi di uno strumento rivolto a imprese che hanno già dimostrato la validità del proprio modello e che hanno bisogno di capitale per affrontare una fase di espansione molto più ambiziosa. Il fondo concentrerà la propria attività sulle tecnologie considerate strategiche per la competitività europea: intelligenza artificiale, tecnologie quantistiche, semiconduttori, robotica e sistemi autonomi, energia, spazio, biotecnologie, tecnologie medicali, materiali avanzati, agritech, deep tech e manifattura avanzata. L’obiettivo è costruire una capacità europea di investimento in settori nei quali la dimensione tecnologica si intreccia direttamente con la sicurezza economica e industriale del continente.

La struttura finanziaria del fondo riflette questa ambizione

La Commissione europea non sarà l’unico investitore, ma parteciperà insieme a un gruppo di investitori istituzionali e privati europei. Tra i fondatori figurano Novo Holdings, EIFO, CriteriaCaixa, Santander/Mouro Capital, Fondazione Compagnia di San Paolo insieme a Intesa Sanpaolo e Fondazione Cariplo, APG per conto del fondo pensione olandese ABP, Wallenberg Investments e Allianz. La gestione degli investimenti è stata affidata a EQT, selezionata attraverso una procedura competitiva e chiamata a operare come gestore indipendente secondo criteri commerciali e di mercato. La Commissione sarà un investitore del fondo, ma non prenderà le singole decisioni di investimento. L’obiettivo è combinare l’intervento pubblico con la disciplina e la velocità proprie del capitale privato, evitando che uno strumento nato per rafforzare la competitività europea si trasformi in un meccanismo di allocazione politica delle risorse.

Il secondo elemento importante è la volontà di mantenere in Europa il valore prodotto dall’innovazione

Il problema, infatti, non riguarda soltanto la disponibilità di capitale. Se una startup europea deve trasferire il proprio centro decisionale, la proprietà o parte significativa delle attività fuori dall’Unione per ottenere il finanziamento necessario alla crescita, l’Europa rischia di perdere una parte del valore economico generato dalla propria ricerca e dai propri talenti. La Commissione indica esplicitamente fra gli obiettivi del fondo la riduzione di rischi quali il trasferimento delle imprese, il controllo straniero di asset strategici e la perdita di talenti. In questo senso lo Scaleup Europe Fund rappresenta qualcosa di più di un nuovo fondo di venture capital. È uno strumento di politica industriale e di competitività. L’Europa sta cercando di costruire un mercato dei capitali capace di accompagnare le imprese tecnologiche fino alle dimensioni necessarie per competere globalmente, senza dover necessariamente passare attraverso un investitore extraeuropeo.

Per l’Italia il tema è particolarmente rilevante

Il Paese possiede un sistema articolato di università, ricerca, competenze industriali e startup innovative, ma continua a mostrare una certa difficoltà nel trasformare le eccellenze tecnologiche in imprese di scala internazionale. L’accesso a capitali growth più consistenti può quindi rappresentare un’opportunità per quelle aziende italiane che hanno già superato la fase iniziale e sono pronte ad affrontare una crescita internazionale. Il vantaggio, tuttavia, non sarà automatico. Per intercettare efficacemente questa nuova disponibilità di capitale servirà un ecosistema capace di collegare ricerca, proprietà intellettuale, università, investitori, imprese industriali e competenze manageriali. Una scaleup non cresce soltanto perché riceve finanziamenti: ha bisogno di governance, mercati, talenti, infrastrutture tecnologiche e capacità di trasformare rapidamente il capitale in sviluppo industriale. È proprio questo il passaggio che l’Europa deve riuscire a compiere. La strategia per startup e scaleup non punta infatti soltanto a creare nuove imprese, ma a costruire le condizioni perché quelle imprese possano diventare grandi. Lo Scaleup Europe Fund rappresenta uno degli strumenti attraverso cui questa strategia entra concretamente nel mercato.

La dimensione finanziaria è significativa, ma ancora più significativo è il messaggio economico

Con un obiettivo di 5 miliardi, di cui 1 miliardo di impegno della Commissione, Bruxelles sta cercando di mobilitare capitale pubblico e privato attorno a una domanda precisa: come fare in modo che le migliori imprese tecnologiche europee possano crescere in Europa invece di essere costrette a cercare altrove il capitale necessario per diventare globali? La risposta non dipenderà soltanto dal successo del fondo. Dipenderà dalla capacità degli Stati membri di costruire ecosistemi nazionali e territoriali in grado di alimentarlo con imprese competitive. Per l’Italia, dunque, la sfida non sarà semplicemente accedere ai 5 miliardi europei, ma arrivare a quel capitale con un numero crescente di imprese capaci di dimostrare tecnologia, mercato, governance e possibilità concreta di scalare.

La partita europea delle scaleup comincia quindi adesso

E il vero risultato non sarà misurato soltanto dagli investimenti effettuati dal fondo, ma dal numero di imprese che riusciranno a diventare leader internazionali senza dover lasciare l’Europa per poter crescere.

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