Apple trasforma Siri e prova a rilanciarsi nella corsa all’intelligenza artificiale. In occasione della Worldwide Developers Conference (Wwwdc26), Cupertino ha presentato Siri AI, la nuova versione dell’assistente vocale alimentata da Apple Intelligence, pensata per essere più conversazionale, più integrata nelle app e capace di comprendere il contesto personale dell’utente. L’annuncio arriva nell’ultima uscita di Tim Cook da ceo di Apple، قبل passaggio di consegne a John Ternus, che dal 1° settembre assumerà la guida del gruppo con Cook che diventerà presidente esecutivo.
Siri AI promette risposte più ricche, maggiore capacità di ragionamento, integrazione con ciò che appare sullo schermo e strumenti per scrivere, modificare testi, cercare informazioni personali e agire dentro le app. Il debutto europeo, però, sarà a metà. Nell’Unione Europea le nuove funzioni non arriveranno subito su iPhone e iPad, mentre saranno accessibili su Mac, Apple Watch e Vision Pro. Il nodo resta quello regolatorio: Apple attribuisce lo stop su iOS e iPadOS nell’UE al Digital Markets Act e al mancato accordo con la Commissione europea.

Siri AI, l’assistente Apple diventa più personale e conversazionale
La nuova Siri nasce per essere meno rigida e più vicina a un assistente digitale evoluto. Apple la descrive come una versione completamente riprogettata, capace di sostenere conversazioni più naturali e di rispondere a richieste complesse usando sia informazioni aggiornate dal web sia contenuti presenti sul dispositivo dell’utente. Il salto più rilevante riguarda il السياق الشخصي. Siri AI potrà cercare tra messaggi, email, foto e altri contenuti per recuperare informazioni utili al momento giusto. L’utente potrà chiederle di ritrovare il nome di un ristorante suggerito da un amico, un numero di prenotazione contenuto in una vecchia email o immagini scattate durante un viaggio. La promessa è quella di un assistente capace di capire richieste formulate in modo naturale e trasformarle in azioni concrete.
Un altro tassello è la comprensione dello schermo. Siri AI potrà analizzare ciò che l’utente sta guardando e rispondere a domande collegate al contenuto visualizzato. Se arriva un messaggio su una cena con amici, per esempio, l’assistente potrà aiutare a decidere cosa portare e salvare una ricetta in Note. L’integrazione si estende anche alle app, con la possibilità di scrivere email, modificare e condividere gruppi di foto o svolgere operazioni più articolate tra diversi servizi.
Dalla fotocamera alla scrittura, cosa può fare la nuova Siri
Apple punta molto anche sull’intelligenza visiva. Su iPhone, Siri AI avrà una modalità dedicata all’interno dell’app Fotocamera: l’utente potrà mostrare all’assistente ciò che ha davanti e ottenere risposte o suggerimenti. Tra gli esempi citati ci sono il calcolo delle informazioni nutrizionali di un piatto, la divisione di un conto tramite Apple Cash partendo dalla foto di uno scontrino e la valutazione di un oggetto in base a parametri pratici, come le dimensioni di uno zaino rispetto ai limiti del bagaglio a mano.
الاستخبارات البصرية arriverà anche su iPad, Mac e Apple Vision Pro. Su iPad sarà integrata nell’esperienza screenshot, mentre su Mac sarà accessibile tramite una scorciatoia per selezionare elementi sullo schermo e chiedere una risposta a Siri. Su Vision Pro, invece, l’assistente potrà interagire con oggetti e contenuti nell’ambiente spaziale, sfruttando una visualizzazione 3D posizionabile nello spazio.
La nuova Siri diventa anche uno strumento di scrittura. I Writing Tools integrati consentiranno di generare bozze da zero, riscrivere testi, correggere contenuti e adattare tono e stile al destinatario. In Mail e Messaggi, Apple promette che Siri potrà riflettere il modo in cui l’utente comunica abitualmente con una determinata persona, modulando formato, tono e punteggiatura.
Apple Intelligence e privacy, l’architettura dietro Siri AI
La nuova Siri si basa sull’ultima generazione di Apple Intelligence, con modelli eseguiti sia sul dispositivo sia tramite Private Cloud Compute. Apple insiste sul punto della privacy: quando le richieste vengono elaborate nel cloud privato, i dati personali non dovrebbero essere memorizzati né resi accessibili ad Apple o a terzi.
