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Milan re del mercato: le pagelle di Juve, Inter, Roma e Napoli

Il Milan è stato il club che ha speso di più e che ha dominato il mercato: ora il campo dovrà dire se le sue sono state davvero scelte sagge – Juve a due velocità – Roma e Napoli sufficienti – Inter deludente

Milan re del mercato: le pagelle di Juve, Inter, Roma e Napoli

Prima di tutto una doverosa precisazione: i voti del mercato non necessariamente corrispondono a quelli complessivi sulle rose. Solo con questa premessa si possono leggere (e comprendere) i nostri giudizi senza saltare sulla sedia e gridare allo scandalo, il tutto con quel pizzico di polemica che da sempre contraddistingue ogni discussione sportiva che si rispetti. E allora cominciamo con i voti a questo pazzo calciomercato che ha visto l’Italia spendere complessivamente 821 milioni di euro: record di sempre, secondo solo alla Premier League inglese.

MILAN 8,5

Il mezzo punto in meno è per il mancato arrivo di un top player d’attacco e di una mezzala di centrocampo, il mercato rossonero però resta di altissimo livello e lascia presagire un ritorno nelle zone nobili della classifica dopo i lunghi anni di anonimato. Fassone e Mirabelli hanno speso 228 milioni e ne hanno incassati 58,5: il saldo negativo di 169,5 spiega meglio di molte parole quanto sia grossa questa scommessa che dovrà necessariamente riportare il Milan in Champions League, pena rivedere al ribasso le prospettive future. Il fiore all’occhiello è sicuramente la difesa: Bonucci certo, ma anche Musacchio, Conti, Rodriguez e il rinnovo di Donnarumma, altro capolavoro visto come si erano messe le cose. Il resto è tutto nuovo: Kessie, Biglia, Calhanoglu, Andre Silva, Borini, Kalinic… L’elenco è lungo e di qualità, forse non ancora per vincere ma sicuramente per competere. Il tempo delle “cose formali” è finito, ora sarà il campo a dirci la reale consistenza di questo Milan.

JUVENTUS 7

Voto diviso in due: 8,5 dalla cintola in su, 5,5 dall’altro lato. La media dice 7, dunque bene ma non benissimo. La domanda è d’obbligo: rispetto all’anno scorso la Juve s’è rinforzata o indebolita? La risposta non è semplice perché questa Signora ha effettivamente lavorato a due velocità. Davanti, oltre ad aver confermato tutti i “fab four” Higuain, Dybala, Mandzukic e Cuadrado (senza dimenticare Pjaca), sono arrivati Douglas Costa e Bernardeschi, ottimi giocatori in grado di garantire pari rendimento anche scendendo in campo ogni 3 giorni. Dietro però vale l’esatto contrario: via Bonucci e Dani Alves, dentro Howedes e De Sciglio, per un indebolimento del reparto piuttosto evidente. In mezzo ci si aspettava un top player in grado di alzare il livello complessivo della rosa, è arrivato Matuidi: bravo, certo, ma lontano dai livelli di Kroos, Modric, Rakitic o Matic, tanto per citarne alcuni. Insomma, il mercato della Juve prende un voto buono, non eccellente. Ad Allegri il compito di amalgamare il tutto e trovare la perfezione, standard sempre richiesto dalla Torino bianconera.

ROMA 6,5

Tanti milioni guadagnati, altrettanti spesi. La proprietà americana della Roma non s’è smentita neanche stavolta, mettendo in atto il solito “rimpasto” che coniuga le esigenze economiche a quelle tecniche. Almeno questo è l’intento, perché poi non sempre si riesce a mantenere una certa competitività se non si possono blindare alcuni giocatori chiave. Le partenze di Salah e Rudiger sono pesanti, e se il primo è stato sostituito con un prospetto interessante come Schick (molto diverso però come ruolo), il secondo ha lasciato un vuoto al momento incolmato. Al momento la Roma perde molto e i primi risultati (specialmente quello con l’Inter) confermano limiti difensivi addirittura acuiti rispetto a un passato in cui già spiccavano a più riprese. In mezzo però le buone notizie: gli acquisti di Kolarov, Gonalons e Defrel, ma soprattutto la conferma in blocco di un centrocampo fortissimo, forse il migliore di tutto il campionato. Nainggolan, De Rossi e Strootman se la giocano con tutti e dovranno guidare i compagni verso una stagione piena di incognite, a cominciare da quel Di Francesco al primo vero grande esame da allenatore. Potrebbe andare molto bene o molto male, difficilmente però ci saranno mezze misure, come sempre del resto nella Capitale.

NAPOLI 6

Ecco l’esempio per eccellenza che spiega la nostra premessa iniziale. Il voto al Napoli nel suo complesso è ottimo, quello relativo al mercato è sufficiente, senza infamia e senza lode. Sono rimasti tutti i big, d’accordo, da quel Mertens che poteva avere in testa sirene inglesi a quell’Insigne finito nel mirino, seppur fino a un certo punto, del Barcellona. E poi Hamsik, Koulibaly, Ghoulam, Reina: gli azzurri che avevano mercato erano tanti e De Laurentiis ha avuto il merito di tenerseli tutti. La città però non è del tutto soddisfatta e qualcuno (vedi la Curva) è addirittura scontento di come è stata gestita la campagna acquisti. Questione di irriconoscenza, forse, ma anche di lungimiranza: se questo Napoli fosse così perfetto da potersi permettere di non acquistare nessuno (Mario Rui a parte), avrebbe già vinto qualcosa: è questa la frase che circola in alcuni ambienti azzurri e ad oggi non è possibile smentirla del tutto. La sensazione è che il Napoli sia arrivato al punto di non ritorno: o si vince o si smantella e si riparte da zero.

INTER 5,5

Insufficienza per la prima campagna acquisti targata Sabatini, seppur con l’attenuante (da qui il mezzo punto in più) di aver dovuto sottostare a logiche più grosse di lui. Ci si aspettava molto dall’Inter e le aspettative non le avevano create i media bensì il gruppo Suning, che a più riprese aveva fatto intendere come questa fosse l’estate della svolta. Di Maria, Vidal, Nainggolan, Rudiger, Manolas: sono solo alcuni dei nomi fatti trapelare a inizio mercato e che invece si sono rivelati inaccessibili. Il mercato nerazzurro ha vissuto tre fasi. La prima dall’1 al 30 giugno: fare cassa per sistemare i conti con l’Uefa. La seconda dall’1 al 31 luglio: sondare vari giocatori e capire su chi fiondarsi al momento opportuno. La terza dall’1 al 31 agosto: abbandonare ogni velleità di top player e cercare di tamponare le falle alla meglio, possibilmente senza spendere più di tanto. E così chi a inizio mercato parlava di “cose grosse” e “movimenti importantissimi”, alla fine s’è trovato in difficoltà pure a prendere il giovane Karamoh, arrivato solo grazie allo sconto del Caen. La certezza dovrebbe essere Borja Valero, il resto (Skriniar, Vecino, Dalbert, Cancello) è tutto da verificare. Spalletti, complice una rosa già abbastanza strutturata prima, ha il ragionevole obiettivo di agguantare la zona Champions, anche lui però, in cuor suo, sperava di lavorare con ben altro materiale.