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Die Urlaubspreise werden im Jahr 2026 rasant steigen, wobei der Sommer den größten Preisanstieg mit sich bringt: Essen und Übernachten im Ausland werden 3,4 % teurer sein.

Partire quest’estate costa di più: dai ristoranti agli alloggi, fino ai trasporti, le principali spese per le vacanze registrano aumenti rispetto al 2025. L’Istat fotografa così un’estate più cara per chi viaggia

Die Urlaubspreise werden im Jahr 2026 rasant steigen, wobei der Sommer den größten Preisanstieg mit sich bringt: Essen und Übernachten im Ausland werden 3,4 % teurer sein.

Le Feiertage 2026 non fanno sconti. A luglio l’inflazione rallenta leggermente, ma per chi è partito o sta preparando le valigie il Konto resta più salato: ristoranti e servizi di alloggio aumentano del 3,4% rispetto a un anno fa, mentre i transport sie markieren a + 4,3%. A confermare il peso dei rincari è l’Istat, secondo cui i prezzi al consumo sono cresciuti complessivamente del 2,9% su base annua, contro il +3% di giugno. E così, anche con un’inflazione generale leggermente più bassa, l’estate presenta il suo conto: ristoranti, alloggi e trasporti continuano a pesare sul budget delle ferie.

Inflazione al 2,9%, ma le vacanze pesano sul portafoglio

Im Detail a luglio i prezzi sono aumentati dello 0,3% im Vergleich zum Vormonat e del 2,9% rispetto allo stesso mese del 2025. La stima preliminare era leggermente più bassa, al 2,8%. Dietro il dato generale, però, alcune voci continuano a correre, soprattutto quelle che interessano chi viaggia: mangiare fuori, pernottare e spostarsi. I servizi di ristoranti e alloggio passano dal +2,8% di giugno al +3,4% di luglio, mentre i trasporti rallentano dal +4,7% al +4,3%, restando comunque tra le voci più care.

Anche altri servizi legati al tempo libero registrano aumenti: quelli ricreativi, culturali e per la cura della persona salgono del 3%, dal precedente +2,7%. L’zugrunde liegende Inflation, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, resta invece stabile all’1,6%, mentre quella al netto dei soli beni energetici scende dall’1,9% all’1,8%. I prezzi dei beni rallentano dal +3,3% al +3,2%, mentre quelli dei servizi accelerano dal +2,6% al +2,7%. L’inflazione acquisita per il 2026 è pari al +2,7% per l’indice generale e al +1,8% per la componente di fondo.

Energia, il rincaro arriva al 14,8%

A luglio l’accelerazione più marcata riguarda gli energetici regolamentati, i cui prezzi aumentano del 14,8% su base annua, contro il +9,2% di giugno. Gli unregulierte Energie, invece, rallentano dal +13,3% all’11,4%. Su base mensile, gli energetici regolamentati crescono del 6,5%, i servizi di trasporto dell’1,4% e quelli ricreativi, culturali e per la cura della persona dello 0,6%. Aumentano dello 0,5% anche gli energetici non regolamentati, mentre gli alimentari non lavorati diminuiscono dell’1,3% rispetto a giugno.

Tra le altre voci, i prezzi di beni e servizi vari aumentano del 2,8%, mentre alimentari e bevande analcoliche segnano un +1,3%. Il quadro resta quindi molto diverso a seconda delle singole spese: alcuni prezzi rallentano, altri accelerano, con l’energia che continua a rappresentare una delle principali spinte verso l’alto.

Quanto sono aumentati i prezzi nelle città?

Il conto dell’inflazione cambia anche a seconda di dove si vive. A luglio il dato è pari al 2,9%, in linea con la media nazionale, in Friuli-Venezia Giulia, Umbria e Abruzzo. L’inflazione è invece più alta in Kalabrien, Kampanien, Puglia, Sizilien, Lazio, Sardinia e Ligurien, mentre nelle altre regioni rimane sotto il dato nazionale. In Emilia-Romagna stoppt bei 2,7 %.

Tra i capoluoghi delle regioni e delle province autonome e i comuni non capoluoghi con più di 150mila abitanti, il dato più elevato è quello di Reggio Calabria, al 4%, seguita da Napoli e Catania, entrambe al 3,4%. In Emilia-Romagna, Rimini e Modena registrano un +2,9%, Ravenna il +2,7%, Bologna il +2,5%, mentre Parma e Reggio Emilia si fermano al +2,4%. I valori più contenuti sono quelli di Florenz, al 2,2%, e Aosta, al 2,1%.

Il caro-vacanze 2026, insomma, non è soltanto una questione di percezione. I prezzi rilevati dall’Istat confermano che per gli italiani in ferie mangiare, dormire e spostarsi costa più dell’estate 2025.

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