L’architettura utilizza anche funzioni di sistema come Spotlight e App Toolbox, pensate per operare sul dispositivo e mantenere il controllo dei dati nelle mani dell’utente. È un’impostazione coerente con la strategia storica di Cupertino, che continua a presentare la riservatezza come uno dei principali elementi distintivi rispetto agli altri operatori dell’intelligenza artificiale.
Siri AI avrà inoltre un’التطبيق مخصص, nella quale saranno riunite le conversazioni dell’utente. La cronologia verrà sincronizzata privatamente tramite iCloud, così da iniziare una conversazione su Mac e continuarla su iPhone, iPad, Apple Watch o Vision Pro. Sui dispositivi compatibili, l’assistente offrirà anche una dettatura più precisa e voci più personalizzabili per espressività e velocità.
Il nodo Europa, perché Siri AI non debutta su iPhone e iPad
Il punto più delicato riguarda la disponibilità nell’Unione Europea. Apple ha confermato che Siri AI non sarà inizialmente disponibile su iOS 27 e iPadOS 27 nell’UE. Gli utenti europei potranno invece accedervi su macOS 27, watchOS 27 e visionOS 27, se impostati su una lingua supportata.
كوبرتينو lega il rinvio al Digital Markets Act. Secondo Apple, per portare Siri AI su iPhone e iPad in Europa sarebbe necessario garantire anche agli assistenti virtuali concorrenti un accesso molto ampio a dati personali, app e funzioni di sistema. L’azienda cita scenari sensibili come la lettura e l’invio di messaggi, l’accesso ai file, gli acquisti e l’esecuzione di azioni tra applicazioni diverse.
Apple sostiene di aver proposto una soluzione chiamata Trusted System Agent, un intermediario pensato per consentire a servizi terzi di usare capacità simili a Siri AI senza compromettere privacy e sicurezza. La società afferma anche di aver presentato un piano di implementazione graduale nell’arco di 18 mesi. Le proposte, però, non sarebbero state accettate dalla Commissione europea. Il risultato è uno stallo che lascia senza una data il debutto di Siri AI su iPhone e iPad nell’UE.
Anche in Cina, Siri AI e le nuove funzioni di Apple Intelligence non saranno disponibili fino al completamento dei requisiti normativi.
Siri AI alla prova del mercato e dell’Europa
Le nuove funzioni di Siri AI sono già disponibili per i test degli sviluppatori su iOS 27, iPadOS 27, macOS 27 e visionOS 27 tramite l’Apple Developer Program. Per watchOS 27 arriveranno con una beta successiva. La distribuzione agli utenti è prevista più avanti nel corso dell’anno, inizialmente in beta e in inglese. La التوافق riguarda i dispositivi abilitati ad Apple Intelligence, tra cui iPhone 16 e successivi, iPhone 15 Pro e Pro Max, iPad mini con A17 Pro, iPad e Mac con chip M1 e successivi, Apple Vision Pro e alcuni modelli recenti di Apple Watch abbinati a un iPhone compatibile.
Siri AI promette di rilanciare Apple nella corsa agli assistenti virtuali, un terreno su cui Cupertino era rimasta indietro rispetto a Google, Microsoft e OpenAI. La WWDC era attesa come un esame per misurare il ritardo accumulato nell’intelligenza artificiale generativa. Il mercato, però, ha reagito con freddezza: il titolo Apple ha inizialmente guadagnato oltre il 3%, salvo poi bruciare il rialzo e chiudere in negativo.
Il nodo resta la capacità di competere senza un modello proprietario di frontiera. ال nuova Siri si appoggia anche a Gemini, i modelli di Google, nell’ambito di un accordo pluriennale da circa un miliardo di dollari l’anno. Con il sistema Extensions, ChatGPT diventa invece una delle opzioni selezionabili, accanto a Gemini e Claude di Anthropic, perdendo il ruolo di partner privilegiato sull’iPhone.
Resta infine il caso europeo. Il Digital Markets Act spinge verso maggiore interoperabilità e apertura dei servizi digitali, mentre Apple rivendica sicurezza e privacy come condizioni indispensabili per un’AI personale integrata nei dispositivi. Il risultato è uno stallo che rinvia il debutto su iPhone e iPad nell’Unione Europea: per gli utenti europei, almeno al lancio, la rivoluzione dovrà aspettare.