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Autostrade: in ballo 60 miliardi di investimenti ma il governo deve sbloccare le autorizzazioni

Pixabay

Sono pronti 60 miliardi di investimenti nei prossimi quindici per modernizzare la rete delle autostrade italiane. Lo ha annunciato il presidente di Aiscat, Diego Cattoni, durante la 56° assemblea dei soci dell’associazione che riunisce le concessionarie di autostrade e trafori. Un annuncio impegnativo, accompagnato da un allarme altrettanto pressante rivolto al governo, rappresentato nell’occasione, dal ministro delle infrastrutture Matteo Salvini: la pioggia di miliardi rischia di restare in buona parte inutilizzata se non si sbloccano le autorizzazioni.

Due obiettivi: rilancio economico e miglioramento della mobilità

L’obiettivo degli investimenti è quello di partecipare al rilancio economico del paese e di migliorare la mobilità guardando alla digitalizzazione e alla transizione ecologica.
Per il Presidente di Aiscat la digitalizzazione aiuterà anche a ridurre gli incidenti “la guida autonoma e connessa – spiega Cattoni – ci permetterà non solo di aumentare la capacità delle arterie senza uso di ulteriore suolo e di rendere più veloci gli spostamenti, ma soprattutto di abbattere radicalmente il tasso di incidentalità oggi per lo più legato al fattore umano”.
La diffusione dei veicoli elettrici, invece, permetterà ridurre drasticamente le emissioni inquinanti. Gli interventi riguarderanno la manutenzione ordinaria e la costruzione di terze e quarte corsie. Sono previste nuove opere infrastrutturali e il miglioramento di quelle attuali.

Le problematiche burocratiche, il codice appalti, il Pnrr

Nel corso dell’assemblea sono emersi i problemi che hanno afflitto il settore autostradale italiano nel corso degli ultimi anni. Problemi burocratici e di funzioni tra le varie strutture ministeriali che rendono l’iter di approvazione delle opere ancora complicato.
Rispetto a qualche anno fa, però, almeno è migliorato il dialogo con il Ministero dell’Ambiente che spesso ha posto un freno alla realizzazione di nuove opere. Il problema principale rimane il rapporto con le Soprintendenze poiché le prescrizioni che richiedono quando bloccano un intervento non hanno alcun limite di tempo e di spesa.

La recente riforma degli appalti dovrebbe snellire il processo di approvazione delle nuove opere.
“Siamo dovuti intervenire con il decreto Aiuti Quater prima di Natale per evitare che decadessero progetti di opere importanti e consentire che fossero validati dal Consiglio superiore dei lavori pubblici” ha affermato Edoardo Rixi, Sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dell’Italia. “Se non s’interviene sulle infrastrutture esistenti tra 20 anni vi saranno situazioni simili a quelle del Ponte Morandi, Le opere pubbliche devono essere pianificate con 10 anni di anticipo, ma oggi è complesso intervenire su una infrastruttura obsoleta, perché non puoi abbattere quella c’è e rifarla e i vincoli esistenti sono complessi”, ha spiegato Rixi.

Roberto Tommasi, AD di Autostrade per l’Italia, le infrastrutture autostradali italiane sono notevolmente indietro rispetto a Francia e Germania che negli ultimi anni hanno investito il doppio rispetto all’Italia. È “dal 1975 che non sono state pianificate nuove infrastrutture”. Come dire: all’estero gli interventi sono possibili, in Italia no.

Una patata bollente per Matteo Salvini perché è ancora fresca e vivida la memoria della tragedia del Ponte Morandi a Genova. Salvini è intervenuto spiegando il perché dell’esclusione della rete autostradale dal PNRR, “una miopia” del Governo “che stiamo cercando di ricalibrare, mettendo a terra alcune voci di bilancio in maniera utile”.

Le principali opere incompiute

Oltre alle migliorie previste e la costruzione di nuove opere vi sono ancora alcune infrastrutture fondamentali per l’economia del paese, senza il quale si fermerebbe il sistema produttivo italiano.
Tra le principali incompiute da realizzare vi sono:

  • Il passante di Bologna che prevede il potenziamento dell’A14 e della tangenziale con l’allargamento di 8 metri per lato della sede stradale attuale
  • La Gronda di Genova, opera infrastrutturale relativo alla costruzione di una nuova autostrada a nord del capoluogo ligure
  • L’ultimo lotto della Asti-Cuneo nel tratto autostradale tra Verduno e Cherasco che recentemente ha ottenuto il via libera dal Ministero dell’Ambiente
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