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Trump a duello con i big del business Usa

Il mondo degli affari americani volta le spalle a Trump dopo gli scontri di Charlottesville e l’anatema contro Amazon e il Presidente scioglie i Forum mentre la Fed si divide sul rialzo dei tassi – Atlantia sempre più vicina ad Abertis – I cinesi negano l’offerta per Fca ma il gruppo di Marchionne resta molto appetibile per il mercato – In 2 giorni K.R.Energy ha guadagnato più del 50%.

Trump a duello con i big del business Usa

Si profila un autunno rovente dalle parti di Washington. Le dimissioni in massa  dei principali esponenti del mondo degli affari e dell’economia (tra gli altri Intel, Disney, 3M, Merck e così via) hanno spinto Donald Trump a sciogliere sia l’American Manufacturing Council che lo Strategic and Policy Forum, cioè due simboli della presunta sintonia tra Casa Bianca ed il mondo del business, in aperta rivolta contro l’atteggiamento tenuto dal presidente dopo gli incidenti di Charlottesville provocati dall’estrema destra. Poche ore prima Trump si era scagliato contro Amazon, che proprio ieri ha lanciato l’emissione obbligazionaria (17 miliardi) per acquistare Whole Foods, “Amazon danneggia i piccoli rivenditori e fa sparire molti posti di lavoro” ha detto Trump, furente con Jeff Bezos, editore del “nemico” Washington Post. 

LA FED SI DIVIDE SU BILANCIO E TASSI 

In un clima del genere non è facile mettere a punto una elle operazioni più delicate della storia della finanza mondiale: riportare nei binari della normalità la politica monetaria dopo dieci anni di espansione della base monetaria e di denaro a basso costo. La conferma è arrivata ieri dai verbali dell’ultima riunione della Fed. I membri del board si sono divisi nella riunione del 25-26 luglio sui tempi e sulle modalità della riduzione del bilancio della banca (oggi 4.500 miliardi) che sulla decisione se procedere o meno ad un nuovo aumento dei tassi entro l’anno, nonostante l’andamento debole dell’inflazione. Di qui la decisione di far slittare a settembre  l’avvio del piano di tagli sul budget mentre sul rialzo dei tassi a dicembre si vedrà più avanti. 

ACCELERA IL QE. DRAGHI FRENA L’ATTESA DI JACKSON HOLE 

In mezzo a tanta incertezza Mario Draghi ha fatto sapere, via Reuters, che a Jackson Hole, al convegno di fine agosto organizzato dalla Fed di Kansas City, non parlerà di Qe o di altre novità nella politica della Bce. La strategia del banchiere, del resto, sta funzionando come dimostra il miglioramento dell’economia dell’Eurozona (Italia compresa): il programma di acquisto della Bce ha permesso alle banche di ridurre la loro esposizione ai governativi italiani dai 428 miliardi di euro del giugno dello scorso anno ai 377 miliardi del mese scorso. Un risultato reso possibile anche dal fatto che gli acquisti di Francoforte sono sempre più orientati verso Francia e Italia.  
 
SEOUL, CONTINUA LA RIPRESA, DEBOLE TOKYO 

Prosegue intanto in Asia il cauto recupero delle Borse  a fronte del calo delle tensioni sul fronte dei missili coreani. La Borsa di Seoul sale dello 0,5% Brilla ad Hong Kong il colosso del web Tencent +5,5%. Debole Tokyo +0,4% frenata dal recupero dello yen sul dollaro. Sale l’euro, trattato stamane a 1,17835 sul dollaro che ha invertito la rotta dopo la pubblicazione dei verbali del Fomc. Anche il mercato delle obbligazioni ha reagito, il rendimento del decennale governativo di riferimento è sceso a 2,22% da 2,26 del giorno prima. 

Contrastata Wall Street stressata dalle polemiche politiche: lo spazio di manovra della Casa Bianca si riduce ulteriormente, la riforma fiscale si allontana, E così il rialzo dei listini ha perso slancio nel finale della seduta. Il Dow Jones ha chiuso a +0,12%, S&P 500 +0,14%. Nasdaq +0,19%. 

PETROLIO, TORNA A SALIRE LA PRODUZIONE USA 

Risale il petrolio: Brent a 50,47 dollari (+0,4%), Wti a 46,88 (+0,2%). La scorsa settimana le scorte di greggio degli Stati Uniti sono scese di poco meno di 9 milioni di barili, il doppio dell’aspettativa del consensus, ma in linea con quanto anticipato stanotte dall’American Petroleum Institute.?Il dipartimento per l’energia ha anche comunicato i dati sulle riserve di benzina (+20.000 barili contro attesa di un calo di 0,9 milioni). Le scorte di distillati sono salite di 0,7 milioni, attesa una variazione pari a zero. In luglio, la produzione degli Stati Uniti è salita dello 0,8% a 9,50 milioni di barili al giorno. 
 
A Piazza Affari Eni avanza dello 0,4%. Saipem +0,43% è tra le società che si sono fatte avanti con Saudi Aramco per il progetto di ampliamento dell’impianto di trattamento gas di Hawiyah. La società si è aggiudicata in Kuwait un nuovo contratto del valore di circa 850 milioni di dollari.?          
 
MILANO ANCORA AL TOP, IL PIL VERSO L’1,5% 

I buoni dati macro hanno favorito la riscossa delle Borse del Vecchio Continente. Oggi verranno pubblicati i verbali dell’ultima riunione della Bce. Piazza Affari, di nuovo Borsa leader in Europa, chiude a +1,21%, indice Ftse Mib ad un soffio da 22 mila punti (21,984). Positive gli altri principali mercati europei: Parigi +0,71%; Francoforte +0,71%; Londra +0,67%; Madrid +0,63%. 

