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Pmi: fra le mille più innovative d’Europa 110 sono italiane

In termini numerici, secondo un report del London Stock Exchange, si tratta della quarta pattuglia più numerosa del continente, la prima per tasso di crescita annua del fatturato: +219%, contro il +103% della media europea.

Pmi: fra le mille più innovative d’Europa 110 sono italiane

Fra le mille Pmi più dinamiche d’Europa, 110 sono italiane. In termini numerici, si tratta della quarta pattuglia più numerosa del continente, la prima per tasso di crescita dei ricavi e seconda solo alla Spagna in termini di creazione di nuova occupazione. È quanto emerge da una ricerca del London Stock Exchange Group sulle piccole e medie imprese europee non quotate, il cui andamento gioca un “ruolo fondamentale per la crescita economica europea, l’innovazione e la creazione di posti di lavoro”. L’analisi prende in esame i bilanci dal 2013 e 2015 di società con ricavi compresi tra 20 e 300 milioni di euro.

In generale, le Pmi più dinamiche hanno un tasso di crescita annuo aggregato del 103%. Molto superiore alla media la performance italiana, con numeri più che doppi (+219%, a 66 milioni l’anno), decisamente superiori rispetto a Germania, Francia, Regno Unito e Spagna.

Il tasso di creazione di posti di lavoro in tutta Europa si attesta invece al 43%, ma il dato relativo alle prime 100 società incluse nel rapporto evidenzia un +730% negli ultimi tre anni. Il dato italiano è al 54 percento, oltre il livello francese, più del doppio rispetto a quanto realizzato dalla Germania, due punti oltre il Regno Unito.

Il 20% delle mille società appartiene al settore manifatturiero e ingegneristico, il più rappresentato nel rapporto, che vanta una crescita dei ricavi annua del 171 percento. Il settore enogastronomico registra invece un incremento medio del fatturato pari al 112 percento, mentre quello tecnologico si attesta al 65 percento.

La dinamicità di queste imprese è dimostrata anche da “un eccezionale livello di innovazione – si legge nel rapporto – le mille società possiedono quasi 8mila brevetti e marchi registrati, il doppio rispetto al 2016”.