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Antitrust: maxi multa da 235 milioni per cartello su gara Consip

L’Authority ha sanzionato otto società per accordo anticoncorrenziale nell’ambito della gara Consip di 2,7 miliardi su pulizie e manutenzione per la PA. I fatti, nei quali venne coinvolto e poi scagionato il padre di Matteo Renzi, risalgono al 2014 – Sulla questione è ancora aperta l’indagine della Procura

Antitrust: maxi multa da 235 milioni per cartello su gara Consip

Una multa da 235 milioni di euro è stata comminata a diverse e note società accusate di aver fatto cartello per spartirsi un enorme appalto Consip da 2,7 miliardi di euro riguardante la pulizia e la manutenzione di tutti gli uffici pubblici italiani.

Lo comunica l’Antitrust che “ha accertato la sussistenza di un’intesa anticoncorrenziale avente a oggetto il condizionamento dell’esito della gara pubblica Fm4 (Facility management 4, ndr), bandita nel marzo 2014 dalla Consip (la centrale acquisti della pubblica amministrazione), per un appalto di rilievo comunitario suddiviso in 18 lotti geografici dal valore complessivo di circa 2,7 miliardi”.

Si tratta della gara che fini per coinvolgere strumentalmente davanti alla Procura – per una supposta fuga di notizie – il ministro Luca Lotti e Tiziano Renzi, padre del premier di allora, puntualmente scagionato dai magistrati con una richiesta di archiviazione.

È invece andata avanti l’istruttoria Antitrust nei confronti delle aziende di pulizie e manutenzione che alla gara parteciparono. E la decisione dell’Antitrust è perentoria: il Gruppo Romeo, Cns (in ATI con Exitone e Kuadra), Consorzio Stabile Energie Locali S.c. a r.l., Engie servizi (Ex Cofely Italia, società del gruppo Engie-Gaz de France Suez), Exitone, Kuadra, Manital e Rekeep (ex Manutencoop Facility Management) – si sarebbero accordate tra loro per spartirsi i 18 lotti oggetto del bando, partecipando alla gara “a scacchiera”, utilizzando in maniera distorta il raggruppamento temporaneo d’imprese, degli affidamenti in subappalto e dello “strumento consortile”. Le sanzioni comminate, spiega il provvedimento Antitrust, hanno tenuto conto delle diverse responsabilità emerse nell’istruttoria; le maggiori hanno riguardato il consorzio CNS (39 milioni), Engie servizi (38 milioni) e Manital (33 milioni). Tutti i gruppi sanzionati hanno tempo 60 giorni per ricorrere al Tar.

Così facendo, almeno nelle intenzioni, ognuna di esse avrebbe potuto ottenere il lotto di suo interesse e aggiudicarsi parte di un appalto che, lo ricordiamo, garantisce la manutenzione e i servizi di pulizia degli uffici pubblici di tutta Italia. In partircolare l’Ati Cofely-Csel, spiega l’Antitrust, “anche grazie ai legami con il gruppo STI (controllante di Exitone ndr.), è stata designata nell’ambito del cartello quale assegnataria di parte dell’appalto complessivo”.

Un accordo anti-concorrenziale volto a “neutralizzare il confronto competitivo” nei lotti oggetto del bando che ha compromesso “irrimediabilmente il gioco concorrenziale che si sarebbero dovuto instaurare”, arrecando un danno alle Pubbliche Amministrazioni che in questo ambito agivano in qualità di committenti.

Per i risvolti penali sulla questione indaga anche la Procura di Roma, ma dal punto di vista delle pratiche anticoncorrenziali l’Authority non ha dubbi
 non solo perché, afferma, l’istruttoria si “è basata su un articolato quadro probatorio” ma anche perché l’insieme delle prove “include, tra l’altro, un’istanza di clemenza presentata dal C.N.S. (che ha beneficiato per via di tale istanza di una riduzione della sanzione pari al 50%), oltre a parte dei documenti acquisiti agli atti del procedimento penale aperto in Procura. Prove che per l’Autorità sarebbero sufficienti a prendere una decisione.

Infien, occorre sottolineare che l’Antitrust ha accertato che Dussmann e Siram (gruppo Veolia), che a loro volta hanno partecipato alla gara, non hanno compiuto alcun illecito.

Le decisioni dell’Antitrust sono state prese il 17 aprile scorso anche se sono state comunicate solo ora, dopo gli adempimenti di rito. Proprio lo stesso giorno il Csm ha autorizzato al collocamento fuori ruolo Roberto Rustichelli, il magistrato che giovedì 6 maggio si è insediato al vertice dell’Authority. Le prime nomine hanno riguardato la conferma di Filippo Arena nell’incarico di segretario generale e Gianluigi Torino quale portavoce del presidente e capo ufficio stampa.

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