Sul fronte macro da segnalare la crescita  nel secondo trimestre del prodotto interno lordo italiano salito dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dell’1,5% nei confronti del secondo trimestre del 2016. A questo punto, secondo gli economisti, l’Italia potrebbe chiudere l’anno con una crescita del Pil di 1,4%-1,5%, la migliore del 2010. Secondo Istat, se il ritmo di crescita congiunturale restasse invariato, la media annua del Pil corretto per le giornate lavorative sarebbe dell’1,5%.”Questo vuol dire con buona probabilità che ci sono più margini di finanza pubblica, soprattutto per disinnescare le clausole di salvaguardia sull’Iva”, ha commentato Nicola Nobile, economista di Oxford Economics. 

Nell’Eurozona, invece, secondo la seconda lettura preliminare, il Pil è aumentato dello 0,6% su base trimestrale e del 2,2% su base annuale nel secondo trimestre del 2017 oltre quanto stimato in precedenza (2,1%). Al termine di una seduta dai volumi rarefatti, il secondario italiano chiude sulla parità a fronte di un moderato calo dei titoli tedeschi che ha consentito allo spread di riportarsi brevemente sotto quota 160, in calo di quasi dieci punti base rispetto ai livelli della scorsa settimana. Il differenziale di rendimento tra Italia e Germania ha oscillato in seduta in un range ristretto tra 161,2 e 158,6 dopo che nell’ultima giornata della scorsa settimana si era riportato a quota 168, ai massimi da metà luglio.  

ATLANTIA, ABERTIS E’ PIU’ VICINA. CORSA DI OFFERTE SU AUTOGRILL  
 
In vetta al listino di Piazza Affari svetta Atlantia +4,2% a 27,6 euro, nuovo record. A spingere le quotazioni è stato un articolo del quotidiano El Confidential secondo cui diventa sempre più improbabile una controfferta di Acs su Abertis alternativa a quella del gruppo italiano. Sebbene il gruppo guidato da Florentino Pérez, presidente del Real Madrid, possa contare sull’appoggio del governo spagnolo, spiega El Confidencial, Acs non può acquisire direttamente Abertis senza lanciare un aumento di capitale, possibilità esclusa perché sgradita agli azionisti e allo stesso Pérez, che non vuole scendere sotto la soglia del 10%. Peraltro, il quotidiano non esclude l’ingresso in campo di un investitore di peso che affianchi Acs. E sottolinea che Criteria Caixacorp, holding della?fondazione Caixa a cui fa capo il 22% di Abertis, non si è ancora pronunciata sull’offerta di Atlantia. Inoltre, il governo spagnolo non ha ancora detto una parola definitiva; anzi, si legge, Álvaro Nadal, ministro dell’energia, è contrario a consentire che una società estera gestisca una concessione autostradale.
 
In grande evidenza nella scuderia Benetton anche Autogrill +5,1%. La causa del balzo sta nelle notizie pubblicate dal sito americano Wall Street Wires per cui è in corso una trattativa con più concorrenti (le francesi Elior e Sodexho, l’inglese Compass) per cedere la società, o parte dei suoi asset, sulla base di una valutazione di 14 euro per azione, il 35% in più della quotazione attuale.
 
FCA ANCORA IN RALLY. AL VIA UN ACCORDO CON INTEL E BMW 
 
E’ proseguito il rally di?Fiat Chrysler: il titolo ha segnato i massimi degli ultimi 19 anni e chiuso in rialzo del 2,64% dopo il balzo dell’8,15% messo a segno lunedì. Volumi sostenuti, oltre tre volte la media giornaliera registrata negli ultimi 30 giorni. In scia Exor è salita del 2,5%, nonostante l’arrivo delle prime smentite e lo scetticismo dei broker. I quattro potenziali acquirenti cinesi (Great Wall, Dongfeng, Geely e Guangzhou Automobiles) hanno negato negano l’interesse a comprare Fca econdo  il giornale finanziario Jingji Guancha Bao (Economic Observer). Un’eventuale vendita includerebbe i brand Jeep e Ram, Dodge, così come Chrysler e Fiat, lasciando fuori comunque Maserati e Alfa Romeo.

Intanto Fca ha annunciato ieri di aver sottoscritto con il gruppo Bmw, Intel Corporation, Mobileye (una società Intel) un memorandum of understanding che prevede che si unisca a queste società per lo sviluppo di una piattaforma all’avanguardia nella tecnologia della guida autonoma.  
 
BANCHE, LUSSO, EDITORIA: E’ L’ORA DEL TORO 
 
I rialzi hanno interessato buona parte del listino: 
– Tra i bancari in luce soprattutto Unicredit +1,52% e Intesa Sanpaolo +2,16% in scia ai positivi commenti di Hsbc. Bene anche Ubi Banca +2,5%, Bper +1,96% e Mediobanca +0,91%. Bene anche le società del risparmio gestito: Azimut +3%. 
– Brillante il settore del Lusso, Yoox Net a Porter +2,5%, Tod’s +3,2%. 
– In evidenza anche le società editoriali, Gedi +4,3%.  
– Tra le small caps non si arresta la corsa di K.R.Energy, che mette a segno un balzo del 34,58% dopo il +17,8% registrato lunedì. Il rialzo segue all’accordo tra Ministero dello Sviluppo Economico, Regione Campania e la società Fib partecipata indirettamente al 100%, che prevede la realizzazione di un processo innovativo per produrre celle al litio.