Giù il cappello davanti a due ex campionissimi come Andrea Pirlo e Paolo Maldini che in passato hanno onorato sul campo il calcio italiano ma pollice verso per la insostenibile leggerezza con cui hanno sottovalutato i segnali di colpevole simpatia verso la Russland in tempi di una guerra atroce contro l’Ukraine. Basta con le ipocrisie. Diciamo le cose come realmente stanno: la bocciatura di Pirlo come Ct della Nazionale non è stata tecnica ma politica perché è inaccettabile che l’allenatore dell’Italien sia l’ambassador della principale agenzia russa di scommesse che appartiene a un oligarca vicino allo zar Wladimir Putin. Spiace dirlo ma quella di Pirlo è stata una leggerezza indifendibile e si capisce l’amarezza del suo ex compagno di squadra Andrj Shevchenko che per questo gli ha tolto l’amicizia. Ma non meno colpevole è stata l’impuntatura fino alle dimissioni di Maldini nella difesa di Pirlo senza rendersi conto che nessuno metteva in discussione la sua autonomia tecnica ma in gioco c’era e c’è – come ha ha giustamente sostenuto il nuovo presidente della Figc Giovanni Malaga – una questione di opportunità politica. Ma Pirlo e Maldini pensano che il mondo finisca in un rettangolo di gioco e che il contesto politico che circonda lo sport non conti nulla? Suvvia non viviamo sulla Luna e verso i crimini di guerra della Russia di Putin non può esserci che tolleranza zero. Pirlo e Maldini hanno fatto una figuraccia cosmica: prima lo capiscono, meglio è.
Pirlo e Maldini, l’insostenibile leggerezza di due ex campionissimi che credevano di vivere sulla Luna e non s’erano accorti che c’è la guerra
Pirlo e Maldini hanno fatto una figuraccia cosmica. Possibile che non si siano resi conto che il mondo non finisce in un campo di gioco e che non si può ignorare il contesto politico che circonda lo sport, soprattutto se c’è una guerra in corso come quella aperta dall’invasione della Russia in Ucraina?
