Condividi

Spesometro, semplificazioni in arrivo: al Fisco solo dati essenziali ogni 6 mesi

Nel corso dell’audizione di oggi davanti alla commissione Finanze della Camera, il direttore dell’Agenzia dell’Entrate, Ernesto Maria Ruffini annuncia modifiche importanti e chiede al legislatore di intervenire per attuare modifiche che possano risolvere i numerosi problemi emersi nelle ultime settimane.

Spesometro, semplificazioni in arrivo: al Fisco solo dati essenziali ogni 6 mesi

Dopo il caos delle ultime settimane, novità importanti sono in arrivo sullo spesometro. Ad annunciarle è il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, che nel corso di un’audizione in commissione Finanze alla Camera ha dato parere positivo alla semplificazione di uno strumento che, dopo le modifiche stabilite l’anno scorso, ha causato numerosi problemi a contribuenti ed addetti ai lavori.

Spesometro: semplificazioni in arrivo

Quella paventata dal numero uno delle Entrate è una vera e propria semplificazione dello spesometro da attuare però entro il perimetro della normativa vigente a meno che il legislatore non apra nuovamente il capitolo allo scopo di decidere cambiamenti più ampi.

Nel corso dell’audizione odierna, Ruffini ha spiegato che i tecnici dell’Agenzia sono già al lavoro per trovare degli “spazi ulteriori di semplificazione” volti a risolvere le problematiche emerse nel corso degli ultimi mesi: “In relazione alle problematiche emerse in fase attuativa – ha spiegato il direttore – l’Agenzia sta individuando tutti gli spazi ulteriori di semplificazione, nei limiti consentiti dalla norma, valutando modalità idonee a garantire una maggiore informazione sugli strumenti messi a disposizione”.

Al centro dell’attenzione le specifiche tecniche “unite al provvedimento dell’Agenzia marzo 2017 che stabiliscono l’obbligatorietà della comunicazione di alcuni dati di dettaglio anagrafici del cedente/prestatore sia con riferimento alle fatture emesse che con riferimento a quelle ricevute del cessionario/committente, solo per le fatture emesse diverse da quelle semplificate”.

Secondo quanto indicato dal “capo” dell’Agenzia delle Entrate i primi cambiamenti potrebbero arrivare su “l’informazione relativa ai dati anagrafici – e questo è lo sforzo che può fare l’agenzia delle Entrate – al domicilio fiscale dei clienti e dei fornitori possa essere semplificata. Così come l’informazione relativa ai dati anagrafici della stabile organizzazione e dei rappresentanti fiscali. Ugualmente – ha continuato Ruffini – per le bollette doganali ritengo che possa essere resa facoltativa la compilazione del campo identificativo dello Stato extracomunitario e della provenienza dei beni. Queste sono le poche benché significative innovazioni che può introdurre l’agenzia delle Entrate”.

Spesometro: cadenza semestrale

Oltre a queste prime modifiche, il direttore dell’Agenzia delle Entrate ne suggerisce delle altre per le quali però servirebbe un intervento di Governo e parlamento. L’elenco dei cambiamenti indicati da Ruffini è lungo: “facoltà di trasmettere i dati non più con la cadenza attuale ma ad esempio con cadenza semestrale, facoltà di trasmissione cumulativa dei dati delle fatture emesse e ricevute di importo inferiore a 300 euro, non applicazione di sanzioni per l’errata trasmissione dei dati fatture emesse e ricevute per le comunicazioni effettuate per il semestre 2017, esonero dall’obbligo per alcuni soggetti come produttori agricoli con volume d’affari non superiore a 7mila euro o esonerati da obblighi documentali e contabili compresa la dichiarazione annuale (fermo restando ulteriori obblighi vigenti), esonero per amministrazioni pubbliche per fatture verso consumatori finali”. 

Spesometro: dati essenziali

Pe attuare le modifiche elencate oggi servirà una legge, ma la strada sembra ormai essere quella giusta: “L’importante è che all’agenzia delle Entrate  arrivino i dati essenziali: partita Iva, imponibile, imposta e numero della fattura. Non serve niente altro, se ci aiutate con una norma simile aiutiamo migliaia di contribuente e imprese a svolgere il proprio lavoro da contribuente e all’Agenzia a svolgere il proprio lavoro da Agenzia”.

“L’incubo spesometro” potrebbe  finalmente avere una fine.