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Referendum Alitalia, bocciato l’accordo sindacale: sopravvivenza a rischio

Hanno votato oltre 9.300 aventi diritto, una percentuale vicina al 90% – A Milano ha stravinto il No, mentre a Torino ha prevalso il Sì – Futuro segnato per la compagnia aerea: si va verso il commissariamento, anticamera della liquidazione –

Referendum Alitalia, bocciato l’accordo sindacale: sopravvivenza a rischio

I lavoratori hanno votato No all’accordo sindacati-Governo sull’Alitalia, decisivo per il via libera al nuovo piano industriale della compagnia aerea, che per essere finanziato dalle banche attendeva invece una risposta positiva dal referendum che è stato votato dal 20 al 24 aprile, con la partecipazione in massa di quasi il 90% degli aventi diritto, tra piloti, assistenti di volo e personale di terra.  

Decisivo il No del personale navigante, di Milano come di Roma, dove il No è risultato largamente maggioritario. Gli oltre 12mila dipendenti di Alitalia si sono dunque espressi in senso contrario all’accordo e ora il futuro dell’azienda appare sempre più segnato. Non a caso proprio ieri il governo nel pomeriggio si è riunito per parlare della crisi del vettore: al vertice d’emergenza hanno partecipato il premier Gentiloni e i ministri Delrio, Padoan, Calenda.

Dopo la bocciatura dell’accordo sembrano non esserci molte alternative al commissariamento e alla successiva liquidazione della compagnia aerea con problemi sociali e occupazionali drammatici, mentre non è immaginabile una nazionalizzazione di Alitalia.

Al contrario, col via libera all’accordo tra sindacati e compagnia, sarebbe andato avanti il piano quinquennale presentato a marzo, un progetto che attraverso un drastico taglio agli stipendi e dei posti di lavoro puntava a mettere in sicurezza i conti nei prossimi tre anni in vista del suo ultimo rilancio. Che ora non ci sarà.

A questo punto, data l’impossibilità di procedere alla ricapitalizzazione, il cda della compagnia ha deciso di avviare le procedure previste dalla legge e ha convocato un’assemblea dei soci per il 27 aprile al fine di deliberare sulle stesse. Questo quanto si legge nella nota diramata dal gruppo. Dallo stesso comunicato si apprende che il consiglio di amministrazione convocato oggi “ha preso atto con rammarico della decisione dei propri dipendenti di non approvare il verbale di confronto firmato il 14 aprile tra l’azienda e le rappresentanze sindacali”.

L’approvazione del verbale avrebbe sbloccato un aumento di capitale da due miliardi, compresi oltre 900 milioni di nuova finanza, che sarebbero stati utilizzati per il rilancio della compagnia. In un secondo comunicato Alitalia specifica che il programma e l’operatività dei voli “non subiranno al momento modifiche”.