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Prescrizione, resta il testo: bocciate le modifiche Ncd

Giorno della verità per la proposta di legge sulla nuova prescrizione alla Camera. L’assemblea ha iniziato a votare, respinto emendamento Ncd che si asterrà sul voto finale atteso per oggi pomeriggio

Prescrizione, resta il testo: bocciate le modifiche Ncd

E’ il giorno della verità per la nuova prescrizione. La Camera oggi cerca di voltare pagina sull’ex-Cirielli, la legge di epoca Berlusconiana che accorciando i termini della prescrizione aveva condizionato i procedimenti in capo al leader di Forza Italia. 
Il testo ha superato la prima prova e rimane l’articolo 1 del disegno di legge. L’Aula della Camera ha bocciato l’emendamento soppressivo del testo presentato dal deputato Alessandro Pagano, capogruppo in commissione Giustizia di Area Popolare ed altri due emendamenti identici a questo.

  I voti contrari sono stati 337, i favorevoli 40 e gli astenuti 19. Il testo riguarda l’aumento della metà dei termini per i reati di corruzione (articoli 318, 319 e 319 ter del codice penale). Proteste e tensione da parte dei deputati Ncd che annunciano l’astensione sul voto finale in aula “in attesa di quanto accadrà al Senato con la seconda lettura”. 

“Respingo l’accusa di aumentare, in modo irragionevole e senza un disegno di insieme, i tempi della prescrizione, dunque dei processi”, ha affermato il ministro della Giustizia Andrea Orlando nell’Aula di Montecitorio. L’unico allungamento dei tempi, previsto dal provvedimento per i reati di corruzione, “è dovuto alla particolare natura di quei reati: la scelta – chiarisce il ministro – è dovuta al fatto che il fatto corruttivo spesso emerge molto dopo rispetto a quando viene compiuto”, come “per i reati ambientali, che oggettivamente emergono molto tempo dopo. E’ questa la scelta alla base di questo testo”, chiarisce il Guardasigilli. Il ddl, per Orlando, “è un segnale positivo e non un elemento di allungamento del processo”, bensì “uno strumento con cui si ridà vigore al percorso dei riti alternativi”.

  Da domani al Senato inizierà in Aula l’iter del ddl anticorruzione che aumenta le pene portando quella minima a 6 anni e quella massima a dieci per la corruzione cosiddetta propria. Il ddl sulla prescrizione è a Montecitorio in prima lettura e dovrà passare poi al vaglio del Senato che, a sua volta, invierà alla Camera il ddl sulla lotta alla corruzione. Una navetta, dunque, che potrebbe non escludere modifiche al testo sulla prescrizione alla luce dell’introduzione di nuovi massimi di pena.

  Le dichiarazioni di voto e il voto finale sulla riforma della prescrizone sono previsti per oggi pomeriggio, a partire dalle 14,30.